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Fortnite: Epic Games banna uno Streamer fin quando non compirà 13 anni

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Una vicenda che sta animando la community di Fortnite, quella che vede coinvolto un ragazzino brasiliano recentemente bannato da Epic Games per oltre 4 anni. Xenon, questo il nickname del giocatore, è un bambino di 9 anni che trasmette in streaming le proprie partite a Fortnite o almeno, trasmetteva.

Già, perché secondo le licenze d’uso di Epic Games alcune modalità di gioco non sono accessibili a bambini di età inferiori ai 13 anni. Una regola infranta dal giovane Xenon che si è visto recapitare un messaggio che lo informava del ban fino al compimento del suo tredicesimo compleanno.

Xenon si difende dicendo che non era al corrente del limite di età imposto da Epic Games e che, comunque, le sue partite si sono sempre svolte in modalità consentite e in presenza del padre. Sempre secondo Epic, alcune modalità alle quali ha partecipato Xenon prevedevano premi in denaro, tali modalità sono ovviamente accessibili solo a condizione di avere raggiunto il limite di età. C’è da chiedersi se sull’intera vicenda abbia influito anche la nazionalità di Xenon. In Brasile infatti le leggi sul gioco d’azzardo sono talmente restrittive che anche i videogame vengono tassati pesantemente.

La storia ha smosso diversi pro-player di Fortnite come Ninja o Banks del Faze Clan che difendono il ragazzo e si scagliano contro Epic colpevole di avere impedito ad un bimbo di potersi divertire col gioco che ama.

E voi che ne pensate, trovate giusta la decisione di Epic o credete che debba essere permesso a Xenon di giocare?

Considerato mezzo scemo da chi lo conosce solo a metà, ha preso il primo controller in mano a 5 anni e a quella età pare essersi fermato. Porta la sua competenza ovunque serva sul web. Il suo sogno nel cassetto è avere la sua pagina su Wikipedia.

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Me Contro Te World, il gioco ufficiale della coppia di youtuber è stato realizzato da DBGA Productions

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me contro te

I Me Contro Te si sono avvalsi della collaborazione di DBGA Productions, la nuova divisione di Digital Bros Game Academy appartenente al Gruppo Digital Bros, che si occupa di progettare soluzioni gamificate e giochi per le aziende, per sviluppare il loro primo gioco ufficiale così i milioni di fan di Luì e Sofì potranno vivere tante divertenti avventure insieme ai loro beniamini con Me Contro Te World: il gioco ufficiale disponibile gratuitamente per iOS e Android.

Me Contro Te World: il gioco ufficiale è una fantastica avventura da vivere insieme a Luì e Sofì e i personaggi dell’universo dei Me Contro Te. Il giocatore potrà creare e personalizzare, con le tante combinazioni presenti nel gioco, il suo personaggio e tutti i suoi amici. Ma non solo, potrà arredare con estro e fantasia la sua casa rendendo gli ambienti accoglienti e colorati, grazie all’ampia scelta di mobili e decorazioni per le pareti, dove potrà ospitare gli amici e preparare tante prelibatezze per loro.

In questo nuovo mondo di Luì e Sofì non potevano mancare l’inseparabile chihuahua Kira, con il suo negozio di animali e Pongo con la sua pasticceria, che renderanno l’esperienza di gioco ancora più divertente. Il giocatore, infatti, potrà aiutare Kira a gestire le varie attività dalla tolettatura, alle visite dal veterinario, fino alla cura dei cuccioli e Pongo nella creazione di dolci golosissimi.

L’avventura non finisce qui, per gli amanti dello shopping, nel gioco è presente un centro commerciale in cui sarà possibile acquistare elementi unici per personalizzare tutti i personaggi. 

In concomitanza con eventi e ricorrenze speciali, verranno rilasciati dei pacchetti esclusivi, contenenti travestimenti, vestiti, accessori per la casa, oggetti per il negozio di animali e per la pasticceria che arricchiranno ancora di più Me Contro Te World: Il gioco ufficiale.

“Siamo davvero contenti di poter annunciare la nascita di DBGA Productions attraverso il lancio del primo gioco ufficiale dei Me Contro Te – ha dichiarato Geoffrey Davis, Direttore Generale di Digital Bros Game Academy -. È stato un onore poter realizzare per i milioni di fan di Luì e Sofì un’esperienza di gioco in cui poter interagire con i loro beniamini esplorando il loro fantastico mondo. Per DBGA Productions lavorare su un progetto per un pubblico così giovane, riuscendo a restituire l’autenticità, la riconoscibilità e la freschezza dei Me Contro Te in un App, ha rappresentato sicuramente una sfida molto stimolante”.

CARATTERISTICHE DEL GIOCO:

  • Il gioco ufficiale di Me Contro Te – Doppiato con le voci di Luì e Sofì
  • Crea il tuo personaggio e fagli vivere fantastiche avventure con i personaggi di Me Contro Te
  • Un appartamento tutto tuo personalizzabile con tantissimi mobili e accessori
  • Aiuta Kira nel suo negozio di animali, potrai curare tenerissimi cuccioli 
  • Aiuta Pongo nel suo negozio di pasticceria, potrai fare dei bellissimi dolci
  • Tantissimi look per ogni occasione tra cui scegliere per creare la tua storia
  • Compra i tuoi cuccioli preferiti e donagli nuovi accessori
  • Un nuovo minigioco presto in arrivo
  • Nuovi mobili, vestiti e animali presto in arrivo

I Me Contro Te aspettano i propri fan nella splendida avventura di Me Contro Te World: il gioco ufficiale e anche in tour nelle principali città. A questo link il programma del tour:

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Giornalismo a fumetti, ecco 3 opere che sono un must!

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marco rizzo giornalismo a fumetti

Come prepararci al corso di giornalismo a fumetti con Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso? Ecco 3 titoli di graphic novel imprescindibili.

Marco Rizzo, giornalista professionista e scrittore siciliano, è tra gli autori italiani più rappresentativi nel filone del graphic journalism. Autore di saggi e inchieste, ha scritto anche per Wired, L’Unità, La Lettura, è editor e traduttore per Panini Comics e pubblica opere di impegno civile con Feltrinelli Comics, BeccoGiallo, Tunué. 

Con Feltrinelli Education cura il “Corso di giornalismo a fumetti” e queste sono le tre opere che chiunque, a dovrebbe leggere, parola di Marco Rizzo.

MAUS di Art Spiegelman

È giornalismo: una lunga intervista, una delle tecniche principe del giornalismo, accompagnata da precise ricostruzioni storiche. Non è giornalismo: il figlio intervista il padre, l’oggettività lascia spazio alle emozioni, i personaggi sono rappresentati come animali antropomorfi. 

Eppure, “Maus” è un capostipite del graphic journalism proprio perché emoziona e informa, approfondisce e suggestiona. Un libro potente, che ha aperto la strada al riconoscimento del graphic journalism e in generale del fumetto di realtà tra il grande pubblico e nel settore, tanto da vincere un Pulitzer

IL FOTOGRAFO di Emmanuel Guibert, Didier Lefèvre e Frédéric Lemercier 

Nel 1986 il grande fotoreporter Lefèvre è in Afghanistan al seguito di Medici Senza Frontiere per documentare la guerra. Anni dopo, il fumettista Guibert raccoglie le foto e le testimonianze dell’amico e le trasforma in un unico racconto, intervallando di tanto in tanto le vignette con le foto. 

Il risultato da un senso di attendibilità e immedesimazione anche se è presente un tramite. Giornalismo per interposta persona, ma così preciso da risultare veritiero.

PALESTINA di Joe Sacco

Forse il capostipite del graphic journalism più puro: un giornalista/fumettista si reca sul posto, raccoglie informazioni e documentazione visivo, tornato a casa il materiale viene messo in ordine e riportato come un unico grande racconto. 

“Palestina” è una graphic novel ma anche un reportage, in cui il narratore diventa protagonista solo quando necessario, dove la meticolosità del tratto si accompagna alla precisione del racconto. Ancora oggi, uno degli standard da raggiungere per chiunque voglia fare informazione dal campo, che sia a fumetti o no.

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Fire Force: conto alla rovescia per la fine del manga

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fire-force

Che Fire Force il manga di Atsushi Ōkubo fosse ormai arrivato alla fine si sapeva da almeno un mese, ma adesso c’è la conferma che si concluderà tra due capitoli, oltre a quello da poco uscito.

La notizia sta facendo discutere gli appassionati, divisi tra chi sperava in altri capitoli e chi invece arrivati a questo punto crede si tratti di una decisione giusta presa da parte del mangaka giapponese. Per il momento non sono arrivate conferma su una possibile trasposizione anime anche di questa parte finale della serie.

Fire Force (En En no Shouboutai) è la seconda opera di rilievo di Ōkubo, arrivata direttamente dopo Soul Eater – e il suo spin-off Soul Eater Not! – il manga è pubblicato sulla rivista giapponese Weekly Shōnen Mangazine dal settembre del 2015.

Dal fumetto ne è derivato anche un adattamento anime, che al momento conta due stagioni, e tutta una serie di corti.

Il manga

La serie ha fatto il suo debutto sulle pagine di Weekly Shonen Magazine nel 2015, riscuotendo un buon successo tanto da essere trasposta per il piccolo schermo in un anime di David Production. Per ora in Giappone sono stati pubblicati 32 volumi.

La trama

Il manga si svolge in un futuro in cui l’innalzamento del livello del mare ha fatto crollare i continenti e causato la scomparsa di molti paesi. Una parte del Giappone ha evitato il peggio e ora quel che resta dei suoi abitanti si è riunito nel piccolo impero di Tokyo, dove la Chiesa del Sacro Sol e le Industrie Pesanti Haijima hanno sviluppato l’Amaterasu, un perpetuo impianto di energia termica.

Nell’anno 198 dell’era solare a Tokyo si forma una speciale forza di vigili del fuoco chiamata Fire Force per combattere crescenti incidenti di combustione umana spontanea in cui gli esseri umani si trasformano in inferni viventi chiamati Incendiati.

Mentre gli Incendiati sono casi di prima generazione di combustione umana spontanea, le generazioni successive possiedono la pirocinesi pur mantenendo forma umana. La Fire Force è stata formata unendo le persone con questi poteri ed è composta da otto Brigate indipendenti.

Shinra Kusakabe è un giovane pirocinetico di terza generazione che ha guadagnato il soprannome di “Orme del Demonio” per la sua capacità di sviluppare fiamme dai piedi e si unisce all’Ottava Brigata speciale sia per estinguere gli Incendiati che per indagare sulle cause del misterioso incendio che ha ucciso la sua famiglia 12 anni prima.

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