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Gli Nft alla conquista dei videogiochi: un piccolo dietro le quinte del Crypto Gaming

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Se il mondo della blockchain e delle criptovalute può sembrare ancora uno spazio dedicato solo a esperti e appassionati, i videogiochi stanno iniziando a svolgere un ruolo importante nel favorire la comprensione e l’adozione di massa di questi paradigmi. Ecco un piccolo dietro le quinte del Crypto Gaming.

Aries Tech, la software house brianzola situata a Seregno (MB), ha colto a pieno le potenzialità del settore del gaming applicato alla blockchain posizionandosi nel panorama internazionale come impresa innovativa che sviluppa giochi di strategia di successo. 

Crypto gaming: il fenomeno del play to earn secondo Aries Tech

Da qualche anno a questa parte, sta esplodendo un nuovo mercato di domanda-offerta che ruota attorno al concetto di crypto gaming: si tratta di videogiochi che permettono di guadagnare criptovalute in base al tempo dedicato al gioco stesso e ai risultati ottenuti; il cosiddetto fenomeno del play to earn.

Una volta che queste criptovalute atterrano nel wallet del giocatore, è possibile convertirle in denaro tramite degli appositi exchange, che consentono poi di effettuare un bonifico bancario direttamente sul conto dell’utente (giocatore).

Comunemente chiamati crypto games, questi giochi basati sull’utilizzo delle criptovalute stanno diventando sempre più famosi. Se nel passato questo tipo di tecnologia non era facilmente fruibile, oggi, tramite internet, chiunque può giocare senza alcuna barriera all’accesso. 

Per coloro che vogliono investire nella realizzazione di un gioco, un elemento fondamentale per garantire una grande partecipazione degli utenti e per favorire la raccolta di fondi per la ricerca e  sviluppo e per attività di marketing, consiste proprio nella creazione di una criptovaluta specifica –  meglio se certificata dalla community della blockchain su cui il gioco si basa – e sulla possibilità di utilizzare NFT all’interno del gioco stesso.

La stessa Aries Tech infatti, per la validazione dei suoi progetti, ha collaborato con specifiche DAO (Decentralized autonomous organization) che hanno seguito il processo di sviluppo e certificazione della moneta digitale.

I giochi crypto spostano l’attenzione sull’utente ristabilendo il suo ruolo come chiave e permettendo allo stesso di valorizzare i suoi sforzi nel gioco, i quali vengono ripagati nel senso letterale del termine. 

“Il settore del gaming è un settore molto complesso perché richiede da parte delle software house competenze trasversali sia per lo sviluppo dei videogiochi, sia per la gestione della blockchain e, in progetti più evoluti, una consolidata esperienza nella gestione dell’ IoT e dei dispositivi digitali che vi ruotano attorno – afferma Luca Vajani, Ceo di Aries Tech -. Inoltre, il meccanismo del play to earn rappresenta un incentivo per spronare le persone a fare azioni proattive che possono essere  realmente retribuite. Nonostante i pregiudizi, si tratta di un modello trasparente perchè la criptovaluta, che viene appositamente creata per quel gioco, rientra in quella legge universale per cui quell’oggetto ha il valore che la comunità gli attribuisce. L’aspetto valoriale assume quindi un significato fondamentale per il mercato degli NFT che, ultimamente, sta registrando un significativo tasso di crescita”.

Daily Nerd è un Magazine di cultura Nerd e Geek. Non si tratta semplicemente di riportare notizie, ma di approfondire e riflettere sulla cultura che ci circonda.

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Gaming

Activision Blizzard-Microsoft: l’UE vuole che Call of Duty venga ancora giocato su PlayStation

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Microsoft acquisirà Activision Blizzard: cosa vuol dire?

L’acquisizione di Activision Blizzard da parte di Microsoft è una della operazioni più grandi che si siano mai verificate nel mondo del gaming (e probabilmente dell’intrattenimento in senso generale), la cifra relativa a questa acquisizione fa girare la testa: ben 68,7 miliardi di dollari che verranno sborsati da Microsoft. In realtà la notizia dell’operazione risale agli inizi di quest’anno, ora però l’UE ha deciso di rincuorare tutti i fan di una delle più importanti serie di Activision Blizzard – ossia Call of Duty – dicendo che lavorerà perché quest’ultima rimanga disponibile ancora per PlayStation.

A dare la notizia è Ricardo Cardoso, Deputy Head of Unit Interinstitutional & Outreach Views dell’Unione Europea, attraverso un post del suo profilo Twitter. Di seguito il messaggio, accompagnato da una nostra traduzione:

La Commissione sta lavorando per assicurare che voi possiate ancora giocare a Call of Duty su altre console (fra queste anche PlayStation). Nella nostra lista delle cose da fare c’è inoltre: aggiornare le immagini di repertorio. Questi videogiocatori hanno dei controller con i cavi mentre Xbox e PlayStation hanno (controller, ndr) senza fili circa dal 2006!

Il messaggio è una risposta al post del profilo EU Competition – il profilo della parte della Commissione Europea deputata al controllo delle leggi sulla concorrenza – il quale riporta la notizia che la Commissione sta investigano sull’acquisizione che ha coinvolto Activision Blizzard e Microsoft. Quest’operazione continua a far parlare di sé, in particolare quando si tratta di serie dal successo e dalla risonanza così ampli come Call of Duty. Vedremo quali saranno i risultati di tutto ciò.

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God of War Ragnarok: obiettivo missioni secondarie migliori di quelle di The Witcher 3

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God of War Ragnarok: obiettivo missioni secondarie migliori di quelle di The Witcher 3

God of War Ragnarok è il seguito del primo capitolo della saga norrena di Kratos – iniziata nel 2018 – la quale si concluderà proprio con questo secondo titolo. In arrivo il prossimo 9 novembre, Ragnarok vedrà il ritorno dello spartano accanto a suo figlio Atreus, impegnati nel loro viaggio fra i nove regni e negli scontri con gli dèi, desiderosi di vendetta. Nonostante la missione principale del duo di protagonisti sia più che impegnativa, Ragnarok avrà anche molte missioni secondarie e l’obiettivo degli sviluppatori era di renderle migliori di quelle di The Witcher 3.

A confermare ciò ci ha pensato Anthony DiMento – parte del team di Santa Monica, che ha sviluppato il gioco in parola – in un suo tweet, citando una parte della recensione del Washington Post di Gene Park. Ecco il post:

DiMento: “Questo era l’obiettivo che avevo prefissato per i contenuti opzionali di God of War Ragnarok. The Witcher 3 è uno dei miei giochi preferiti di sempre… Non sembrava possibile ma questo era davvero l’obiettivo. Leggere questo (il post di Park, ndr) è stato fantastico”.

Gene Park: “God of War Ragnarok ha finalmente detronizzato The Witcher 3 avendo le migliori missioni secondarie che io abbia mai trovato in un gioco di avventura. Gli scontri più avvincenti, le storie più sentite e le aree più grandi sono nelle missioni secondarie. Non saltatele”.

A quanto pare l’obiettivo di raggiungere una qualità, per quanto riguarda le side quest, pari o superiore a quella di The Witcher 3 – il tanto apprezzato titolo di CD Projekt Red – è stato raggiunto con Ragnarok. Ora non resta che giocarci.

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Square Enix: i dati delle vendite delle sue serie di maggior successo

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Square Enix: i dati delle vendite delle sue serie di maggior successo

Square Enix è una famosa casa di sviluppo di videogiochi che ha sede a Tokyo, in Giappone, madre di alcune delle serie di videogiochi di ruolo più note al mondo. Fondata come Square nel 1983 ha visto, nel 2003, una fusione con Enix, che l’ha portata a diventare la compagnia che oggi i giocatori conoscono. La società ha da poco rilasciato i dati delle vendite delle sue serie di maggior successo, dagli inizi fino a questo 2022.

Il report – che prende in considerazione le vendite fino al 31 marzo 2022 – evidenzia come Final Fantasy sia, in termini assoluti, il maggior franchise per Square Enix, con Dragon Quest e Kingdom Hearts al seguito. Nelle immagini qui sotto potrete vedere i numeri:

Final Fantasy ha venduto in totale 173 milioni di copie nella sua storia, la serie di Dragon Quest conta vendite totali per 85 milioni di copie e, infine, Kingdom Hearts è arrivato a 36 milioni di copie.

I numeri danno contezza di quella che è l’importanza delle serie di cui stiamo parlando, e dell’impatto che la software house nipponica ha avuto nella storia dei videogiochi. Final Fantasy si conferma come la serie più importante per SquareEnix, con numeri impressionanti che sono destinati ad aumentare con l’arrivo del prossimo Final Fantasy 16.

Per coloro i quali sono interessati, al link di seguito potrete trovare il report completo: Report Square Enix.

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