Connect with us
jundo jundo

Fumetti e Cartoni

Intervista a Lorenzo Carucci e Matteo Vesprini, fondatori di Jundo

Published

on

Ecco la nostra intervista ai due fondatori di Jundo: Lorenzo Carucci e Matteo Vesprini.

Lorenzo: Ciao a tutti gli amici di Daily Nerd. Io mi occupo principalmente della strategia generale per distruggere le barriere del fumetto.

Matteo: Io invece sono editor e figura di coordinamento di tutto il reparto editing che è un po’ la colonna portante del progetto.

Per introdurvi al pubblico come vi siete approcciati a questo mondo e come cresce questa vostra passione?

Lorenzo: Io e Matteo veniamo dal mondo del fumetto, siamo grandi appassionati. In particolare io mi sono approcciato ai fumetti a partire da Death Note che è un po’ come la droga di passaggio e poi ho continuato tra Dragonball, One pPece e Naruto, per poi affacciarmi al fumetto e ai titoli psichedelici come Devilman Crybaby e Redline.

Matteo: Io invece sono partito da piccolo piccolo con Lupo Alberto, poi ho smesso e grazie ai manga mi sono riavvicinato. Ora leggo da onnivoro un po’ di tutto. Poi avendo studiato traduzione, il fumetto mi aiuta anche sotto questo aspetto.

Prima di Jundo qual è stato il vostro percorso di studi?

Lorenzo: Io vengo dal lato Business, avendo studiato economia ed imprenditoria in America. E questa è la differenza principale rispetto ad altre realtà. Quello che secondo noi è sempre mancato in questo contesto è un approccio imprenditoriale ed io mi occupo di questo. Siamo strutturati in modo che ogni reparto all’interno Jundo goda di autonomia propria, per perseguire liberamente il proprio obiettivo.

Matteo: Io vengo dal mondo dalla traduzione e con questi studi mi sono trovato molto agevolato nel fumetto. Anche essere molto organizzato rende possibile il lavoro di Jundo, dato che è una grossa macchina complessa con tante braccia, tante persone e molti ambiti che si devono interfacciare.

Come nasce l’idea “Jundo”? Come vi siete conosciuti ed approcciati alla piattaforma?

Lorenzo: Noi ci siamo conosciuti tramite il gioco di carte di Yu Gi Oh!. Andavo al mare da bambino e ci siamo conosciuti lì. Poi abbiamo fatto esperienze diverse, tuttavia essendo appassionati del media e conoscendo i problemi legati a questo mondo abbiamo deciso di fare qualcosa. Ci siamo dedicati ai problemi che incontrano gli autori emergenti, conoscendo realtà in altre parti del mondo, come per esempio Webtoon, Marvel Unlimited e molti altri, abbiamo potuto osservare e capire come inserirci in questo ambiente in Italia. I prezzi dei vari volumi sono elevati e per un lettore spendere diversi euro per il volume di un autore emergente, seppur ne sia intrigato, diventa complesso e preferisce andare sul sicuro con nomi già consolidati. La nostra idea, tramite il portale digitale, è di far conoscere nuove opere ai nostri utenti ad un costo decisamente ridotto di 1,99 euro/mese senza limiti e con la possibilità di leggere tutti i primi capitoli gratuitamente. Poi, per le opere verso le quali si ha più interesse, c’è sempre la possibilità di acquistare il cartaceo creando così una sinergia con l’online.

Un fattore che reputo molto importante è che con l’abbonamento le spese di spedizione sono gratuite.

Matteo: Riteniamo che il digitale non sia un nemico del cartaceo. Leggendo prima i vari volumi poi si possono scegliere i migliori e acquistarne la copia cartacea in maniera oculata. L’aspetto economico, riferendosi anche ad un pubblico che non lavora solo con bambini o ragazzi, è un fattore di accessibilità non indifferente.

Lorenzo: Tra l’altro dato che noi vendiamo con il nostro shop o alle fiere e non c’è intermediazione, riusciamo a permetterci prezzi, per il cartaceo, molto bassi intorno ai 9.99 euro. Per garantire maggior share all’artista e favorire i lettori.

Quali sono stati i primi autori ad essere stati coinvolti? E per chi volesse proporsi c’è un bando?

Lorenzo: Ricordiamo che il bando ha scadenza il 22 Aprile 2021 aperto a fumettisti unici, sceneggiatori e disegnatori. Già stiamo ricevendo numerose proposte e a breve inizieremo a visionarle tutte. I primi sono stati presi tre artisti di ARS nona: Andrea Milana e Acros che stanno producendo due Jundo original e Gabriele che collabora con noi come editor. Da lì siamo riusciti a creare una prima squadra di 5 e poi, in un paio di mesi, tantissimi artisti si sono proposti fino ad arrivare a 27 opere in produzione.

In pochi mesi siete riusciti ad avere un parco titoli che normalmente si avrebbe dopo anni. So che voi state molto attenti alla family che si sta creando intorno a Jundo.

Lorenzo: La community è la base per Jundo. Tutti i feedback diretti su cosa va e non va sono fondamentali. Proprio adesso stiamo lanciando la nostra strategia di Telegram, un canale Instagram e gruppi per avere un rapporto diretto e stiamo preparando altre chicche per gli utenti che usciranno a breve.

Qual è la vostra visione del mercato fumettistico? Verso dove farete rotta?

Lorenzo: Puntiamo verso un mondo in cui ci saranno sempre meno limiti a stili e generi, cosa che purtroppo oggi non è così, reduci da un periodo storico ben preciso. Tuttavia secondo noi ci si può lavorare e sulla piattaforma puntiamo ad una varietà di opere per personalizzare sempre di più l’esperienza degli utenti. Tutta la parte di profilazione è studiata per dare la possibilità al lettore di avere una visione più chiara. Adesso abbiamo una ventina di opere, ma nel momento in cui il parco titoli arriverà a 50-80 volumi sarà importante che l’utente veda innanzitutto quello che è più vicino al suo gusto personale.

Matteo: La piattaforma deve guidare l’utente in fase iniziale all’interno della sua comfort-zone per poi magari proporgli altri titoli, esplorando più orizzonti per innamorarsi di nuove realtà. Senza però spenderci troppi soldi. Ovviamente non c’è niente di male ad avere e rimanere sui propri gusti, ma avere la possibilità di scegliere è un fattore in più.

Lorenzo: La direzione è proprio quella. Ci sono persone che non riescono a leggere il digitale e va bene, non è lo scopo di Jundo convincere la gente del contrario; infatti diamo l’opportunità di comprare anche solo il cartaceo.

Matteo: Poi c’è da considerare che le nuove generazioni che si approcciano al mondo fumettistico in maniera digitale, ovviamente preferiscono questo tipo di fruizione.

Come vi immaginate Jundo alla fine dell’anno, fra 3 anni, fra 5 anni?

Lorenzo: Sicuramente alla fine dell’anno ci prefiggiamo di finire tutti i Jundo original che stanno uscendo ed aumentare il parco titoli, poi anche per gli anni a venire di portare sempre più opere possibili sia original che estere, e devo dire che da come si stanno evolvendo le cose vediamo che tutti i capitoli stanno uscendo in tempo. Pianifichiamo di uscire con la prima fiera per il Lucca Comics, sperando che si faccia.

Ormai si è creato un mistero sul nome “Jundo”: potete darci qualche indizio riguardo l’origine?

Lorenzo: Allora è tendenzialmente un segreto, però possiamo darvi un piccolo suggerimento. Deriva dal nome di un personaggio di un’opera che ci stava molto a cuore. Adesso abbiamo messo il primo tassello, vediamo se riuscite ad indovinare piano piano!

Prima di salutarci, quali titoli usciranno a breve nei prossimi giorni?

Matteo: Sta per uscire un nuovo Jundo original Pirati, nell’arco del mese usciranno due secondi capitoli e saranno Diluvio e Friends for never e poi uscirà un nuovo Jundo original a fine mese. E se posso fare un piccolo spoiler dal mese prossimo cercheremo di aumentare il numero di uscite.

Ringraziamo Lorenzo e Matteo per tutto e chi volesse cercare Jundo può leggere il nostro articolo a riguardo e dare un’occhiata alla loro pagina.

Advertisement
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Fumetti e Cartoni

Dylan Dog 419: Albachiara

Published

on

albachiara

L’uscita di questo mese è, come già presentata nell’articolo relativo, il secondo numero della triade, della Sergio Bonelli Editore, dedicata a Vasco Rossi. In quest’albo vedremo Dylan alle prese con una storia ispirata all’omonomia canzone, appunto, “Albachiara“.

Dylan Dog 419: la trama

La storia inizia durante di ferie di Dylan, interrotte quando viene contattato da un ragazzo trasparente che racconta di essere diventato così perché emarginato e non ascoltato, che ha sempre preferito farsi da parte nella vita piuttosto che affrontarla. Tuttavia ci racconta che è innamorato di una ragazza: Alba.

Alba è una bellissima ragazza, però anche lei rischia di diventare invisibile, intrappolata nelle spire di un’entità maligna che cerca di demolirla e sconfiggerla, facendole credere di non essere mai abbastanza.

Dylan accetta il caso e tiene sott’occhio Alba fino a quando quest’entità non si manifesta mettendo in pericolo la ragazza. Sarà compito del nostro indagatore dell’incubo venirne a capo e scoprire come fermare l’avanzata angosciosa di quest’oscurità.

Narrazione e disegni

La storia, scritta da Gabriella Contu, riesce a catturare l’attenzione fin dalle prime pagine. L’inizio è davvero bizzarro ed incuriosisce, facendoci subito appassionare alla storia e ai personaggi, per poi diventare più drammatico creando così un buon ritmo ed una trama efficace.

La parte del disegno, lavorata da Sergio Gerasi, si sposa bene con questo tipo di storia. La caratterizzazione di alcuni personaggi come la stessa Alba o anche il ragazzo trasparente sono molto efficaci. In pochi tratti riesce a comunicare al lettore molto del personaggio rendendo quasi superflua una possibile presentazione. L’espressività che dà ai personaggi fa il resto, rendendo tutto molto diretto e conciso.

Conclusioni

Dylan Dog 419 è il penultimo episodio del terzetto vasconiano e, anche se non fosse abbinato alla canzone del celebre cantautore italiano, l’episodio sarebbe godibile lo stesso. La trama è appassionante e i disegni fanno respirare a pieni polmoni l’ambientazione della storia.

Anche in questo volume coesistono due copertine realizzate da Fabrizio De Tommaso, mentre sul retro abbiamo la fantastica illustrazione di Gigi Cavenago.

Non perdetevi neanche un’uscita, andate a leggere anche la recensione del numero precedente: “Sally”.

Continue Reading

Fumetti e Cartoni

Dylan Dog incontra Albachiara, secondo appuntamento di Bonelli con Vasco

Published

on

albachiara bonelli

Sta per uscire Albachiara, il secondo capitolo omaggio di Dylan Dog alle canzoni di Vasco Rossi: grazie alla collaborazione tra uno degli artisti italiani più amati di sempre e Sergio Bonelli Editore, l’Indagatore dell’Incubo è infatti il protagonista di un ciclo di tre episodi ispirati a tre canzoni del rocker di Zocca.

A distanza di un mese da SALLY, accolto con entusiasmo dai fan che sono accorsi in edicola inondando i social dei loro scatti in compagnia dell’albo appena acquistato, il 30 luglio debutta ALBACHIARA, il fumetto dedicato a una delle canzoni più celebri e amate del rocker.

Scritto da Gabriella Contu e disegnato da Sergio Gerasi, ALBACHIARA ci racconta la storia di Alba, una ragazza inseguita dagli sguardi insistenti e invadenti di chi le vuole bene e di chi le vuole male, di chi la idealizza e di chi la detesta, di qualcuno che non sa conoscerla per ciò che è davvero. Quanto violenti e pervasivi possono essere, a volte, gli sguardi degli altri, tanto da renderci a volte inconoscibili persino a noi stessi? In questo nuovo episodio, Dylan Dog si troverà così alle prese con l’incubo soffocante e straniante della vita di Albachiara.

Parlando della canzone, Vasco Rossi racconta: “L’ho scritta di getto, parole e musica, in dieci minuti. Ricordo che ero seduto sul divano, che mia madre teneva sempre coperto con la plastica, in salotto, e aspettavo di uscire. Il salotto mi piaceva perché aveva più privacy, un po’ di eco e la chitarra rimbombava. «Respiri piano per non far rumore…». A me sembrava bella ma non pensavo che sarebbe piaciuta così tanto e a così tanta gente (…). Ai miei concerti è sempre l’ultima, e non si cambia. Una volta ho provato a non cantarla ma nessuno andava via. Da allora “Albachiara” è il mio saluto finale… fino alla prossima volta”.

Aggiunge Michele Masiero, Direttore Editoriale di Sergio Bonelli Editore: “Che fine avrà fatto Albachiara (o Alba, come l’abbiamo chiamata nel fumetto)? Come ve la immaginate dopo così tanti anni? Sarà sbocciata d’improvviso modificando anche il proprio carattere e rinunciando a quella sua sorta di timidezza, oppure no? Per noi, è rimasta cristallizzata nella purezza di quella sua giovane età ed è così che ce la ricorderemo per sempre, “fresca come l’aria”.

La sceneggiatrice Gabriella Contu spiega: “Non esiste persona in Italia, di età compresa tra i sei e i centosei anni, che non conosca “Albachiara”. Eppure, di fronte alla domanda “Albachiara, chi è?” esitiamo. Generazione dopo generazione, grazie alle pennellate di Vasco, Alba l’abbiamo immaginata: l’abbiamo vista camminare, ognuno per le strade della propria città o paese; le abbiamo disegnato un volto, un corpo, scegliendo per lei il colore degli occhi, la lunghezza dei capelli; le abbiamo dato un’età e dei vestiti; l’abbiamo vista chiudersi alle spalle la porta della camera da letto, pensandola sola a darsi piacere”.

Così come accaduto per SALLY, così anche ALBACHIARA avrà una foliazione speciale e sarà arricchita da 16 pagine extra che conterranno un nuovo capitolo dell’intervista di Luca Crovi a Vasco, il testo della canzone cui si ispira l’episodio, l’editoriale di Michele Masiero, il commento di Gabriella Contu e un’intervista a Sergio Gerasi.

L’albo ALBACHIARA, curato da Roberto Recchioni, sarà come sempre disponibile in edicola, in fumetteria e sul sito di Sergio Bonelli Editore. L’ultimo appuntamento del ciclo dedicato a Vasco Rossi sarà invece con JENNY, scritto da Barbara Baraldi e disegnato da Davide Furnò, in uscita il prossimo 31 agosto.

Pronti a correre in libreria per comprare la vostra copia di Albachiara in esclusiva per Bonelli?

Daily Nerd è un progetto gestito interamente da volontari, se ti piace quello che leggi sul nostro sito sostienici!



Continue Reading

Fumetti e Cartoni

MEGARETTE Savage New World – REQUIEM: è la fine?

Published

on

megarette 3 recensione

Eccoci qui a parlare, o meglio a scrivere, del terzo e ultimo volume della distopica saga fantascientifica sulle gesta della dea-gigantessa Megarette. Se l’anteprima dell’articolo o magari qualche immagine a riguardo vi avessero fatto venire voglia di recuperare i tre volumi, eccovi i link delle nostre recensioni a riguardo!

MEGARETTE Volume 1 – recensione senza spoiler

MEGARETTE Volume 2 – recensione senza spoiler

Bene, se avete recuperato tutto ora siete pronti a continuare. Ma entriamo nel vivo con l’ultima recensione dedicata alla trilogia, rigorosamente senza spoiler riguardanti il volume in merito!

Un accenno di trama

Avvertimento spoiler! Stiamo parlando del terzo e ultimo capitolo di una trilogia, se non avete letto i precedenti correte su WeirdBook o in fumetteria, rimediate, e poi tornate da noi per sapere cosa ne pensiamo! Eravamo rimasti dopo una battaglia. Dopo una piccola vittoria, utile ad Anna e ai suoi compagni per avere la possibilità di incontrare nuovi personaggi ora approfonditi. Una schermaglia non fondamentale ai fini di vincere la guerra contro i Neanderthal però.

Non tutti i nuovi arrivati si fidano delle due “donne guerriere”, il sentimento è ricambiato. Eppure, essi sono l’unica possibilità per loro di capire dove si trovi il nascondiglio dei nemici. Il mondo è al collasso, gli alleati scarseggiano e muoiono in continuazione. Ecco perché un’incursione al covo dei Neanderthal sembra ad Anna l’idea migliore… se non l’unica. 

Inizialmente ritroviamo la ragazzina insicura e non convinta della propria vera natura, ancora alla ricerca di sé stessa, ma continuando e avvicinandoci alla fine ci renderemo conto che il viaggio di Anna non è solamente fisico.

Pensieri sulla saga MEGARETTE Savage New World

La saga di Megarette è sicuramente complessa, sia a livello di impostazione sia per quanto riguarda le tematiche trattate. Di genere fantascientifico, attraverso i capitoli arriva a toccare tematiche quali la libertà e l’oppressione, la ricerca delle proprie origini, il rapporto genitori-figli e la ricerca di un’identità personale non sempre facile da ritrovare. Inoltre, come abbiamo visto nelle prime recensioni, sono molto importanti le ricerche storiche e anatomiche che hanno precorso la creazione effettiva dei volumi. Quello a cui queste ricerche hanno portato è un fumetto ben costruito, in grado di collegare fra loro attraverso una storia non banale e per nulla immediata, tutte le tematiche appena elencate. Probabilmente non sono neppure complete, ecco perchè consiglio di leggere la saga.

I disegni che accompagnano la scrittura dei volumi di Megarette sono estremamente puliti e ordinati, non per questo mancano di potenza. Le esplosioni, le battaglie e gli scontri fisici sono resi con un ottimo dosaggio di chiari e scuri e nonostante il fumetto sia ovviamente un’arte muta, tutto è estremamente funzionale nel portare il lettore all’interno dello scontro e a farglielo ‘sentire’ al massimo. Tutto sempre in bianco e nero quindi, ed estremamente accattivante e ben strutturato

Protagonisti e comprimari sono diversi fra loro e riconoscibili, i paesaggi che cambiano ci accompagnano in un credibilissimo immaginario post apocalittico e i villain finali, beh… mi fermerei qui.

…e questo ultimo volume? 

Non sarà una riflessione troppo lunga e approfondita perché per le tematiche trattate e per il modo in cui sono state analizzate e risolte, rischieremmo di spoilerare alcune scelte di scrittura decisamente importanti ai fini della trama. Basti vedere il fatto che anche solo cercare di impostare un discorso sui villain del fumetto significherebbe analizzarne i rapporti coi protagonisti e con i mondi che abitano. 

Cosa dire allora? Il terzo volume della saga Savage New World è perfettamente in linea con i precedenti. Lo possiamo dire per quanto riguarda la continuità del racconto, capita a volte che interrompendo una storia per passare al volume successivo ci si senta un po’ spaesati. In questo caso la sensazione non è presente. La crescita dei personaggi (…oltre a quella fisica di Anna) va avanti e li porta su un altro livello di confidenza fra di loro e nei confronti della battaglia che ancora li aspetta. 

E la vera e propria conclusione è… soddisfacente. Molto soddisfacente, e qui parlo semplicemente abbandonandomi ai miei gusti personali. Quello che posso dire in generale però è che si tratta di un finale decisamente inaspettato per l’evoluzione di trama a cui si stava per giungere. Questa scelta lascia il lettore in preda alle domande, e le risposte che si cercano saranno probabilmente diverse per ognuno di noi lettori. O almeno questa è l’impressione che io ho avuto leggendo Megarette. 

Continuare a parlare del terzo volume in singolo però, dell’apice della vicenda, potrebbe essere controproducente nei confronti dell’effetto sorpresa e dell’aspettativa che speriamo di aver creato. Perciò chiuderei il paragrafo semplicemente affermando che, secondo me, Megarette funziona.

Per concludere…

Che cosa ne pensate quindi? Vi abbiamo creato un p’ di curiosità nei confronti di questa o altre saghe simili? Se non siete appassionati lettori di fumetti, sottolineo il fatto che Megarette sarebbe un ottimo titolo per affacciarsi alle potenzialità del mezzo. Chissà che da qui in poi non vi si apra un mondo nuovo! Festival del fumetto, presentazioni ed eventi organizzati in tutta Italia per promuovere e far conoscere i nuovi progetti non mancano, per esempio.

Certo con il primo volume di Megarette andiamo indietro di qualche anno, ma questo è solo un motivo in più per correre, mettersi in pari e continuare ad immergersi sempre di più in questo mondo meraviglioso che è quello del fumetto!

Buona lettura!

Continue Reading

Supporta il sito

Aiutaci a mantenere il sito aperto! Daily Nerd è un progetto gestito interamente da volontari, ma mantenere un sito ha dei costi. Se vuoi sostenerci basta un euro per aiutarci.

Be brave, be #Nerd

.

Advertisement

Trending