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Beastars: la recensione (senza spoiler)

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È da poco uscito su Netflix l’adattamento anime del manga di Paru Itagaki, Beastars, edito da Weekly Shōnen Champion e adattato dallo studio Orange Animation e, causa quarantena, ho deciso di vederlo senza particolari aspettative.

Non avevo mai letto il manga, non credevo che una storia in cui i protagonisti erano degli animali potesse interessarmi, invece è stata un’autentica rivelazione (tanto che dopo l’ultimo episodio, il numero 12, ho ripreso in mano il manga).

La storia spesso è più matura rispetto a un classico shōnen, del quale invece resta l’ambientazione scolastica. La Cherryton Academy è una scuola nella quale convivono, non sempre facilmente (soprattutto dopo un drammatico fatto), animali carnivori ed erbivori. Qui incontriamo il protagonista Legoshi, un grande lupo grigio che, proprio come nelle favole, è considerato il “lupo cattivo”, ma in realtà fin da subito mostra un buon cuore e un’onestà fin troppo umane. Il nostro protagonista però affronta la solitudine, l’emarginazione e la discriminazione di un mondo che non è pronto ad accogliere le differenze, anche quando sono naturali, e vedremo che queste difficoltà riguarderanno in modo diverso vari personaggi.



I disegni sono ben fatti e l’animazione ha un suo stile preciso (che può piacere o meno), ma quello che colpisce in particolare è la musica, che casca a pennello in ogni scena (a partire dalla stessa sigla). I personaggi di Beastars sono molto caratterizzati, ma non statici e già alla fine di questa prima stagione vedremo in alcuni dei cambiamenti importanti. I comportamenti di questi animali in parte ricalcano le loro abitudini animalesche e dall’altra le accentuano al punto da renderle quasi teatrali, tanto da coinvolgerci in modo prepotente nell’azione.

Quello di Beastars è un percorso di formazione che porterà il protagonista a crescere e ad accettare se stesso, con i suoi pregi e i suoi difetti. È un anime poi che ci parla degli affetti, dell’amicizia, delle relazioni sentimentali, delle insicurezze dell’adolescenza e della difficoltà di rispondere alle aspettative degli altri, con un tono tanto realistico da divenire a volte quasi cupo.

Beastars è stata una rivelazione, uno degli anime più interessanti, e soprattutto originali, di questo periodo che ci mette di fronte a una realtà strana, ma profondamente umana, dove per voluta ironia i protagonisti sono però animali antropomorfi (a sottolineare come siano gli animali che devono insegnarci ad essere più umani).

Per la gioia di tutti, Netflix ha già in programma una nuova stagione, speriamo questa volta con un maggior numero di episodi.

Lucrezia Melissari



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