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The Barbarian King: intervista Cimmerica a Marco Cei e Massimo Rosi

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Fin dall’uscita di “Le Spade Spezzate“, proseguendo con “Il Re caduto“, lo spin-off “Salomè“, “Dea della Vendetta“, “Con un Cuore Nero” e a breve con il secondo spin-off, “Valeria“, Daily Nerd ha sempre seguito con interesse lo svilupparsi dell’epopea di The Barbarian King, l’opera edita Leviathan Labs che amplia, continua e approfondisce il mito di Conan, il barbaro più famoso della letteratura.

In questo articolo vi presentiamo l’intervista concessa gentilmente da Marco Cei, sceneggiatore di Valeria (il più recente spin-off di The Barbarian King che vede come protagonista la piratessa guerriera ed ex amante del barbaro) e Massimo Rosi, sceneggiatore della saga principale. Dato l’apprezzamento per la serie che, ci auguriamo, sia stato trasmesso attraverso le nostre recensioni (che naturalmente vi invitiamo a recuperare tramite i link in cima all’articolo), le curiosità da soddisfare con quest’intervista erano molte. Ringraziamo sentitamente Marco e Massimo per la loro disponibilità e, senza ulteriore indugio, vi lasciamo all’intervista!


– “Valeria” è il secondo volume spin-off di Barbarian King. Il primo è stato “Salomè”, che, esattamente come Valeria, deve il suo titolo all’omonima protagonista. In entrambi i casi, quindi, un’attenzione puntata fortemente e fin dalla copertina sull’eroina del racconto – attenzione che, almeno per il volume che abbiamo già potuto leggere, si riflette anche negli eventi narrati. Perché proprio Salomè, quindi, e perché proprio Valeria? Possiamo immaginare che apprezziate particolarmente le incarnazioni originali dei personaggi e vogliate rendere loro onore, ma c’è anche dell’altro?

MARCO: La risposta è piuttosto semplice. Appena Massimo mi ha proposto di scrivere uno spin-off per il mondo di Barbarian King, ho pensato a quali fossero i personaggi che ricordavo maggiormente della saga. Valeria era nei film, era piuttosto celebre almeno fra la mia generazione, ed è stato automatico pensare a lei come protagonista del racconto; magari poteva reggere anche a livello promozionale una storia che la vedesse al centro della narrazione. Che l’altro spin-off veda protagonista un’altra figura femminile non ha influito sulla mia scelta; piuttosto, mi sembrava che il mondo del Cimmero dovesse comprendere anche Valeria, anche in questa nuova incarnazione; per “completezza”, si può dire.

– Salomè ci ha consentito di esplorare anche gli inferi di quest’universo narrativo,oltre che la lontana Khauram. Valeria ci porterà invece nel Vanheim, più vicina alle terre in cui tutto è cominciato – la Cimmeria. Delle ottime occasioni, insomma, per entrare nei meandri delle innumerevoli culture, bizzarrie e crudeltà di questo sfaccettato universo narrativo. Ci sono altri luoghi, città o culture che vorreste esplorare in futuro? Continuerete a utilizzare lo strumento dello spinoff, per farlo?

MARCO: Valeria nasce come spin-off unico, non ci saranno altri volumi dedicati a lei nella saga, le sue vicende verranno riassorbite nella trama del titolo madre; non so darti una risposta, quindi. Se valuteremo di fare altri spin-off della serie principale vedremo. Ho saccheggiato vari comprimari di diversi racconti ambientati in vari territori del mondo del Barbaro; potrebbe essere divertente farlo ancora, chissà. Xuchotl mi attirerebbe, per dire, come mondo da raccontare di nuovo.

– Nella nostra ultima recensione della vostra epopea – quella di “Con un cuore nero” – abbiamo posto l’attenzione sul fatto che il mondo sia in continua espansione anche nella trama principale. Tra la sotto-trama di Hyra e quella di Khon ad Aquilonia, la storia sembra ampliare sempre di più il suo respiro, dando davvero l’idea di star assistendo a un’epica dei giorni nostri. Potete darci un’idea, anche vaga, di quali siano i vostri piani a lungo termine? Avete un’idea di quanto lungo sarà questo racconto, o preferite lasciarvi la libertà di valutare strada facendo?

MASSIMO: Inizialmente il piano per Barbarian King era di avere una run di 6 volumi più uno spin-off su Salomé, poi la cosa, dico la verità, ci ha preso la mano. Abbiamo visto che i lettori amavano questo mondo, questa “vecchia/nuova” epica sword and sorcery, quindi abbiamo deciso di ampliare gli orizzonti senza fossilizzarci troppo. Al momento direi che la serie regolare avrà otto albi, che verranno arricchiti da altri quattro spin off: La Morte di Zenobia scritto da me con i disegni di Jennifer Ventura e colori di Paolo Raiteri; Khonn, il principe selvaggio, sempre scritto da me, disegnato dallo spagnolo Francisco Asencio e ancora alla ricerca di un colorista; lo spin-off su Yara scritto da José Luis Vidal e disegnato da Manuel Espinosa Quirós ed uno speciale a sorpresa… anche se su questi albi non vogliamo limitarci troppo anzi, siamo aperti a proposte da team di autori che vogliono gettarsi nel mondo del cimmero.

– Parlando di Hyra, uno tra i personaggi più interessanti e approfonditi della serie: nonostante un suo importante arco narrativo si sia concluso al termine del quarto volume, la vedremo ancora?

MASSIMO: Assolutamente sì, Hyra ha promesso di seguire il cimmero nel suo viaggio e, come avete visto e vedrete, è una che le promesse le mantiene.

The Barbarian King: Dea della Vendetta recensione


– Hyra è un personaggio completamente originale, e immaginiamo ci siate molto legati – vista anche l’attenzione dedicatale nel terzo e nel quarto volume. C’è qualcun altro, tra le vostre creazioni originali, che apprezzate particolarmente o che vorreste approfondire nei futuri volumi?

MASSIMO: Dal volume 5, che al momento è nelle mani del team Angelo Razzano e Alicia Soria, oltre ad Hyra abbiamo pensato di far viaggiare il nostro cimmero verso est non da solo e di dare vita ad un piccolo gruppo di avventurieri. Delle nostre creazione originali comunque, oltre ad Hyra, io per esempio mi sono affezionato a Bayezid, il generale delle armate di Turan, che ha molto più background di quello che non abbiamo mostrato fino adesso ed ha quel qualcosa, dalla sua devozione alla sua patria, al tradimento del sultano che controllava i suoi uomini, all’incertezza di esser stato una pedina, che lo rende un personaggio che mi ha preso molto, scrivendolo. Per questo per lui ho tenuto una porticina ben aperta per il futuro.

– Parlando invece di personaggi già presenti nella mitologia originale: avete un preferito? Chi, tra tutti, è stato il più interessante da riprendere in mano per dare a lui/lei una continuazione? E il più complesso/a?

MASSIMO: Ho iniziato (spoiler!) a strutturare l’arco di Valeria, nel volume 6 e devo dire che mi sta piacendo tantissimo. Penso che Marco abbia fatto un lavoro meraviglioso e l’amore che ha messo in Valeria in qualche modo l’ho sono ereditato anch’io. Mi piace molto anche il duo Prospero e Trocero, che al momento si sono visti ma non tantissimo, ma che sono due personaggi, ormai mentori e padri adottivi di re Khonn, molto interessanti da sviluppare e da scrivere. Non ho detto anche il Cimmero perché sarebbe scontato, no?


– Il tempo, il decadimento corporeo e mentale, la gloria giovanile ormai perduta: sono tutti temi già esplorati con maestria nella serie principale con il Cimmero e che, si lascia intuire, saranno riproposti anche in “Valeria”. Al di là delle differenze più ovvie e immediate, potete darci un’anticipazione di cosa distinguerà questi due archi?

MARCO: Per me, Valeria rappresenta il rimpianto. Di chi si rende conto che la propria vita è andata in una direzione, ma che, per mancanza della persona amata o per reazione alla stessa assenza, le cose potevano anche andare diversamente. E che, per scherzo del destino, o un karma, un fato non scritto, chiamatelo come volete… ora si trova a fare i conti con la possibilità di un nuovo confronto con la persona che direttamente o indirettamente le ha cambiato la vita. Valeria, e io con lei, si interroga sul proprio senso di sé e su quanto il Cimmero abbia inciso sulle proprie scelte, che la vedono fare ancora la piratessa, indipendente, dura come la roccia… e sola. E ingenua come una ragazza, nonostante tutto. È un fumetto sulla fragilità interiore. E non perché Valeria è donna. Lo siamo tutti, quando il tempo ci presenta il conto delle cicatrici, fisiche e psichiche. E possiamo solo accettare le une e le altre, e ripartire da quelle.

– Il vostro amore per le opere originali del Barbaro è evidente. Per un neofita che intenda approcciarle, tuttavia, la scelta è abbastanza vasta, forse quasi soverchiante. Avete qualche consiglio riguardo al dove cominciare? Racconti che riteniate particolarmente significativi, o autori che, a parte Howard, abbiano reso particolare onore alla figura immortale del Cimmero?

MASSIMO: Quando uscì la news sulla scadenza dei diritti d’autore in Europa abbiamo preso il grosso tomo con tutte le storie di Howard di Mondadori. Come prima fonte importante per seguire le vicende del personaggio di Howard è fondamentale. Abbiamo evitato di avventurarci in fumetti e varie proprio per evitare contaminazioni di grandissimi maestri che però non sarebbero rientrati nel dominio pubblico. Ci siamo divertiti qua e là a citare il film di Milius. Per chi invece non avesse molta voglia di leggere un tomo gigante, il mio consiglio sono gli albi di Conan della Glenat portati qui da Star Comics, penso siano un ottimo riassunto delle storie migliori.

Letterato e giornalista di formazione, scansafatiche poliedrico di professione. Il mio super potere è la capacità di interessarmi di pressoché qualsiasi cosa e dedicargli un’attenzione media di 7,8 secondi. Con le dovute eccezioni. Quando non perdo tempo, lavoro. Quando non lavoro, scrivo. Quando non scrivo, consumo media o gioco di ruolo. Quando non consumo media e non gioco di ruolo, perdo tempo. Il cerchio della vita.

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Samuel Stern 33: I giochi di Barney

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Con l’arrivo del torrido mese di agosto, esce in edicola il fresco numero di casa Bugs Comics: Samuel Stern 33. Intrigante albo intitolato: “I giochi di Barney“.

Samuel Stern 33: la trama

La storia inizia in una Edimburgo del ’75, dove il signor Angus fa la conoscenza con un insolito vecchietto.

Successivamente torniamo ai giorni nostri. Vanessa viene indirizzata da Duncan a cercare aiuto da Samuel Stern che tuttavia rimane scettico. Duncan spiega a Samuel che i tragici eventi capitati alla famiglia di Vanessa sono troppo insoliti per poter essere considerati delle semplici coincidenze.

Inoltre Duncan rivela che Vanessa ha la capacità di sentire alcune presenze, così a quelle parole, Samuel Stern decide di iniziare ad indagare.

Narrazione e disegni

La storia ad opera del trio FumasoliFiladoroSavegnago gioca su ambientazioni e alcune esigenze narrative conosciute per poter imbastire il nucleo stesso della trama.

La cosa che colpisce di più, in senso positivo, sono proprio i disegni di Minotti.

Le tavole si sposano bene con l’ambientazione della storia e i tratti decisi, le ombreggiature e i continui grigi così abbinati ricordano un stile molto americano, perfetto per l’episodio.

Conclusioni

Samuel Stern 33 è un volume che mi è piaciuto. Scorre parecchio velocemente e, per questo, lo trovo anche molto indicato per il periodo estivo dove spesso leggiamo fumetti su una sdraio o in balcone mentre si prende il sole.

Tuttavia la storia non pecca di banalità, anzi crea una trama che ho trovato intrigante, supportata da quello che per me è stato il pezzo forte: i disegni.

Non sono solito elogiare così i disegni, ma in questo volume li ho trovati molto “freschi” e accattivanti.

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Dylan Dog 431: Nulla è per sempre

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Dylan Dog 431 è l’albo intitolato “Nulla è per sempre“, edito da Sergio Bonelli Editore, in edicola nel mese di agosto.

Dylan Dog 431: la trama

La storia inizia con Gertie una ragazza che lavora in un call-center. Gertie scopriamo essere una ragazza alquanto remissiva, sfruttata dalle amiche e che vive con la madre. O meglio, viveva con la madre, poiché l’anziana signora è morta, ma la figlia spesso la immagina e ci parla ancora.

Gertie si dirige al cimitero, a parlare con la madre, quando un giovane di nome Craig, le confessa di aver avuto un colpo di fulmine. I due trovano subito sintonia. Ma l’amato ragazzo nasconde un segreto.

Narrazione e disegni

La storia è scritta da Marzano che riesce a creare un ritmo molto intrigante, andando a smussare tematiche e situazioni che empatizzano in maniera coinvolgente con il lettore.

Freghieri, invece, compone le sue tavole fondendosi con i suddetti testi. Riconosciamo in tratto molto espressivo e diverse scelte vignettistiche che aiutano molto a concentrarsi sulle varie sfumature della sequenza.

Conclusioni

Dylan Dog 431 “Nulla è per sempre” è un albo che mi ha sorpreso in senso positivo. Sinceramente ho iniziato a leggere l’episodio sopraffatto dal caldo, ma man a mano che lo leggevo, mi intrigava sempre di più, facendomi completamente dimenticare delle proibitive temperature.

L’elemento che più mi ha affascinato di questo volume è il personaggio di Gertie, così sfaccettato, ma semplice così comprensibile, ma a suo modo singolare che non può che sedurre l’attenzione del lettore.

Se vi siete perse le altre recensioni di Dylan Dog le trovate qui.

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Da Zerocalcare a Maicol & Mirco, un team di superstar alle prese con Dylan Dog

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DDCF_Groucho Quarto_cover

Un team di autori travolgenti capaci di conquistare come mai prima i lettori e diventare star assolute del mondo del fumetto. ZEROCALCARE, MAICOL & MIRCO, MARCO BUCCI e JACOMO CAMAGNI: sono loro i protagonisti del nuovo DYLAN DOG COLOR FEST, in arrivo in edicola il prossimo 6 agosto per Sergio Bonelli Editore.

Un evento esclusivo che vede il debutto nelle edicole italiane di GROUCHO QUARTO, il volume che raccoglie, per la prima volta proposte nella loro versione a colori, tre storie speciali del mondo dell’Indagatore dell’Incubo, scritte e disegnate da alcuni dei più amati, seguiti, richiesti fumettisti in circolazione.

Si parte con Lo sbucciacipolle di Zerocalcare, fenomeno indiscusso capace di stravolgere ogni classifica e diventare il simbolo di un’intera generazione con il suo Armadillo, i suoi straordinari personaggi, le sue storie travolgenti e il suo impegno trascinante. Dopo il successo dei libri editi da Bao Publishing (da La Profezia dell’Armadillo a Ogni maledetto lunedì su due, da Kobane Calling a Macerie prime, da La scuola di pizze in faccia del professor Calcare a Niente di nuovo sul fronte di Rebibbia), le migliaia e migliaia di fan in coda per farsi autografare i suoi volumi e i tantissimi riconoscimenti, Zerocalcare si è aggiudicato lo scorso giugno, nell’ambito di Cartoons on the Bay, anche il Premio Sergio Bonelli assegnato al miglior prodotto crossmediale dell’anno ispirato a un fumetto, Strappare Lungo i Bordi, la serie Netflix che ha appassionato, coinvolto e commosso il pubblico di tutto il mondo.

Si prosegue con il racconto tenero e poetico Papà sto male di Maicol & Mirco con il suo stile dissacrante e fulminante. Da Gli scarabocchi di Maicol & Mirco, le geniali vignette rosse e nere che debuttarono sul web per essere poi raccolte nell’elegante Opera Omnia pubblicata da Bao Publishing, passando per le collaborazioni con Linus, SmemorandaMaicol & Mirco si è aggiudicato quest’anno la prima edizione del Premio Tuono Pettinato.

Chiude il volume La caduta di Gro-Uk-Oh Il Distruttore di Marco Bucci e Jacopo Camagni, gli straordinari autori che con la saga urban fantasy Nomen Omen, edito in Italia da Panini Comics, hanno sedotto e travolto anche il pubblico statunitense e quello francese e che arriveranno presto in libreria con una nuova serie di Casa Bonelli intitolata Simulacri, che sarà presentata in anteprima a Lucca Comics & Games.

Le tre storie di DYLAN DOG COLOR FEST 42, proposte in fumetteria nel 2017 nella serie dei Grouchini, sono state colorate per l’occasione da Sergio Algozzino e arrivano oggi per la prima volta in edicola.La copertina dell’albo è di Zerocalcare,la cura editoriale di Roberto Recchioni.

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