Connect with us

Film e Serie TV

Quarta stagione di Le Terrificanti Avventure di Sabrina

La quarta e ultima stagione di Le Terrificanti Avventure di Sabrina ha, in qualche modo, superato se stessa. Nel bene e nel male.

Published

on

È stato fatto notare già una volta, almeno su questi lidi, come Sabrina si stesse inevitabilmente avviando a diventare il nuovo Riverdale, ben noto al pubblico target (e forse ad un colpevole pubblico un po’ più cresciuto) per i suoi risvolti più o meno assurdi, più o meno coerenti con la trama e con la tendenza a lasciare attori bellocci a petto nudo per più del tempo necessario. Ebbene, terminata la quarta e ultima stagione, Le Terrificanti Avventure di Sabrina ha, in qualche modo, superato se stessa. Nel bene e nel male, più nel male che nel bene.

Eccovi dunque la recensione dello show di Netflix; attenzione agli spoiler!

Sabrina, quarta stagione: trama dichiarata e trama effettiva

La terza stagione ci aveva lasciati con non una, ma ben due Sabrine: una Morningstar, figlia di Lucifero, a tirare le fila dell’inferno, e una Spellman a godersi la vita da adolescente media nel regno mortale. Se un capo della trama è quindi tirato da due copie della stessa streghetta dal dubbio senso della morale, che potrebbero da sole gettare l’intero universo nel caos (l’esistenza di due Sabrine è di per sé un paradosso temporale), dall’altro l’inarrestabile Father Blackwood si è fatto ancora una volta portatore di sventure, dopo aver richiamato orrori eldritchiani tra i mortali.

Messi di fronte ad un pericolo apparentemente ben più grande di maghi, streghe, demoni e re infernali, i due universi, capitanati dalle due Sabrine, si ritroveranno inevitabilmente a dover accettare più di un compromesso per respingere terrori cosmici antichi quanto il tempo stesso.

Con questi, pochi, brevi punti salienti si potrebbe dire pienamente riassunta la trama della serie. Peccato che il focus della serie si sia, per buona metà dell’intera stagione, spostato su tutt’altro. Sì, gli orrori eldritchiani sono arrivati, con l’episodica cadenza del “fuori uno, dentro il prossimo”, Father Blackwood in pole position ad annunciarli uno dopo l’altro; esattamente come gli interessi e i ritorni amorosi di Sabrina.

Sono proprio questi interessi, questi ritorni e questi conflitti sentimentali a dettare inizialmente il ritmo alla serie. In fondo, cosa sono degli esseri in grado di far sparire l’universo, se paragonati ad un’adolescente single?

La nostra opinione – I difetti

Per quanto ogni singolo episodio della quarta stagione di Sabrina meriterebbe probabilmente un paragrafo a sé per essere decostruito (e demolito) un pezzettino alla volta, sottoporre un lettore ignaro ad un supplizio simile e porsi quesiti senza risposta sarebbe oltremodo crudele. Sarà quindi il caso di ridurre le domande ad una sola: perché?

Opere lovecraftiane abusate

Perché sporcare la magnificenza di concetti e opere lovecraftiane, che hanno ispirato capolavori, almeno fino al giorno prima del concepimento di quest’ultima serie di Sabrina, e ascriverli al ruolo di “cattivo della settimana” per amor di trash e dramma adolescenziale? Perché in fin dei conti, episodio dopo episodio, una soluzione campata in aria dopo l’altra, il serpente si morde la coda e il circolo ricomincia da capo. Sabrina ha 16 anni, è sola, vuole un fidanzato perché tutti i suoi amici sono accoppiati, arriva l’orrore cosmico (discutibile) dallo spazio, viene messo sott’olio in quindici minuti ma Sabrina ha sempre 16 anni, è sempre sola e vuole pur sempre un fidanzato.

Perché ridurre un concetto come l’Oscurità (o la Nebbia) Senza Nome, semplice Oscurità per amici e parenti, ad una decina di minatori morti armati di piccone che sgambettano allegramente per Greendale spegnendo le luci e, solo se approcciati, in grado di uccidere per soffocamento? Perché ridurre un concetto così ampio ad una pozzanghera nelle miniere?

Ve lo diciamo noi, perché: perché Sabrina possa entrare in questa pozzanghera, avere dubbi sui suoi rapporti con le persone che la circondano (“ho 16 anni, sono da sola, nessuno mi vuole veramente bene, voglio un fidanzato”, l’avete già sentito da qualche parte?) e riscoprirsi inaspettatamente fan numero uno di se stessa (complice il fatto di avere un clone uguale a lei in tutto e per tutto) e di non aver bisogno di nessun altro. Questo fino all’episodio successivo, in cui i problemi saranno irrimediabilmente gli stessi, solo che l’orrore non sarà più una pozzanghera, ma un ometto dismesso che vive per strada e vuole solo un pasto caldo e una pacca sulla spalla. Alla faccia dell’orrore cosmico.

La protagonista

Opinioni sull’utilizzo improprio di elementi lovecraftiani a parte, la stessa protagonista non è esente da critiche. Sabrina – non Kiernan Shipka, l’attrice, che, poverina, fa solo il suo lavoro – arrivata a quasi diciassette anni non sembra aver ancora capito che le proprie azioni hanno delle conseguenze; complice anche il fatto che qualunque conseguenza delle sue azioni, per quanto catastrofica sulla carta, sia semplicisticamente risolta dal provvidenziale lampo di genio di Ambrose, allineamento cosmico favorevole, gara di canto o matrimonio in corso.

“Impossibile”, dirà, chi sta leggendo quest’opinione e non avrà visto la serie. “Ci puoi scommettere, invece”, sarà la triste risposta.

Ma che ci crediate o no, gli scrittori se ne sono resi conto! Alla fine. A serie non rinnovata. E quindi hanno fatto pagare la più grande e la più grave delle conseguenze a Sabrina. In modo quasi totalmente ingiustificato. Ma hanno fatto comunque in tempo a trovarle un fidanzato che stia con lei per sempre.

“Dopo quanto abbiamo letto finora? Impossibile”, dirà, chi sta leggendo questa recensione e non avrà visto la serie e sarà arrivato fin qui a leggere. “Ci puoi scommettere di nuovo, invece”, sarà la ancor più triste risposta.

La trama

In generale, Sabrina poteva essere gestito molto meglio a livello di trama e di avvenimenti: la consequenzialità degli orrori da affrontare è fine a se stessa fino all’ultimo e non viene data loro rilevanza per più di un episodio a testa (a parte il più grande e il più grave, chiaramente, a cui viene dedicato ben un episodio e mezzo). Certo, con otto episodi e otto orrori eldritchiani cos’altro si poteva fare? La serie non corre, vola pur di comprimere tutto in questi soli otto episodi, e la fretta è purtroppo la causa di una gestione della trama e degli avvenimenti che di stellare ha ben poco.

L’immancabile episodio di musical (o canto), che nella stagione prima si era concretizzato con lo spettacolo delle cheerleader della Baxter High è, in qualche modo, ancora più insopportabile e allo stesso tempo più irrilevante del precedente. Sabrina Spellman ha sempre una soluzione: non si sa come, non si sa perché, ma le sue soluzioni, per quanto sulla carta sciocche e inconsistenti, per qualche motivo funzionano.

La nostra opinione – i pregi

Dopo quanto appena scritto, sembrerà assurdo che la quarta serie di Sabrina possa avere dei pregi. Ma se una serie simile fosse un disastro fatto e finito, non ci sarebbe stato motivo per arrivare in fondo ad otto episodi interi.

Gli attori

In primis, gli attori: gli immancabili membri della famiglia Spellman e Miss Wardwell / Lilith sono probabilmente le presenze che più spezzano una lancia in favore di questo show. Michelle Gomez (Miss Wardwell / Lilith), Lucy Davis (zia Hilda), Miranda Otto (zia Zelda) e i loro personaggi, a cui è estremamente facile affezionarsi, sono senza dubbio tre buoni motivi, tra gli altri, per non buttare alle ortiche non solo una stagione, ma un’intera serie.

Impossibile non menzionare, in termini di attori e personaggi, il ritorno come guest star di tre anime care a chiunque abbia visto lo show televisivo di Sabrina, Vita da Strega. Ebbene sì: chiunque si sia lamentato, ancora alla prima stagione, che Salem non fosse più il pupazzo parlante di un gatto, ma un gatto vero, può mordersi la lingua e mangiarsi le mani, perché Salem-peluche è stato promosso a niente meno che terrore eldritchiano. Assieme a lui, fanno la loro comparsa le zie Hilda e Zelda della serie Sabrina, Vita da Strega nello stesso episodio, ambientato in un universo alternativo. Quindi tutti a bordo sul treno della nostalgia e lasciate che questa serie vi strappi un sorriso sincero. Almeno uno.

Le ambientazioni

In seconda posizione, il setting. The Chilling Adventures of Sabrina è indubbiamente uno show né carne, né pesce, un teen drama a tema horror sovrannaturale, esattamente come Riverdale è un teen drama con elementi thriller. Ciò che Sabrina fa indubbiamente meglio di Riverdale sono gli sfondi, i luoghi e la scenografia: la parte di realizzazione dei fondali, degli ambienti, delle luci risulta efficace anche agli occhi di qualunque profano del cinema e della regia. Insomma, la parte di “estetica horror” è molto più credibile e molto meglio realizzata della parte “teen drama” e, se alla lunga i problemi sentimentali di Sabrina stancano, di certo non stancano gli ambienti e le atmosfere dark del setting di Greendale.

Frustrazione post fine serie a parte, resta l’immancabile certezza che Sabrina sia una serie conscia delle sue insensatezze, dei suoi artifici narrativi, del peso sbilanciato verso il teen drama assurdo piuttosto che verso una vera e propria serie horror. A rimarcare questo fatto, c’è l’incontestabilmente consapevole battuta di Caliban versione alternativa, nell’universo sitcom già precedentemente citato, che, non più attore, ma parte della crew a supporto della regia ammette di poter se non altro decidere autonomamente quando sia il caso di togliersi la maglietta.

Dunque, se tra le intenzioni iniziali c’era un deragliamento controllato da horror a teen drama, a molto teen drama e poco horror, Sabrina ha certamente rispettato quanto si è proposta di fare. E uno show coerente con se stesso non può che essere debitamente elogiato per essere, se non altro, costante con ciò che vuole offrire al pubblico.

Le Terrificanti Avventure di Sabrina, quarta stagione – sì o no?

Non si può dire che il tempo dedicato alla visione della quarta stagione di Sabrina sia stato tempo buttato. Paragonare Sabrina a Riverdale è forse offensivo nei confronti di Sabrina (per certi versi, lo è nei confronti di Riverdale, data l’imminente uscita di una quinta stagione), o forse no. Sono state ore di una qualità discutibile, buona per gli occhi, un po’ meno buona nel momento in cui si è tentato di applicare semplici nessi logici alle immagini che scorrevano sullo schermo. A cervello acceso, la quarta stagione delle Terrificanti Avventure di Sabrina è stato un viaggio tribolato. A cervello spento, d’altro canto, si è trasformata in un guilty pleasure di notevole rilevanza.

Daily Nerd è un progetto gestito interamente da volontari, se ti piace quello che leggi sul nostro sito sostienici!



Advertisement
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Film e Serie TV

Step Up – La serie sarà disponibile su Starz!

Published

on

step-up-serie

Starz ha annunciato che Rebbi Rosie, che ha ballato con artisti del calibro di Beyonce, Pharrell, J Lo e Nicki Minaj, parteciperà alla rivisitazione della serie Step Up insieme a Keiynan Lonsdale (The Flash, Love, Simon) e Enrique Murciano (Bloodline, Black Hawk Down) visto anche nella serie POWER di Starz. Terayle Hill (Cobra Kai, Judas and the Black Messiah) nel ruolo di Marquise sarà un personaggio regolare. Step Up è prodotto per Starz dalla Lionsgate Television. Le prime due stagioni della serie saranno disponibili su STARZPLAY a partire dal 28 marzo.

Trama

Ispirata ai film Step Up di Lionsgate, che hanno incassato oltre 600 milioni di dollari nel mondo, la serie è incentrata su Sage Odom (interpretato da Ne-Yo), leggendario fondatore della famosa High Water Performing Art School di Atlanta. Collette (Christina Milian) è la regina della scuola e partner di Sage Odom nel ballo, negli affari e in amore.

Collette ha costruito e seguito da zero la visionaria accademia di Sage, raggiungendo la vetta con grinta e intraprendenza, guadagnandosi un nuovo ruolo: quello di manager di Sage Odom e del suo tour. Il tutto nascondendo un oscuro segreto. Ma quando questo segreto inizia ad avere ripercussioni su Sage, sulla High Water e sul tour, Collette comincia a considerare l’opportunità di abbandonare il ruolo della donna che sta dietro a un uomo, per diventare una donna potente, col suo uomo alle spalle.

Cast

Rebbi Rosie interpreta Angel, comparsa nel mondo di High Water circondata da un alone misterioso e uno zaino pieno di contanti. Sta scappando dal posto che chiama casa, lo squallido mondo sotterraneo delle famiglie della criminalità organizzata di Londra. La ragazza è arrivata nell’unico posto al mondo in cui può trasformare i suoi sogni in realtà, la scuola di High Water. Agguerrita e abituata alla vita di strada, è pronta ad affrontare High Water e dimostra di essere tra le migliori ballerine del mondo, spezzando al contempo il cuore dei compagni americani irrimediabilmente estasiati dal suo mix di spavalderia e fascino britannico.

Keiynan Lonsdale interpreta Tal, in un ruolo rielaborato, originariamente interpretato da Petrice Jones. Reietto dell’Ohio, tolto alla madre e abbandonato sulle strade difficili di Atlanta, Tal ha subito persecuzioni e violenze per le sue eccentricità, la sua sessualità e il suo rifiuto di sottomettersi alle aspettative altrui. Ballando, ha raggiunto High Water, ed è diventato l’orgoglio del corpo di danza di Sage Odom. Ora che è il ballerino principale nell’enorme tour di Sage, Tal deve continuare a essere il pezzo cruciale in un sistema di supporto che aiuta i suoi amici e la sua famiglia, e un tour da miliardi di dollari. Magro, aggraziato e coraggioso, è proprio come il suo soprannome: levriero.


Enrique Murciano interpreta Cruz, un uomo che spera di incidere la sua faccia nel Monte Rushmore degli avvocati famosi e di alto profilo. Farebbe di tutto per farsi strada verso lo status da primedonne che hanno Cochran, Dershowitz e Geragos, ed entrare a far parte del pantheon degli dei del foro. Mentre Cruz si districa tra intrighi e cospirazioni per salvare la vita e la carriera di Sage, non può fare a meno di pensare al futuro, immaginando se stesso su un tappeto rosso, come un cowboy urbano con il suo Dries Van Noten confezionato su misura.

Infine, Terayle Hill ritorna come personaggio regolare della serie, ricoprendo il ruolo di Marquise già interpretato nelle prime due stagioni.

Si aggiungono al cast regolare della serie precedentemente annunciato Christina Milian (Collette), Ne-Yo (Sage Odom), Faizon Love (Uncle Al), Jade Chynoweth (Odalie), Carlito Olivero (Davis), Terrence Green (Rigo), Eric Graise (King), Tricia Helfer (Erin) e Kendra Oyesanya (Poppy).

Produzione

Creato e prodotto da Holly Sorenson, Adam Shankman e Jennifer Gibgot, già produttori dei film originali Step Up, e produttori esecutivi di questo ultimo capitolo del franchise attraverso la loro Offspring Entertainment.

Channing Tatum e Jenna Dewan, che hanno entrambi recitato nel film originale Step Up, saranno anche produttori esecutivi rispettivamente attraverso le società di produzione Free Association e Everheart Productions, Inc.. Erik Feig, produttore di tutti i film e supervisore del franchise mentre era dirigente alla Lionsgate, è qui produttore esecutivo tramite la sua PICTURESTART. Bill Brown è anche scrittore e produttore esecutivo, e Dawn Wilkinson sarà regista e produttore esecutivo.

La saga di Step Up

La serie è ispirata alla saga di Lionsgate che comprende cinque film: Step Up, Step Up 2: The Streets, Step Up: 3D, Step Up: Revolution e Step Up: All In. La saga cinematografica ha anche ispirato il musical Step Up Dubai, All In! andato in scena al parco a tema MOTIONGATE di Dubai. Le prime due stagioni, che hanno ottenuto un gran successo e un notevole seguito sulla piattaforma YouTube, saranno disponibili esclusivamente su STARZ e sull’app Starzplay prima del lancio della nuova stagione.

La nuova serie Step Up andrà in onda su STARZ negli Stati Uniti e in Canada e sulla sua piattaforma di streaming internazionale Starzplay in Europa, America Latina e Giappone. Il vicepresidente senior della programmazione originale Kathryn Tyus-Adair è l’esecutivo che supervisiona Step Up per conto di Starz. Jade Addon-Hall è il dirigente che supervisiona la serie per conto di Lionsgate.

Daily Nerd è un progetto gestito interamente da volontari, se ti piace quello che leggi sul nostro sito sostienici!



Continue Reading

Film e Serie TV

La Snyder Cut arriva in Italia il 18 marzo

Published

on

La Snyder Cut arriva in Italia il 18 marzo

Una bella notizia per tutti i fan nostrani del DC Extended Universe, la Snyder Cut di Justice League arriverà in Italia il 18 marzo, in contemporanea con tutto il resto del mondo. Il lungometraggio, di ben 4 ore di durata, sarà reso disponibile sulle maggiori piattaforme di streaming a pagamento. A dare conferma della lieta notizia sono varie fonti, in particolare un trailer italiano e un commento del regista Zack Snyder.

Il nuovo trailer in italiano della Snyder Cut è stato caricato sul canale YouTube di Warner Bros. Italia, eccolo:

Warner Bros. Entertainment Italia annuncia l’arrivo in Italia di “Zack Snyder’s Justice League” in esclusiva digitale da giovedì 18 marzo, in contemporanea con gli USA, disponibile per l’acquisto su Amazon Prime Video, Apple Tv, Youtube, Google Play, TIMVISION, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV.

E qui potete trovare il post di Zack Snyder, che con un tweet conferma tutto:

La Zack Snyder di Justice League sarà disponibile in tutto il mondo nello stesso giorno in cui verrà rilasciata negli USA, ossia il 18 marzo. Sarà disponibile on-demand, download digitale o streaming.

Ecco la sinossi ufficiale del film:

In Zack Snyder’s Justice League, determinato ad assicurarsi che il sacrificio finale di Superman (Henry Cavill) non sia stato vano, Bruce Wayne (Ben Affleck) unisce le forze con Diana Prince (Gal Gadot) con lo scopo di reclutare una squadra di metaumani, al fine di proteggere il mondo da un minaccia imminente di proporzioni catastrofiche. Il compito si rivela più difficile di quanto Bruce immaginasse, poiché ogni componente deve affrontare i demoni del proprio passato, per trascendere da ciò che li ha bloccati, permettendo loro di unirsi e formare finalmente una lega di eroi senza precedenti. Finalmente insieme, Batman (Affleck), Wonder Woman (Gadot), Aquaman (Jason Momoa), Cyborg (Ray Fisher) e Flash (Ezra Miller) potrebbero essere in ritardo per salvare il pianeta da Steppenwolf, DeSaad e Darkseid e dalle loro terribili intenzioni.

Attendiamo con ansia il prossimo 18 marzo proprio come voi.

Daily Nerd è un progetto gestito interamente da volontari, se ti piace quello che leggi sul nostro sito sostienici!



Continue Reading

Film e Serie TV

Il personaggio di Spider-Man: tra fumetti, film e cartoni

Published

on

Molti probabilmente avranno visto i suoi ultimi film e molti altri avranno notato la sua crescente centralità all’interno del ciclo Avengers della Marvel, ed è su di lui che vorrei fare un piccolo focus. Più che su di lui su quello che si è scritto di lui. Di chi sto parlando? Ma di Spider-Man!

Le origini di Spider-Man

Spider-Man ha origine nel 1962, edito sul quindicesimo numero della collana “Amazing fantasy” pubblicata da Marvel Comics. Creato dallo scrittore e sceneggiatore Stan Lee e disegnato da Steve Ditko, è stato uno dei più audaci esponenti di quella che noi oggi definiamo Silver Age

Ben presto ottenne una testata tutta sua con il nome di “The amazing Spider-Man” e salì brevemente in cima alle classifiche di vendita.

A differenza delle grandi storie epiche appartenenti ai supereroi della Golden Age, durante la Silver Age Stan Lee cercò di avvicinare il pubblico post-bellico al fumetto supereroistico dando ai supereroi i loro “superproblemi”.

La Silver Age non inizia con Spider-Man, tuttavia per quanto concerne l’universo Marvel fu un balzo di qualità, tanto che, secondo la IGN Entertainment, viene considerato il terzo supereroe per importanza dietro a Superman e Batman, e seguito da Wolverine.

Trasposizioni di Spider-man

Dal fumetto sono state adoperate diverse trasposizioni per il grande e piccolo schermo. Per le serie animate ricordiamo sicuramente “Spider-Man: the animated serie” che, secondo molti esperti, è il miglior cartone del nostro amico arrampicamuri

Per quanto riguarda le trasposizioni cinematografiche abbiamo la saga di Sam Raimi comprensiva di tre film. Saga, a mio personale avviso, più riuscita. Prodotto il primo nel 2002 riscosse subito un gran successo tanto che si pensò subito alla programmazione di un secondo e successivamente di un terzo film. Ricordando l’emozionante locandina con Tobey Maguire, nei panni dell’uomo ragno, appeso a testa in giù mentre bacia Kirsten Dunst, alias Mary Jane Watson.

Successivamente nel 2012 fu prodotto “The amazing Spider-Man” con Andrew Garfield nel ruolo di Peter Parker, dando una visione più giovane del protagonista. Ricordiamo nei panni di Gwen Stacy la bravissima Emma Stone che, con il già sopraccitato Andrew Garfield, hanno fatto un ottimo lavoro. Ma “The amazing Spider-Man” non fu l’unico della saga, infatti nel 2014 fu prodotto il sequel in cui Peter Parker si trova a misurarsi contro Electro. Interpretato magistralmente da Jamie Fox.

Risale invece al 2017 il primo “Spider-Man: homecoming” seguito nel 2019 da “Spider-Man: far from home” in cui a vestire il ruolo di Peter Parker è il bravissimo Tom Holland (doppiato in italiano da Alex Polidori). Sebbene nel primo la figura di Peter Parker non faccia trasparire molto del piccolo ragno di quartiere, ma sia incentrata sul ciclo Avangers (cui prenderà parte guidato da Iron-man), nel sequel Spiderman si troverà a combattere contro Mysterio interpretato da, niente di meno che Jake Gyllenhaal; in una storia che, a suon di colpi di scena, tiene incollati allo schermo.

spider-man

Ultimo, ma non per importanza, anzi, abbiamo “Spider-Man: un nuovo universo”. Film d’animazione prodotto dalla Sony nel 2018, in cui torniamo a sentire il classico odore dei muri newyorkesi, anzi precisamente di Brooklyn. Il protagonista è un ragazzo afro- americano di nome Miles Morales che viene a contatto con un Peter Parker piuttosto adulto da un altro universo. I vari mondi collidono portando nell’universo del nostro piccolo Miles diversi Spider-Man e sarà proprio lui a dover sistemare le cose. Oltre a combattere fra universi quantici, Miles, deve affrontare la propria famiglia, il razzismo, il bullismo che subisce a scuola, e convivere con alcune consapevolezze e pesi fra cui l’essere Spider-man.

L’uomo ragno-identità segreta

Il volume in questione ritrovato dopo svariati anni s’intitola proprio così “L’uomo ragno identità segreta” una ristampa italiana all’interno di una serie in cui riporta alcuni capitoli di Spider-Man scritti da Brian M. Bendis. Brian Bendis, a mia conoscenza, è uno fra i più importanti e rilevanti esponenti di Spider-Man. Ne sono un esempio i suoi racconti che descrivono il noto Peter Parker così bene e così intensamente da far commuovere, arrabbiare e gioire tutto il pubblico. Non è un caso infatti che anche le trasposizioni più simili a questa visione di Peter (e non solo, direi degli Spider-Man tutti) abbiano avuto il maggior successo su vari tipi di pubblico.

Le chiavi vincenti che sono insite nell’indole del fumetto di Spider-Man sono proprio le grandi sfide della vita di tutti i giorni: lavoro, studi, relazioni, amicizie… Spider-Man risulta quasi essere contro il nostro simpatico protagonista, piuttosto che una fonte di potere. Un grosso fardello da contenere e controllare per non soccombere alla solitudine e al disfacimento della propria personalità. 

Celebre è la frase “da un grande potere derivano grandi responsabilità” ed è proprio di questo che parla Spider-Man: ogni persona ha scelte che comportano pro e contro. Ogni scelta è difficile nella vita: è sofferenza, ed ogni singolo attimo potrebbe essere l’ultimo.

Una vita imprevedibile e difficile con un potere la cui convivenza non è solo rose e fiori, questo è realmente Peter. Che faccia l’università, che faccia le superiori o a qualsiasi età, Peter è questo: un normale ragazzo, anche un po’ impacciato, che prova a sgomitare in una società che soffoca i buoni, che soffoca la giustizia, che soffoca la ragione. Un normale ragazzo che vuole dire: esisto.

Altri ragni

Nei vari universi Marvel ed in particolar modo di Spider-Man, Peter Parker non è l’unico detentore dei poteri del ragno geneticamente modificato, ma ci sono diversi personaggi che lo impersonano. Per chi non fosse avvezzo al fumettismo sfrenato di Spider-Man, un’ottima infarinatura la dà sicuramente il film d’animazione di cui poco fa ho parlato; “Spider-Man: Un nuovo universo”.

Precisamente parliamo di Ragnoverso (Spider-Verso) ed è una serie di fumetti che ha l’uomo ragno come protagonista scritto da Dan Slott e Christos Gage, disegnato da Oliver Coipel e Giuseppe Camucoli ed edito dalla Marvel Comics alla fine del 2014. Ed è proprio in questo frangente che conosciamo nuovi Spider-Man di nuove realtà fra cui Miguel O’Hara e Gerald Drew, o appunto, Miles Morales scritto da, niente meno che, Brian Bendis e disegnato dalla nostra stella del fumetto Sara Pichelli.

Daily Nerd è un progetto gestito interamente da volontari, se ti piace quello che leggi sul nostro sito sostienici!



Continue Reading

Supporta il sito

Aiutaci a mantenere il sito aperto! Daily Nerd è un progetto gestito interamente da volontari, ma mantenere un sito ha dei costi. Se vuoi sostenerci basta un euro per aiutarci.

Be brave, be #Nerd

.

Advertisement

Trending