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Immagine poster della serie Arcane con i protagonisti della serie Vi, Viktor, Caitlyn, Jinx, Silco, Jayce, Mel Medarda della serie di Riot Games e Netflix tratta dal videogame League of Legends Immagine poster della serie Arcane con i protagonisti della serie Vi, Viktor, Caitlyn, Jinx, Silco, Jayce, Mel Medarda della serie di Riot Games e Netflix tratta dal videogame League of Legends

Film e Serie TV

Arcane: 5 ragioni per cui è una serie da dieci e lode

Arcane, serie d’animazione di Riot Games e Netflix, è diventata una delle più apprezzate della piattaforma di streaming, superando titoli già amati dal pubblico come Squid Game.

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Arcane, serie d’animazione di Riot Games e Netflix, è diventata uno dei titoli più apprezzati della piattaforma di streaming, superando titoli già amati dal pubblico come Squid Game.
La serie è basata sull’universo videoludico di League of Legends, ma Arcane è stata apprezzata anche da chi non era già fan del videogame che ha ispirato tutto. 

Arcane, una serie anche per chi non conosce il videogioco

League of Legends (LOL) è universalmente riconosciuto come uno dei videogame più famosi e apprezzati, con un pubblico di videogiocatori vastissimo, ma non solo: l’universo espanso di LOL negli anni ha approfondito la storia dei suoi campioni giocabili, attirando l’attenzione anche di chi non era interessato all’aspetto videoludico. 

Con Arcane, Riot Games è riuscita a superarsi e appassionare anche quella fetta di pubblico che non era a conoscenza della lore dell’universo di LOL. Una simile mossa era tutt’altro che scontata: con 157 campioni all’attivo e altrettante storie da raccontare, il pericolo di creare un prodotto confuso con rimandi poco chiari all’opera originale era dietro l’angolo.

Jinx, Silco e Vi nel poster di Arcane Netflix Riot Games

Eppure, anche se ogni personaggio ha una sua personale sotto-trama, Arcane riesce a sviluppare e collegare ogni storia in una rete di eventi che rimangono sempre ben chiari allo spettatore. Persone che non hanno mai giocato a LOL possono apprezzare lo show e comprendere le dinamiche tra i personaggi e anzi, vivendo appieno l’esperienza, senza conoscenze pregresse sulla lore che possono influenzare le loro aspettative sullo svolgimento della storia. 

Ovviamente, all’interno dello show non mancano richiami ed easter eggs che possono essere colti da chi già seguiva questo universo attraverso il videogame, riuscendo a strizzare l’occhio ai fan più affiatati. Ma lo show fa tutto questo senza “punire” lo spettatore che invece si approccia alla serie senza conoscere la lore da cui deriva e questo rende Arcane pienamente apprezzabile da tutti.

L’eterna lotta tra opposti

Arcane si sviluppa partendo da stereotipi e archetipi già visti e rivisti in show di ogni tipo, ma riesce comunque a far risultare il tutto originale. Questo è possibile grazie alla splendida cura nei dettagli che rende anche il più scontato dei cliché un risvolto di trama apprezzabile fino in fondo, con animazioni, colonna sonora e dialoghi che si incastrano perfettamente insieme.

Il filo rosso che collega personaggi e vicende è il concetto stesso di dicotomia, presente in ogni momento di Arcane. La dicotomia è il tema sottostante ogni interazione della serie, a partire dalla relazione tra le due città che fanno da sfondo alla vicenda, Piltover e Zaun. Piltover, ricca città di commercianti e innovatori, è infatti in perenne contrasto con Zaun, città dimenticata e sommersa da fumi tossici.

In contrasto è anche la scienza che si sviluppa di pari passo in entrambe le città, ma in due direzioni (apparentemente) opposte: mentre l’Hextech vuole permettere di imbrigliare la magia e portare innovazione e benessere, lo Shimmer di Singed, commercializzato dall’industriale Silco, porta invece con sé potere, ma anche dipendenza e oscurità. In entrambi i casi però, le due città si trovano nella situazione di dover sopravvivere alla corruzione di chi vorrebbe usare queste tecnologie per distruggere e non per elevare e salvare le persone che lì abitano.

Opposti che poi così opposti non sono: due facce della stessa medaglia, piuttosto, due città che puntano entrambe alla grandezza ma rischiano, in modi diversi ma non troppo, di cadere nell’oscurità e nella corruzione, abbandonandosi ad un progresso che porta vantaggio solo a pochi.

Piltover e Zaun con Vi e Powder

Persino lo stile di animazione, che ricorda la sperimentazione artistica avviata da Spiderman-Man Into the Spiderverse, accompagna perfettamente questa narrazione. Con giochi di luci e ombre, palette di colori che variano a seconda della situazione e fondali che si sposano perfettamente con la vicenda. Piltover viene dipinta come luogo degli intrighi e dei compromessi politici, in un ambiente steampunk pulito e luccicante, faro dell’innovazione dell’universo di Runeterra. Zaun, invece, è come immersa in una notte eterna, trasandata e cupa, così come i personaggi legati al villain principale. 

Questa dicotomia viene ripresa anche nello sviluppo delle relazioni tra i vari personaggi. Vi e Jinx, le due protagoniste di fatto della serie, ne sono un esempio, ma ogni personaggio in realtà è legato a filo doppio ad altri e ognuno rappresenta spesso un punto di vista differente della stessa storia. 

Un viaggio alla ricerca di sé stessi

Arcane inizia con quel vibe da avventura per ragazzi, con i ragazzi di Zaun che corrono sui tetti organizzando rapine nelle case dei benestanti di Piltover e affrontando gruppi rivali quando oltrepassano nel loro territorio. L’atmosfera quasi leggera dura però poco, perché ben presto la storia si rivela per ciò che è: un racconto duro e drammatico di una città spaccata in due. Quella che parte come la storia di un gruppo di ragazzini che cercano di sconfiggere un villain misterioso finisce in una spirale in cui, nel giro di pochi istanti sapientemente gestiti da una regia straordinaria, tutto va a rotoli e la situazione precipita, causando un taglio netto per i personaggi coinvolti. 

Da quel momento, niente è più lo stesso. Di nuovo, anche in questo caso Arcane si ricollega a trame già viste, ma riesce a farlo con una grande cura per i dettagli. Tutti sono alla ricerca di sé stessi, di un gruppo in cui possano ritrovare un senso di appartenenza famigliare e del potere per far svoltare le proprie vite in meglio. 

poster Arcane con Vi Powder Jinx Viktor Caitlyn Jayce Silco Ekko Mel serie Netflix di Riot Games tratta dal videogame League of Legends

Ma anche qui Arcane mostra come ciascuno dei campioni sia in realtà la rappresentazione di un punto di vista diverso delle stesse tematiche. Jayce e Viktor sono entrambi brillanti scienziati alla ricerca del progresso, ma mentre Viktor ricerca l’innovazione per rivoluzionare il mondo e aiutare gli abitanti dimenticati di Zaun e il suo stesso corpo, indebolito dai fumi tossici della sua città natale, Jayce si scontra con gli intrecci diplomatici e i fini giochi di potere che regolano la vita di Piltover, dominata da un consiglio di uomini e donne che cercano, prima che il benessere di tutti, quello per sé stessi.
Vander e Silco volevano entrambi il benessere di Zaun, ma dove Vander cerca di mantenere un equilibrio tra Zaun e Piltover con saggezza, Silco cerca il riconoscimento, l’onore e il potere, anche a costo di ricorrere alla forza o di rendere gli stessi abitanti di Zaun dipendenti dallo Shimmer.

E gli incontri e scontri tra i personaggi di Arcane non finiscono qui, sono diversi e multiformi e alcuni di questi vivono all’interno dello stesso personaggio, come nel caso di Powder/Jinx.

Il campione più folle con la backstory più tragica

La storia si concentra su Vi e Powder, due sorelle di Zaun rimaste orfane di genitori e cresciute da Vander, il leader saggio e giusto che guida la città dimenticata dai ricchi di Piltover. In particolare, la trama racconta il percorso che porterà Powder, ragazzina traumatizzata dal suo passato tragico, a diventare Jinx, conosciuta dai fan del videogame come pura manifestazione del chaos. 

Tuttavia, se nei videogiochi Jinx era considerata semplicemente una pazza, nella serie si affrontano le ragioni che portano questo personaggio a diventare tale e il percorso è coerente e si intreccia perfettamente con le vicende degli altri personaggi: la creazione dell’Hextech, gli esperimenti sullo Shimmer, il malato rapporto padre-figlia con Silco, l’arrivo di Vi che cerca sua sorella Powder, sepolta da qualche parte nella testa di Jinx.

Vi protegge Powder

Con il concludersi della stagione, vediamo anche la “fine” dello sviluppo di Powder/Jinx, personaggio spaccato sin dall’inizio che giunge a comprendere la sua identità e accettarla (pare) del tutto. Le altre storyline sono lasciate invece sospese in una sorta di limbo, non giungono ad una conclusione, ma solo a metà del loro sviluppo. Questo dà un senso di incompletezza fino ad un certo punto, perché nei fatti Powder/Jinx appare come quel collante che fa anche da motore per scatenare il chaos nelle storie di tutti gli altri personaggi, dando una brusca virata proprio sul finale. 

Le conseguenze della sua personale epifania sul finale di stagione impattano così sulle storyline di tutti i personaggi intorno a lei, aprendo le porte a quella che sarà la seconda stagione, già in produzione. 

In attesa della seconda stagione di Arcane

Arcane è un trionfo sia a livello visuale che di storytelling, una scommessa vincente che Netflix e Riot Games sono riuscite a portare a termine insieme. L’unica cosa che lascia quasi delusi è la durata della stagione, che fa venire voglia di avere già altri 9 episodi a portata di mano per approfondire ancora di più il viaggio dei personaggi che ti vengono presentati. 

Questo ovviamente non rende Arcane assolutamente perfetto: come in ogni cosa, quando si raccontano storie di questo genere in un tempo limitato inevitabilmente ci si trova a dover tagliare alcuni passaggi e lasciare che sia lo spettatore a riempire le connessioni che sembrano mancare, o quegli aspetti del passato dei personaggi che non sono state raccontate per forza di cose. 

Questo può essere un difetto, anche se non necessariamente fatale per la serie, che rimane comunque ben strutturata. In quei momenti lo spettatore ha comunque la possibilità di “riempire gli spazi” da solo perché la coerenza della narrazione glielo permette anche senza dargli già tutto pronto. Questo può anzi essere un punto di forza, perché lo spettatore ha uno spazio di manovra per comprendere e interpretare i personaggi e le vicende facendo le sue ipotesi ed elaborando le sue teorie, cercando di immedesimarsi nei personaggi per poterli leggere meglio là dove non viene reso palese ogni passo del loro percorso.

powder / jinx gioco di specchi doppia personalità Silco e Vi

Sicuramente le aspettative per la seconda stagione sono molto alte, dal momento che il risultato ottenuto con questa prima parte rende Arcane una delle serie d’animazione più curate mai giunte su una piattaforma streaming.

Ogni frame regala fondali e dettagli indimenticabili, la colonna sonora accompagna i personaggi nel loro viaggio in modo impeccabile risultando sempre adatta alla situazione e allo stato d’animo dei protagonisti e, da ultimo, la regia ha dei momenti in cui le parole risultano quasi superflue, perché il solo lavoro di animazione e l’espressività dei personaggi permette di comprendere appieno anche le sfumature che la serie vuole trasmettere a noi spettatori. 

Coloro che si sono già affezionati alla serie e ai suoi personaggi dovranno attendere la seconda stagione per scoprire dove il cliffhanger dell’ultimo episodio intende andare a parare. Riot Games ha già annunciato che Arcane s2 non uscirà nel 2022, perciò non rimane che fabbricare teorie nell’attesa.

 

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WeCrashed: i premi Oscar Jared Leto e Anne Hathaway nella nuova serie Apple

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WeCrashed

Apple TV+ ha svelato il teaser trailer e la data d’uscita di “WeCrashed“, la nuova serie limitata basata sul podcast di successo di Wondery “WeCrashed: The Rise and Fall of WeWork” di Lee Eisenberg e Drew Crevello e interpretata dai premi Oscar Jared Leto e Anne Hathaway. Nel cast della serie anche Kyle Marvin, insieme ad America Ferrera e O-T Fagbenle.

“WeCrashed” uscirà in tutto il mondo il 18 marzo su Apple TV+ con il lancio dei primi tre episodi degli otto totali, seguiti da un nuovo episodio settimanale ogni venerdì, fino al 22 aprile.

Trama WeCrashed

La serie è ispirata a fatti reali e alla storia d’amore che ne era al centro. Pensato come un unico spazio di co-working, WeWork è cresciuto esponenzialmente fino diventare in meno di un decennio un marchio globale del valore di 47 miliardi di dollari. Poi, in meno di un anno, il suo valore è crollato. Cos’è successo?

Produzione

“WeCrashed” è stata creata da Lee Eisenberg (“Little America”, nominato allo Spirit Award, “Good Boys”) e Drew Crevello (“The Long Dark”), che sono anche co-sceneggiatori, produttori esecutivi e co-showrunner. La serie è diretta da John Requa e Glenn Ficarra (“This is Us”, “Crazy Stupid Love”) che sono produttori esecutivi insieme a Charlie Gogolak, Anne Hathaway e Natalie Sandy.

Jared Leto ed Emma Ludbrook sono produttori esecutivi per conto della loro società di produzione Paradox, mentre Hernan Lopez, Marshall Lewy e Aaron Hart sono i produttore esecutivi di Wondery.

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Film e Serie TV

Moon Knight: cosa sappiamo dell’eroe della nuova serie Marvel

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moon knight

Moon Knight, la nuova serie con Oscar Isaac e Ethan Hawke arriverà in streaming su Disney+ (sarà visibile anche su Sky Q e tramite la app su Now Smart Stick), dal 30 marzo 2022. E Marvel Studios ha già pubblicato il nuovo trailer della serie.

Il personaggio nel Multiverso Marvel

Moon Knight è una serie basata sull’omonimo supereroe dei fumetti Marvel, interpretato qui da Oscar Isaac. Fa parte della fase 4 del Marvel Cinematic Universe ed è ambientata dopo i fatti accaduti in Avengers: Endgame.

Trama Moon Knight

Marc Spector, un ex-agente della CIA, viene quasi ucciso da un terrorista conosciuto come Bushman. Il dio della luna Khonshu salva la vita di Marc, che uccide Bushman e lo fa diventare Moon Knight.

Una peculiarità del personaggio è l’essere affetto da personalità multiple: non è solo Marc Spector, ma anche Steven Grant, Jake Lockley e lo stesso Khonshu. Queste diverse personalità alcune volte cooperano tra loro, altre entrano in conflitto per avere il controllo.

Nel mentre il protagonista si ritrova suo malgrado coinvolto in una mortale guerra tra divinità sullo sfondo dell’Egitto moderno e antico

Produzione e cast

Lo showrunner sarà Jeremy Slater (anche sceneggiatore), mentre i registi annunciati di alcuni episodi sono Mohamed Diab, Justin Benson e Aaron Scott Moorhead. Nel cast della serie Oscar Isaac, Ethan Hawke e May Calamawy, Dina Shihabi, Alexander Cobb, Gaspard Ulliel, Loic Mabanza.

Casa sappiamo dal trailer

Il trailer ci permette di conoscere Marc e di avere un’idea dei suoi evidenti problemi psicologici e disturbi della personalità. Viene dato particolare risalto al disturbo associativo di cui soffre il personaggio prima di diventare il “Cavaliere della Luna”. Inoltre possiamo dare un primo sguardo al costume del supereroe Moon Knight. E inoltre possiamo dare anche un primo sguardo al villain, interpretato da Ethan Hawke.

Ecco di seguito il trailer di Moon Knight, che ve ne pare?

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Film e Serie TV

Strappare Lungo i Bordi: perché la serie di Zerocalcare è da vedere

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strappare-lungo-i-bordi

Siamo perennemente immersi nello streaming, di qualsiasi genere. Siamo circondati da piattaforme che sfornano nuovi prodotti ogni giorno, alcuni davvero discutibili, ma altri che sono come un fiume in piena, che ti restano dentro sin dal primo frame.

È il caso di “Strappare Lungo i bordi” la nuova produzione Netflix ideata da Zerocalcare – per chi non lo conoscesse è un autore italiano che, con i suoi fumetti racconta spaccati di vita in modo tagliente, ironico e sincero.

Di cosa parla Strappare Lungo i Bordi

La serie animata racconta di come il nostro Zero “inciampa” nella vita, con tutto quello che ne consegue. In tutto sono stati rilasciati 6 episodi della durata di 15-20 minuti l’uno che per la la loro vivacità e spontaneità impallano letteralmente lo spettatore allo schermo.

Nella storia di Zerocalcare c’è un po’ la storia di tutti: quel senso di delusione, di frustrazione che è parte di una generazione oramai trentenne (che tra l’altro è la mia), che va di pari passo con quel senso di responsabilità che a volte può opprimerci.

Sei episodi sono pochi, ma riescono ad arrivare allo spettatore coinvolgendolo appieno, nonostante la durata contenuta. Una serie che per questo che parla a tutti indistintamente, con il suo linguaggio sincero che è un vero e proprio schiaffo in faccia, che ci sveglia dal nostro torpore interiore.

L’età non conta, conta la voglia di voler ascoltare, di voler conoscere il proprio armadillo interiore, così cinico, spiazzante e veritiero. Molte volte non riusciamo a capirlo affondo e agiamo d’impulso, o semplicemente non agiamo, trascinando la nostra vita verso un punto indefinito del suo scorrere.

Non riusciamo a rimanere nei “bordi”, andiamo fuori linea, ma forse è anche giusto così, perché non tutto deve essere perfetto e ogni tanto va bene anche non ascoltarlo questo benedetto armadillo!

Strappare Lungo i Bordi è serie che non guardi per far passare il tempo, ma perché hai veramente voglia di vederla. Tirando le somme posso dire che, a mio parere è la miglior produzione italiana di Netflix. Promossa a pieni voti!

Antonio de Rosa

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