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Interviste

Dall’universo di Star Wars il LUDOSPORT

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Chi non ha mai fantasticato di diventare Jedi o Sith, controllare la forza e usare una spada laser? Parlo per me e dico che da ragazzino era il mio gioco preferito.

Tuttavia in questo Romics2022 ho scoperto che esiste uno sport dove puoi usare spade laser -ovviamente senza laser, ma ci arriveremo presto. Quindi, facendomi strada, ho voluto saperne di più.

Lo sport delle spade laser

Questa disciplina schermistica si chiama ludosport ed è nata a Milano nel 2007 dalla passione di 3 esperti di arti marziali e arti di combattimento, che hanno ideato questo modo di combattere. Si utilizza lo strumento “spada laser” come se fosse una vera e propria scherma.

Quindi non si tratta di una coreografia ma di un vero e proprio modo di combattere con questo attrezzo. Che comprende quindi un regolamento, forme precise e molto altro.

Dal 2007 questa disciplina si è diffusa sia a livello nazionale che internazionale contando diverse decine di scuole in tutt’Italia.

Come funziona il ludosport?

L’atleta, dal momento in cui si iscrive, inizia a praticare un tipo di combattimento che noi chiamiamo “Forma 1“. Uno stile molto semplice e sicuro così da iniziare a prendere dimestichezza con la spada laser. Con il passare del tempo si apprenderanno sempre tecniche più complesse: ad una mano, cambi mano, salti, rotolate, giri.

Tutto questo culmina nel combattimento che è il clou della disciplina. L’atleta dovrà colpire l’avversario: è un vero e proprio sport di contatto. Facendo finta che sia veramente laser, se colpisco il bersaglio al braccio, gli avrei reciso l’arto. Quindi la forza del colpo non è necessaria, ma è importante toccare. Ed il momento di competizione massima sono i tornei dove ci si confronta con scuole e atleti diversi.

Il sistema è a punti ed esistono 2 tipi di bersaglio: quello mortale e quello non mortale. Quelli mortali danno il punto e sarebbe dal gomito e ginocchio in su, mentre il resto interrompe la linea di attacco e di difesa, dando un vantaggio all’avversario.

Codice

Il ludosport è fortemente basato sull’autodichiarazione. Infatti è l’atleta stesso che, in totale onestà, dichiara che l’avversario l’ha colpito. Pertanto darà un vantaggio allo sfidante aprendo la guardia.

Ovviamente non è banale, ecco perché nei contesti più agonistici ci sono diversi arbitri che seguono la dinamica dell’incontro, per garantirne la correttezza e trasparenza. Diventa motivo di vanto di questa disciplina essere retta sull’onestà sportiva.

Spada laser e ludosport

La spada laser è formata da un’elsa in alluminio con all’interno la parte elettronica. L’elsa non ha il pulsante di accensione – dannegiabile – ma si attiva grazie ad un movimento. La “lama” è costituita da policarbonato espanso.

Può succedere che si rompa, anche se raro, tuttavia se la spada nell’interezza ha un costo elevato, cambiare solo la parte della lama ha un costo facilmente sostenibile (circa 20 euro).

Lo sport in sé non è, tuttavia, costoso poiché escluse le consuete spese d’iscrizione, la spada viene fornita dalla Scuola stessa.

Insomma sembrerebbe uno sport perfetto per chi, come me ha sempre desiderato essere uno Jedi!

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Interviste

LUCILLAJIGGLY: la twitcher dell’arte

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LUCILLAJIGGLY

Noi di DailyNerd abbiamo girato in lungo e in largo questo Romics2022 e, come si dice, chi cerca trova. Infatti ci ha concesso un’intervista esclusiva la nota streamer Lucilla Materazzi, in arte: Lucillajiggly.

Classe ’96, dottoressa in storia dell’arte, attrice, fotomodella e streamer su Twitch, vantando più di 40.000 follower sulla piattaforma viola e 684.000 su Instagram. Ecco le nostre domande!

Lucillajiggly

“Io sono dottoressa in storia dell’arte, streamer e fotomodella. Nel tempo libero mi piace molto andare nei musei e fare recitazione, anche se ultimamente mi sto allontanando da questo mondo prediligendo lo streaming”.

Twitch o recitazione?

“Sento più vero Twitch. Il mondo della TV e del cinema è troppo corrotto e controverso. Ho avuto delle esperienze in cui, in situazioni di provino, favoritismi e nepotismo erano all’ordine del giorno. Non posso dire di più ma comunque mi è successo in prima persona ed è stata un bella botta”.

“Ovviamente c’è invidia e concorrenza anche nel mondo dello streaming, ma ci sono tante esperienze e incontri positivi che vincono su tutto. Conoscendo molti/e streamer che reputo persone squisite con cui mi piace passare il tempo”.

Ti piacerebbe fare un film tuo?

“Se fosse possibile, sì. Mi piacerebbe fare un qualcosa di genere horror o magari un thriller psicologico. Generi che preferisco”.

Le origini di Twitch

“All’inizio guardavo solo Youtube. Seguivo Willwoosh, Dario Moccia, Zeb89, Yotobi… Twitch in realtà l’ho scoperto per caso, grazie al mio ex che ne era un appassionato. È stato lui, infatti, a spingermi a provare ad aprire un mio canale. Così gli ho dato retta, è andata bene e spero che continui così”.

“All’inizio della mia carriera provavo solo con del Just Chatting, poi ho iniziato ad organizzare live di storia dell’arte, partite di scacchi, salotti con gli streamer ai quali sono più legata, gaming soprattutto su Final Fantasy – mia saga preferita – e adesso vorrei portare un nuovo format dove intervisterò degli artisti contemporanei emergenti”.

L’importanza della community

“Sono molto contenta della mia community, del fatto che, qualsiasi contenuto porti, i miei spettatori siano entusiasti, appoggiano le mie idee, sono calorosi, mi stimano e quindi è una grandissima soddisfazione”.

Hanno influito le live party?

“Sicuramente una fetta della mia community è arrivata da Dario Moccia e sono felice del fatto che siano rimasti. Io ho fatto il primo pub dell’amico ad ottobre, adesso siamo ad aprile e vedo che la community continua a crescere, segno che mi apprezzano, mi stimano e mi fa piacere che apprezzino anche live complesse come quelle di storia dell’arte”.

Hai avuto momenti in cui volevi lasciar perdere?

“All’inizio sì. Purtroppo per chi comincia, all’inizio, è veramente difficile. Twitch è una piattaforma ormai satura e non dà la giusta visibilità in quelle fasi, quindi è proprio difficile emergere”.

Da quanto giochi a scacchi?

“Dunque in realtà gioco a scacchi da pochissimo, nemmeno un anno. Non mi reputo molto brava, anche perché mi distraggo troppo. Ovviamente in live non è semplice: io mi sento molto in colpa se perdo messaggi in chat quindi cerco sempre di leggere tutto e rispondere a tutti”.

Hai mai avuto problemi?

“Per adesso ho sempre avuto una chat molto rispettosa e ne sono fiera. Sporadicamente si sono verificati commenti a sfondo sessista e feticista, ma comunque li definirei episodici. Io sono molto orgogliosa della mia community e voglio loro molto bene”.

Lucillajiggly e l’Arte

“Preferisco insegnare Arte su Twitch piuttosto che in una scuola per diversi motivi, potrei dire banalmente per lo stipendio, ma soprattutto per la mia poca pazienza che non riuscirei ad avere. In tutta onestà non penso sia il mestiere più adatto a me”.

Gestione del tempo

“Gestire la giornata fra Twitch, recitazione e fotomodella non è cosa semplice. Dovrò infatti smettere con la fotografia o comunque ridurre diversi set. Twitch mi prendo molto tempo, soprattutto organizzare le live di storia dell’arte. Per preparare una live del genere su un artista a settimana ci impiego circa 2 giorni e mezzo. Devo trovare i quadri, ‘censurarli’ -Twitch non vuole in nudo nemmeno nelle opere d’arte -, prendere tutte le informazioni per fare in modo che duri almeno un’ora e mezza”.

Com’è iniziata la carriera da fotomodella?

“La mia carriera da fotomodella è iniziata a 18 anni perché mi scoprì un fotografo di Grosseto che mise poi le foto su Instagram. Esplosero totalmente a caso e inizia a lavorare a Milano, Roma , Bologna ecc.”.

Trovi differenze fra Instagram e Twitch?

“Mi sto accorgendo che le differenze sono relative soprattutto alla community. Su Twitch le persone sono molto più fidelizzate: ti riconoscono più facilmente, sono più spigliate, tutti vogliono chiederti una foto e altro. Mentre su Instagram magari ti ammirano esteticamente ma poi non conoscono la persona che sei, di conseguenza si affezionano meno”.

Per noi di DailyNerd è stato veramente un piacere scambiare quattro chiacchiere con Lucillajiggly e speriamo di incontrarla ancora in futuro. Al momento possiamo consigliare le sue live, soprattutto quelle di storia dell’arte. Be brave, be nerd!

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Interviste

DZ Edizioni: Dark Zone

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dark zone

Romics2022 ricco di novità e conoscenze piacevoli, come il nostro incontro con il team della DZ Edizioni. Casa Editrice dinamica che si fa notare, anche per la recente espansione in campo fumettistico: sentiamo cos’hanno da dire.

DZ Edizioni: le origini

Inizialmente parte come associazione culturale nel 2016 e nel giro di un anno si trasforma in una vera e propria Casa Editrice. Al tempo l’associazione si chiamava Dark Zone con un occhio rivolto al mondo del fantastico.

“Trattiamo moltissimi generi ma partiamo dal fantasy, urban fantasy, horror, steampunk e distopico. Nel tempo ci siamo orientati anche sulla giallistica, thriller, romance, narrativa. Cercando sempre personaggi forti, figura femminili intense e non caricature o stereotipi”.

“Uno dei nostri punti di forza è la grafica. Per le cover effettuiamo uno studio preciso e mirato finalizzato alla produzione di un’immagine che funga da biglietto da visita”.

“Facciamo anche un premio “Giovanni Pace” rivolto ai talenti che si articola in illustrazione e romanzi. Appena concluso il secondo bando che ha prodotto Technoflowers di Davide Ciavattella”.

La passione della DZ Edizione

Francesca Pace, prima di essere editrice, è stata autrice della saga “Emma” e la DZ al tempo nacque come ritrovo per gli amanti della scrittura di un determinato tipo.

Dall’aggregazioni di menti diverse, questa passione si è trasformata in un vero e proprio lavoro. La Dark Zone era un gruppo Facebook in cui ci si scambiava idee, sempre rivolto ad autori e autrici italiane. Le firme non italiane in realtà sono semplici pseudonimi.

Covid?

“Abbiamo affrontato il periodo duramente, ma con la speranza che fosse un qualcosa di passeggero. Una delle prime fiere fatte per la ripartenza è stata quella di Torino dello scorso anno ed è stato un successo a livello di pubblico e riscontro dei lettori che non ci hanno abbandonato nemmeno nel periodo in cui era difficile, per noi case editrici, sopravvivere”.

“Per stare vicino alla nostra community abbiamo anche organizzato fiere online, dedicandoci anche a tavole rotonde di genere. Spostando l’attenzione della fiera, che non si poteva fare, in quella che poi era l’origine della DZ Edizioni, ossia la parte Social”.

Lavoro e volumi

Gli ultimi volumi usciti sono “Technoflowers“, la conclusione della saga “Il vortice nero” di Daniele Viaroli e due antologie horror. In Italia purtroppo si fa fatica a considerare le antologie un prodotto degno di nota ma, soprattutto per l’horror, non è così basti pensare a Poe o a Lovecraft.

“Le ossa dei morti” uno dei tanti horror di Miriam Palombi che come autrice afferma, come Elena Mandolini, che per scrivere horror bisogna essere realistici e spaventare il lettore.

Il lavoro del dietro le quinte è ugualmente appassionante poiché permette di leggere e capire in che direzione va l’horror moderno, le contaminazioni e i vari influssi. L’horror deve spaventare e se bisognasse tirar fuori qualche esempio italiano non ci sarebbero dubbi su Paolo Di Orazio, molto viscerale e con una prosa degna di nota. Oltre ovviamente ai grandi maestri come Lovecraft, Poe e King.

DZ Edizioni: comics

La branca fumettistica della DZ Edizioni, decisamente nuova, si chiama DZ Comics e vanta già un catalogo alquanto fornito.

Nasce dalla professionalità di autori che già seguivano la parte grafica delle cover. I quali hanno creato libri illustrati di qualità elevate. Non solo, ma i prodotti della collana comics sono curati sia per quanto riguarda i contenuti che per l’impaginazione, la carte e la copertina.

Il discorso “fumetto” è nato poiché ben sposa le tematiche comuni alle restanti della casa editrice, contaminando il pubblico di narrativa con il fumetto e viceversa. Essendo due realtà parallele.

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Eventi

EURCOMICS: una realtà all’avanguardia

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Durante il Romics2022, all’interno del padiglione 8, abbiamo trovato lo stand di Eurcomics. Colpiti dalla loro realtà, abbiamo deciso di scambiare quattro chiacchiere con loro e abbiamo avuto conferma di quanto il loro progetto sia interessante.

Romics e fumetti

Una fiera come il Romics significa molto: è il riaccendere quello che è stato sopito a causa della pandemia. Soprattutto è un modo per verificare la qualità del prodotto fumettistico nel mercato italiano. Durante la pandemia poche erano le cose che si potevano fare e fra queste c’era leggere.

Ecco perché sempre più persone si sono avvicinate a questo mondo. Il Romics è un rito di passaggio, per ritornare alla “normalità” dei vecchi tempi. Una fiera di questo tipo fa conoscere anche la “fumetteria di quartiere”, tassello portante del fumetto.

Eurcomics: una realtà presente

“La nostra realtà è consolidata da ben 26 anni. Abbiamo subito una mutazione negli anni, basti pensare che vent’anni fa il prodotto di punta era il comics americano e negli ultimi anni c’è stata una completa evoluzione. Oltre alla vendita del fumetto abbiamo integrato la vendita del gadget, l’organizzazione di tornei ufficiali di Magic, siamo diventati Lega Pokemon e cerchiamo ancora di aggiungere altre idee”.

“Non ci reputiamo commercianti, ma appassionati di questo mondo e per tanto consigliamo e veniamo incontro alle esigenze del cliente facendo magari conoscere un fumetto o un gioco. Avere un corollario di iniziative è fondamentale per la fidelizzazione del cliente”.

“Ormai si ragiona con i social, noi ci stiamo puntando molto, ma per noi rimane assolutamente prioritario costruire una community di persone fisiche che vengono in negozio. Ad esempio, con i tornei di Magic che facciamo la sera, si è creato un vero e proprio trait d’union e viene sfruttato come punto di ritrovo, magari alcuni passano a fare un saluto, stanno con gli amici e condividono le loro passioni”.

Guida all’acquisto e molto altro

“Per noi aiutare e consigliare il cliente è fondamentale, quindi anche essere informati sull’offerta e sulle preferenze di chi entra in negozio è importante. Di recente è uscito Kaiju no 8, ma già prima dell’annuncio, noi avevano letto qualcosa in Giappone e avevamo già capito l’entità del prodotto, così da poter consigliare al meglio i lettori”.

“Abbiamo sviluppato anche un sistema ‘a cartelline‘, in pratica chi viene da noi può gratuitamente accedere a questo servizio che consistere nel mettere da parte le uscite de clienti abituali -anche variant-, così da non fargli perdere il numero: e questo ci aiuta molto. L’idea è appunto conoscere il cliente e coccolarlo così da rendere l’esperienza in fumetteria piacevole e semplice come una chiacchiera tra amici”.

“A proposito di pandemia, quando si è potuto, abbiamo garantito il servizio di consegna a domicilio per chi non poteva uscire o era in quarantena (non nel primo lookdown). Questo per non abbandonare le persone che, con il passaparola, aiutano a consolidare questa community”.

Eurcomics e il problema carta

“Noi in quanto fumetteria abbiamo vissuto la questione in maniera particolare. Quasi tutti i lettori invece di ridurre gli acquisti hanno centellinato. Hanno fatto una cernita. Se per esempio prima seguivano 5 titoli contemporaneamente, adesso in prima battuta ne comprano 3 e poi vanno a recuperare il mese dopo i 2 rimanenti. Alcuni hanno smesso completamente di comprare perché oltre al problema della carta c’è il problema economico post-covid con tutto quello che comporta”.

Eurcomics: avanguardia sui social

“Gran parte del mercato e di questo mondo si muove sui social. Io con i miei quarant’anni mi sono rimesso in gioco in questo campo aiutato ovviamente da Chiara, pilastro fondamentale per i nostri video”.

“La cosa che ci differenzia e ci premia molto è che non puntiamo sul “virale” ma creare dei contenuti che hanno sostanza e che facciano trasparire anche il divertimento. Sfruttandoli per fare informazione per chi segue e poi, magari, frequenta il negozio. Una cosa che ci caratterizza e che nessuno fa, per esempio, sono le recensioni e le dirette su Tik Tok in cui parliamo delle uscite in negozio o di argomenti specifici. Questo nostro modo di lavorare ha attirato allo stand diversi tiktoker o influencer a farci i complimenti e per noi è importantissimo”.

“Il format che ci sta premiando molto è: “Uscite della settimana”, che risulta molto utile. Il fattore che ci interessa di più, però, è il rapporto fra interazione e views/likes. Perché indica la partecipazione e il coinvolgimento verso quello che stiamo proponendo. Non possiamo vantare numeri di alcuni mostri sacri, ma nel nostro quotidiano abbiamo percentuali di interazioni notevoli”.

“Noi crediamo fortemente che il negozio non debba essere un posto asettico dove acquisti e te ne vai, ma un luogo che ti faccia sentire a casa. Un ambiente protetto dove il lettore si senta libero. Infatti abbiamo una grandissima vendita di Yaoi che è difficile in altre realtà, perché chi viene da noi non si sente giudicato, inquadrato o altro. Abbiamo sempre avuto la cura del cliente facendolo sentire a proprio agio. Le vendite vengono poi, sono importanti, ma c’è anche dell’altro. L’utente deve aver un posto dove stacca dal resto e si rilassa”.

Insomma Eurcomics, punto di riferimento romano, risulta essere non solo una fumetteria, ma un ambiente dove il lettore può rilassarsi, trovare una community e seguire le proprie passioni: lo dico avendolo provato anch’io.

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