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Eventi

Meet Geisha: le Geisha arrivano anche su Zoom 

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Anche in Giappone, per frenare l’epidemia di coronavirus, sono state imposte delle misure restrittive che a più livelli hanno colpito anche il settore dell’intrattenimento, come per esempio lo stop della produzione degli anime. Ma anche ristoranti, bar, club e teatri sono stati chiusi e molte geisha, la cui normale attività spazia dal ballo alla conversazione, si sono trovate senza lavoro.

Alcune di loro però hanno saputo destreggiarsi con abilità anche in questo momento particolare, come? Trasferendo la loro attività online.

È nato così il progetto “Meet Geisha, un modo per far conoscere ai turisti le esibizioni delle geisha, che si è trasformato in un vero e proprio mezzo per portare ovunque questa tradizione giapponese. Tamaki Nishimura, project manager di Meet Geisha, ha deciso di contattare un gruppo di geisha di Hakone, nella prefettura di Kanagawa – preferendole ad altre perché meno influenzate dai dettami della tradizione e disposte ad affrontare la sfida del digitale. Alcune di loro hanno deciso di imbarcarsi in questa avventura e adesso, attraverso la piattaforma Zoom, offrono la loro compagnia e le loro arti.

Una soluzione efficace per continuare a lavorare e allargare allo stesso tempo il loro pubblico, dal momento che il costo di una esibizione online è inferiore al solito standard. L’obiettivo di questa iniziativa è fare in modo che sempre più persone si appassionino a quest’arte, così antica e ricca di fascino, sperando di poter presto tornare ad ammirare le esibizioni delle geisha dal vivo.

Daily Nerd è un Magazine di cultura Nerd e Geek. Non si tratta semplicemente di riportare notizie, ma di approfondire e riflettere sulla cultura che ci circonda.

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Da Rushdie a J. K. Rowling, intellettuali contro l’intolleranza del “politically correct”

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Oltre 150 intellettuali e personalità internazionali, tra cui spiccano il saggista Ian Buruma, il linguista e attivista Noam Chomsky e la scrittrice J. K. Rowling, hanno firmato una lettera aperta pubblicata su “Harper’s Magazine”, un appello a non trasformare le proteste per la giustizia razziale “in un brand dogmatico e coercitivo” che spesso sfocia in un estremizzazione del politically correct.

Tra chi ha sottoscritto la lettera c’è pure la romanziera Margaret Atwood e afroamericani come il jazzista Wynton Marsalis e paladini della libertà di espressione come Salman Rushdie, tutti insieme per combattere il clima da oscurantismo medievale che domina nel mondo della cultura e dei media dopo l’uccisione di George Floyd.

Attenzione, sono tutti concordi che quello che è successo sia un fatto gravissimo e deprecabile, ma quello che è seguito a quel triste 25 maggio ritengono abbia fatto dilagare una nuova forma di intolleranza, quella degli estremisti dell’anti-razzismo e dei demolitori di statue, di tutti coloro che in nome del politically correct censurano le opinioni diverse e impongono un pensiero unico.

I firmatari della lettera sostengono che le reazioni violente che si sono susseguite in tutto il Mondo abbiano soffocato il libero dibattito e che:

Questa atmosfera soffocante alla fine danneggerà le cause più vitali del nostro tempo. La restrizione del dibattito, da parte di un governo repressivo o di una società intollerante, fa invariabilmente male a chi manca di potere e rende tutti meno capaci di partecipazione democratica.

Quello che denunciano i firmatari è poi il “public shaming” (la gogna pubblica), una tendenza che va aumentando senza freni e che cancella il dibattito, mettendo all’angolo ogni opinione diversa dalla propria.

Nella lettera si legge:

Le cattive idee si sconfiggono attraverso la loro esposizione, l’argomentazione e la persuasione, non cercando di zittire o allontanarle. Rifiutiamo qualsiasi falsa scelta tra giustizia e libertà, che non possono esistere l’una senza l’altra

Di certo in questo ultimo periodo abbiamo visto troppo spesso censurare contenuti – ricordiamo il caso di HBO con Via col vento – o trovare soluzioni “creative” per spiegare che il razzismo è un atteggiamento sbagliato. Vi abbiamo pure parlato delle 7 carte da gioco rimosse da Magic: The Gathering a causa di questa cieca e spesso illogica epurazione.

Eppure a nessuno è venuta in mente la cosa più semplice: confrontarsi in modo chiaro, aperto e inclusivo e ascoltare le ragioni dell’una e dell’altra parte per trovare un accordo, una convivenza pacifica, se non per capirsi, almeno per rispettarsi.

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Decapitata la statua di Spirou della stazione di Angoulême

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La statua di Spirou, che si trova nella stazione di Angoulême, è stata decapitata sabato scorso durante la notte. Il consigliere dipartimentale Philippe Bouty avrebbe visto due giovani dirigersi nella hall e prenderla a calci.

L’Angoulême Comics Festival ha reagito rapidamente, con il solito tagliente umorismo.

Chi ha colpito il nostro amico? Pensiamo immediatamente a tutti i cattivi i cui misfatti è sempre riuscito a fermare per tutta la sua lunga carriera. In prima linea a Zorglub. Ma questa pista non sembra seria, perché quest’ultimo non avrebbe ceduto a un crimine così codardo, dopo tutto indegno di lui.

Il povero Spirou, protagonista di un fumetto, il buono per antonomasia, non meritava tanto disprezzo. Quale potrebbe essere la ragione del gesto? L’opposizione alla possibile apertura di un parco a tema? Forse l’azione di qualche pazzo ubriaco?

Troppo presto per dirlo, ci saranno delle indagini e intanto alla stazione di Angoulême non ci saranno più il sorriso di Spirou e il suo fedele scoiattolo Spip ad accogliere i passeggeri.

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A Cinecittà apre il primo cinema drive in di Roma

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Ai tempi del Covid-19, e di cinema chiusi per ridurre il rischio contagio, ecco che la soluzione arriva dal passato: il drive in!  Negli studios di Cinecittà, nello spazio davanti al Teatro 2, in un clima retrò e nostalgico alla Happy Days, apre il primo drive in di Roma con uno schermo di ben 100 mq.

Le proiezioni iniziano con il sempreverde Flashdance e segue, nella serata di debutto, Kill Bill, in programma anche Frankenstein Junior, Pulp Fiction, e Dal tramonto all’alba.

Per le auto sono disponibili 160 spazi – con una capienza massima 320 persone, due per vettura –, ci sono distanza e norme da rispettare, ma la serata è stata un successo con grande soddisfazione degli organizzatori.

Per ascoltare il film bisogna sintonizzarsi sulla frequenza radio 104.3 (chi non avesse uno stereo in macchina può richiedere una radio all’organizzazione oppure connettersi tramite smartphone) e poi basta solo lasciarsi trascinare dall’atmosfera sospesa nel tempo. E quello di Cinecittà non sarà l’unico drive in di Roma, è pronto anche quello dell’Axa, il “Paolo Ferrari”, che sarà il più grande d’Europa, con centinaia di posti e debutterà il 9 luglio.

Ecco che la pandemia ci permette di riscoprire un tipo di socialità che avevamo perso e di vedere tanti classici intramontabili.

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