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Gaming

Qual è stato il primo Easter Egg della storia?

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Qual è stato il primo Easter egg della storia? Ecco una domanda curiosa alla quale abbiamo cercato di dare risposta. Partiamo dall’inizio: un Easter Egg nel gergo videoludico-informatico è un contenuto di natura bizzarra che i progettisti o gli sviluppatori nascondono all’interno del gioco o software.

È evidente che l’espressione richiama la caccia alle uova di Pasqua, tradizione di alcuni Paesi anglofoni, e si riferisce appunto alla sfida nel cercare qualcosa che non si vede a prima vista.

Il termine è stato coniato da Steve Wright della Atari, proprio nell’ambito dei videogiochi ed è ormai opinione comune che il primo caso riconosciuto di Easter Egg sia in Adventure, del 1979, dove, dopo aver svolto una procedura ben precisa, appare il nome dell’autore Warren Robinett.

C’è da aggiungere che ci sarebbe un caso addirittura precedente di Easter Egg in una cartuccia per la console Fairchild Channel F dove, inserendo un codice di 48 numeri all’inizio del gioco Spitfire si vede apparire il nome del presunto autore, Michael K. Glass. Però questo Easter Egg è stato scoperto solo tempo dopo l’uscita del gioco, dopo aver analizzato l’interno della cartuccia che portò a scoprire sia il codice nascosto che la porzione di programma che si attivava con esso.

Oggi l’espressione ha assunto un significato più ampio e include qualsiasi elemento nascosto in un prodotto, che può diventare accessibile anche attraverso una serie di passaggi predefiniti.

Ad oggi la caccia agli Easter Egg è diventata prassi comune tra molti fan di videogiochi, film e cartoni animati e non di rado sono gli autori stessi ad inserirli come una sorta di firma, durante la fase di sviluppo.

Quali sono “le sorprese” che vi hanno divertito di più?

Daily Nerd è un Magazine di cultura Nerd e Geek. Non si tratta semplicemente di riportare notizie, ma di approfondire e riflettere sulla cultura che ci circonda.

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Gaming

Guilty Gear – Strive – rinviato ufficialmente

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La stagione dei rinvii non sembra conoscere crisi o momenti di arresto, ancora una volta – nostro malgrado – vi dobbiamo informare di una posticipazione, che questa volta riguardaGuilty Gear – Strive –. Si perché il piacchiaduro targato Arc System Works è stato rinviato ufficialmente al prossimo 11 giugno.

La notizia è stata data attraverso l’account Twitter ufficiale degli sviluppatori, in un post che contiene un messaggio del team stesso. Eccolo:

Cari utenti,

Abbiamo preso la difficile decisione di spostare la data di rilascio di Guilty Gear – Strive – (prevista in precedenza per il 9 aprile 2021) all’11 giugno 2021.

Dato che abbiamo ricevuto dei feedback di considerevole importanza nel corso della recente Open Beta, vorremmo approfittare di quest’occasione per portarvi il miglior gioco possibile. Abbiamo bisogno di un altro po’ di tempo per sistemare alcuni aspetti del titolo, quali le lobbi online e la stabilità del server.

Crediamo che la scelta migliore sia quella di utilizzare questo tempo extra per migliorare la qualità del gioco e dare a tutti voi giocatori un’esperienza migliore.

Vi ringraziamo per la pazienza e la comprensione.

Il team di sviluppo di Guilty Gear – Strive -.

Il messaggio di Arc System Works si commenta da solo in realtà, il test Open Beta ha fatto capire al team che Strive necessita di ulteriore attenzione e che non può essere concluso frettolosamente. Questa cautela da una parte potrebbe dar fastidio a qualche fan, bramoso di menare le mani virtualmente con tutti i personaggi in stile anime di Guilty Gear ma noi crediamo che la scelta di un rinvio sia quella più corretta. La soluzione non può essere quella di avere un gioco incompiuto e perfettibile che poi necessita di aggiornamenti continui, basta pazientare e dare il giusto tempo perché venga confezionato un prodotto completo e di pregio.

Dunque appuntamento all’11 giugno con Guilty Gear.

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Gaming

Una semplice remaster di GTA V su next-gen? Non per Take Two

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Una semplice remaster di GTA V su next-gen? Non per Take Two

Con l’arrivo delle console di next-gen, ossia PlayStation 5 e Xbox Series X/S, il grande pubblico si è domandato se dell’enorme GTA V arriverà mai una versione remaster che possa portare il titolo attraverso una nuova generazione. La risposta da parte di Rockstar Games è stata affermativa, come sappiamo il videogioco arriverà sulle nuove console nella seconda parte di questo 2021 ma sarà un semplice porting? Il boss di Take Two Interactive – della quale Rockstar è una sussidiaria -, Strauss Zelnick dice che loro lavorano diversamente.

IL CEO della compagnia americana ha rilasciato qualche dichiarazione sul sito VGC, parlando del modus operandi di Take Two rispetto alle remaster dei vecchi titoli. Di seguito trovate una nostra traduzione di ciò che ha avuto da dire:

Le versione remaster sono sempre state una parte importante della nostra strategia di lavoro. Nonostante ciò ci siamo differenziati dalla concorrenza – non facciamo semplici porting, ci prendiamo del tempo per fare il nostro meglio e portare un titolo diverso nella sua nuova veste, aggiornata grazie alla tecnologia del momento.

Quindi, miglioriamo il titolo, ne aggiorniamo la grafica e procediamo anche con alcune migliorie in termini di performance. E questo credo sia il motivo per il quale i nostri titoli remastered vanno così bene, di solito. Abbiamo fatto molto bene con la serie di Mafia, ad esempio, e ora Grand Theft Auto (V) sta arrivando sulla sua terza generazione di console, il che è incredibile.

È stato un titolo di primo piano al momento del lancio, è rimasto un titolo di prima piano nella sua seconda generazione, vedremo come andrà GTA nella prossima generazione. Ovviamente, sono fiducioso del fatto che Rockstar porterà una grande esperienza, ma non puoi farlo se tutto quello a cui miri è un semplice porting.

Take Two non si accontenta di qualche aggiornamento spicciolo e di far girare i suoi titoli sulla prossima console in uscita, stando a ciò che dice Strauss Zelnick loro puntano più in alto. GTA V sta per arrivare nella next-gen, riuscirà a fare bene come ha fatto sinora? Staremo a vedere.

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Microsoft-ZeniMax: l’operazione è ufficialmente realizzata

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Microsoft-ZeniMax: l’operazione è ufficialmente realizzata

Dell’enorme operazione che coinvolge Microsoft e ZeniMax ne hanno parlato tutti, dallo scorso autunno il panorama videoludico mondiale è stato scosso dalla notizia dell’intenzione (ora realtà) di Microsoft di acquisire ZeniMax Media Incorporated. Il riverbero di questa novità ha fatto sentire i suoi effetti sino ad oggi, quando è stato ufficializzato che l’operazione si è conclusa positivamente. ZeniMax è di Microsoft ora.

Le pagine del sito internet di Providence Equity, il maggior investitore e portatore di interessi economici per ZeniMax, ha dichiarato l’acquisizione come “realizzata”. Una dicitura simile, in gergo tecnico, significa che l’investimento ha portato dei frutti a chi lo ha realizzato; nel caso di specie Providence Equity ha realizzato un profitto pari a sei volte l’impegno iniziale, grazie all’acquisto di Microsoft.

Quanto abbia sborsato la compagnia di Redmond per l’operazione è cosa nota: 7 miliardi e mezzo di dollari sono stati messi sul piatto. La cifra ha reso l’acquisizione di ZeniMax la più grande, ed economicamente impegnativa, di tutta la storia del medium videoludico. Anche se, ci teniamo a precisarlo, non è solo il quantitativo di denaro smosso a rendere l’avvenimento qualcosa di storico; anni di progettazioni, mesi e mesi di lavoro senza sosta e l’entrata di nomi altisonanti – come Bethesda e MachineGames, parti di ZeniMax – a casa Microsoft sono tutti elementi che contribuiscono all’enormità dell’operazione.

Ora come ora, dunque, Microsoft ha il pieno potere decisionale sul futuro di serie videoludiche molto apprezzate, fra le quali: The Elder Scrolls, Fallout e Doom. Quali saranno le prossime mosse della casa madre di Xbox? Difficile a dirsi, da una parte potrebbe decidere di attuare una politica di “monopolio” rendendo i prossimi TES o Fallout esclusive Xbox; d’altra parte potrebbe invece lasciare più libertà a suddette serie, prendendosi ovviamente il giusto ritorno economico (e di visibilità) dalle vendite su altre console.

Sarà quel che sarà, ma l’operazione Microsoft-ZeniMax è andata in porto e non si torna indietro.

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