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Film e Serie TV

House Of The Dragon: cercasi il principe Daemon Targaryen

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Secondo quanto riportato da diverse fonti i produttori del prequel di Game of Thrones, House of the Dragon, starebbero cercando il principe dei Targaryen e pare che abbiano le idee chiare rispetto a come dovrà essere il personaggio.

Di cosa parlerà House Of The Dragon

Questo prequel sarà un adattamento di Fuoco e sangue dell’autore George R.R. Martin e racconterà com’è nato e si è consolidato il regno dei Targaryen, dall’arrivo di Aegon il Conquistatore a Westeros fino alla guerra intestina che ha distrutto la casata.

Gli show-runner sono il regista di Game of Thrones, Miguel Sapochnik (vincitore di un Emmy per l’episodio La Battaglia dei Bastardi) e Ryan Condal. I due dovrebbero anche scrivere diversi episodi e Sapochnik dovrebbe dirigere il pilot dello show.

Le novità sui personaggi

HBO starebbe vagliando diverse opzioni per quanto riguarda il ruolo del principe Daemon Targaryen, ecco i dettagli: il principe dovrà essere un uomo tra i 40-50 anni, fratello minore di re Viserys, è un abile spadaccino, piuttosto impetuoso e si annoia facilmente.

Trova la sua gioia nella spada e il suo comportamento oscilla costantemente tra eroismo e viltà, trasformandolo in un personaggio interessante. Il principe Daemon punta al Trono di Spade e sposa per questo, in terze nozze, sua nipote, Rhaenyra Targaryen, che sosteneva fosse la legittima regina dei Sette Regni. Questo è stato uno degli eventi catalizzatori che hanno dato inizio alla Danza dei Draghi. Il ruolo è attualmente programmato per le riprese tra gennaio e dicembre 2021 e infatti la serie dovrebbe uscire nel 2022.

La descrizione di Daemon ricorda in parte quella di Jaime Lannister, uno dei personaggi principali e ricorrenti della serie principale e quindi immaginiamo che la decisone del nuovo principe dei Targaryen sarà importante per HBO.

Chi vedreste bene nella parte dell’impetuoso e temibile Daemon Targaryen?

Daily Nerd è un Magazine di cultura Nerd e Geek. Non si tratta semplicemente di riportare notizie, ma di approfondire e riflettere sulla cultura che ci circonda.

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Film e Serie TV

Shazam! Fury of the Gods: Lucy Liu nel cast

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Shazam Fury of the Gods: Lucy Liu nel cast

Shazam! Fury of the Gods è il prossimo film della DC che racconterà le avventure di Shazam appunto, il divertente eroe di rosso vestito che ha avuto un discreto successo sul grande schermo nel 2019, con il suo primo lungometraggio. Azione, comicità a tratti demenziale e un cattivo convincente hanno fatto sì che la prima iterazione dell’eroe piacesse a pubblico e critica,dunque tutti avanti con la produzione del sequel che da oggi annovera tra le sue fila un’attrice di spessore: Lucy Liu.

È il sito Variety che ci conferma che l’ex Charlie’s Angels farà parte di Shazam 2 in veste di cattiva della pellicola, il suo ruolo sarà infatti quello di Calipso (Kalypso), secondogenita del titano Atlante. Lei, assieme a sua sorella maggiore Espera (Hespera) – interpretata da Helen Mirren -, dovrebbero essere le principali antagoniste del film e questo loro legame di sangue con Atlante potrebbe avere dei risvolti particolarmente interessanti. Questo perché Shazam ha in sé il potere di Atlante (la Resistenza di Atlante), le due sorelle dunque potrebbero avere degli effetti sui poteri del protagonista.

Al di là di ciò non si sa molto sul ruolo che avrà Lucy Liu in Shazam! Fury of the Gods, anche perché gli attori arriveranno sul set non prima di questo maggio per iniziare le riprese, dunque siamo in una fase ancora iniziale del progetto. Le due attrici citate sono delle new entry ma nel film torneranno quasi tutti i volti che abbiamo visto in precedenza:

  • Zachary Levi sarà Shazam
  • Asher Angel sarà Billy Batson
  • Jack Dylan Grazer sarà Freddy Freeman
  • Adam Brody sarà Freddy Supereroe
  • Faithe Herman sarà Darla Dudley
  • Meagan Good sarà Darla Supereroina
  • Michelle Borth sarà Mary Supereoina
  • Marta Milans sarà Rosa Vasquez

Infine vi ricordiamo che l’uscita di Shazam! Fury of the Gods è prevista per 2 giugno 2023 negli Stati Uniti. La data di arrivo qui da noi non dovrebbe discostarsi di molto da quella staunitense.

Restiamo in attesa di novità dal set.

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Film e Serie TV

Vikings 6.2: è finito il tempo degli dèi e degli eroi (spoiler)

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Il momento è arrivato. Con gli ultimi 10 episodi della stagione 6.2, Vikings arriva a conclusione. Un finale che però, a dire la verità, lascia un po’ l’amaro in bocca, perché essendo troppo frettoloso non permette di dire addio come si deve ai vari personaggi.

La storia fin qui

Partiamo dalla fine della stagione precedente. I Rus’ sono arrivati sulle spiagge di Kattegat. La battaglia è feroce: re Harald e re Olaf sono fatti prigionieri e Bjorn (Alexander Ludwing) è ferito a morte da Ivar (Alex Høgh). La sconfitta brucia, ma quello che più preoccupa sono le condizioni del sovrano vichingo, figlio del grande Ragnar, il cui nome desta ancora rispetto.

Bjorn sa che la sua vita è ormai al capolinea, ma conosce bene i suoi doveri come sovrano e per l’ultima volta indossa l’armatura e scende sul campo di battaglia. Ai Rus’, che lo danno per morto, sembra una tetra apparizione. Sono presi dal panico e, da bravi cristiani, pensano il re sia un demone o un fantasma e i loro animi vacillano, i soldati spezzano le fila ed è un massacro.

I vichinghi conquistano la vittoria, ma hanno perso il loro re. Che verrà sepolto in un tumulo su un alto fiordo. Adesso Ingrid e Gunnhild, le sue vedove, si contendono il trono, ma non fanno in tempo a decidere chi regnerà che, quasi dal nulla, ricompare re Harald, che è riuscito a fuggire dalla prigionia.

Adesso l’uomo vuole riaffermare il suo predominio e riprendersi il titolo di re dei Norreni. Ingrid, che forse è proprio incinta di lui (era stata stuprata) accetta, anche se controvoglia, di contrarre un matrimonio con lui, mentre Gunnhild, ancora legata profondamente a Bjorn si lascia morire in mare.

Intanto i Rus’ si leccano le ferite, ma il principe Oleg non vuole mollare la presa, ma i suoi piani vengono fermati dal fratello, il principe Dir che porta dalla sua il giovane Igor, vero erede al trono, e lo rovesciano. Inizia così per il giovane sovrano un nuovo corso.

Hvitsärk (Marco Ilsø) e Ivar decidono quindi di tornare a Kattegat, ma dopo tutto quello che hanno combinato, non c’era modo che fossero ben accolti. Ma Harald decide di sfruttare la fama del loro famoso padre e quindi di tenerli lì come una sorta di leggittimazione al proprio potere.

Ma i due non vogliono certo mettere radici e pensano ad una nuova avventura, il ritorno nel Wessex per riprendersi i territori che un tempo Ragnar aveva conquistato. Qui regna Alfred che non ha certo intenzione di lasciarsi sconfiggere. Ormai è un uomo adulto, conscio delle sue responsabilità e si sente protetto dal suo Dio.

La battaglia decisiva vedrà perire, in modo davvero poco epico, Ivar, ormai provato nello spirito e anche fisicamente (aveva iniziato a manifestare problemi alle gambe). Sembra la fine degli dei pagani, il dio cristiano ormai è arrivato ovunque. A Hvitsärk, fatto prigioniero, non resta che convertirsi e provare a convivere con gli inglesi nel Wessex.

L’altro filone narrativo segue invece le peripezie, per mare e per terra, di Ubbe (Jordan Patrick Smith), altro figlio di Ragnar, che dal padre ha ereditato lo spirito d’avventura e la voglia di scoprire sempre nuove terre. In Islanda la vita non è facile, ma sono riusciti a stabilire una colonia. Qui Othere, un misterioso uomo di chiesa dice gli dice che oltre il mare c’è un’altra terra, ricca e piena di alberi, un vero paradiso.

Ubbe si confronta con la moglie Torvi e decide di tentare l’impresa, accompagnati da altri coloni e dalla famiglia di Ketil Flatnose. Iniziano a navigare verso Ovest e arrivano a Greenland (Groenlandia), ma questa terra, arida, brulla e senza alberi non è il posto che speravano e minacciati da Ketil che è impazzito, sono costretti a fuggire in fretta e furia.

La loro nave è in mare aperto e gli uomini sono senza cibo e acqua e non tutti ce la fanno. Dopo un lungo vagare finiscono in una terra verdeggiante, piena di alberi e di fiumi. Loro non lo sanno, ma quella è l’America. Qui iniziano a costruire un accampamento e ben presto capiscono che non sono soli.

Scoprono una tribù di Indiani d’America, che nei loro confronti si mostrano pacifici, e riesscono a stabilire con loro un rapporto. Stranamenti questi conoscono alcune parole in norreno e Ubbe viene a scoprire che a insegnargliele è stato un uomo pazzo.

Gli Indiano lo accompagnano nella casa di quest’uomo e, colpo di scena, ecco spuntare un vecchio Floki (Gustaf Skarsgård). Provato ma tutto intero. L’uomo racconta di essere stato sbattuto per mare come loro e di essere poi finito in quella terra e di essre stato aiutato dagli indigeni.

Ma la convivenza, nonostante le premesse e l’iniziale scambio di doni, si prospetta difficile. In quella terra piena di ricchezze e di oro, l’avidità umana la fa da padrone e un omicidio rovina le prospettive di una convivenza pacifica. La terra è pur sempre degli Indiani e i vichinghi rischiano di impararlo a loro spese.

I filoni narrativi

Nonostante i diversi punti di vista che si susseguono, anche all’interno di uno stesso episodio, la narrazione resta ordinata e facile da seguire. Però ad essere onesti la trama in generale manca un po’ di quel guizzo, che fin qui aveva caratterizzato la storia. Con la fine di Bjorn tutto si fa più cupo, Hvitsärk e Ivar non riescono a sostituirlo e il loro arco narrativo è piuttosto deludente.

Diversa la storia per Ubbe, che con il viaggio verso le Americhe, ci ha mostrato un altro aspetto dei vichingi, che oltre ad essere temibili guerrieri sono passati alla storia per essere stati dei grandi navigatori. E invece niente. La storia viene abbozzata ma poi il tutto si chiude con Ubbe su una spiaggia americana, senza capire cosa voglia fare, se il suo viaggio pssa dirsi concluso o no.

I momenti davvero epici in questa stagione sono pochi, anche per questo l’addio risulta difficile, la sensazione è quella di un non finito, di una storia che avrebbe avuto bisogno di qualche episodio in più per essere chiusa come si deve. A chi mi dice che è così perché ci sarà una sorta di sequel “Valhalla” rispondo con scetticismo.

Le tematiche

Nelle stagioni precedenti era stato affrontato il tema della religione, con gli antichi dei pagani ormai dimenticati da molti in favore del Dio cristiano, questa dicotomia funzionava, ma è stata lasciata sullo sfondo senza risultare mai incisiva.

Bjorn, Ubbe, Hvitsärk e Ivar devono scomparire perché fanno parte ormai di un mondo di miti ed eroi che è destinato a tramontare. Finisce un’era e inizia un altro periodo. Ci stava, era perfetto, ma lo svolgimento non sempre è stato all’altezza delle aspettative.

Nonostante questa piccola macchia, Vikings resta una serie ben riuscita, con personaggi davvero ben fatti come Ragnar, Rollo, Lagertha e Bjorn. Resta epico per le riprese di paesaggi mozzafiato, per le ampie battaglie campali e per le azzeccate scelte di regia. Ci mancherà. Skål.

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Film e Serie TV

Final Fantasy 7 Advent Children: arriva la remaster in 4K

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Fina Fantasy 7 Advent Children: arriva la remaster in 4K

Final Fantasy 7 Advent Children è un lungometraggio in computer grafica del 2005, diretto da Tetsuya Nomura – famoso autore giapponese di videogiochi – e Takeshi Nozue. Nonostante il film sia arrivato l’anno successivo anche in Europa non ha riscosso un enorme successo, rimanendo un prodotto di nicchia ed evidentemente pensato per gli amanti della serie di Final Fantasy. Nulla vi impedisce di vederlo ma è caldamente consigliato aver già giocato all’originale videogioco Final Fantasy 7 per comprenderlo e goderlo a pieno, e se proprio avete intenzione di recuperare Advent Children sappiate che ne è stata annunciata una versione remaster in 4K.

Ecco il post di annuncio, dal profilo Twitter di Final Fantasy VII:

Une versione completamente rimasterizzata in 4K con il nuovo audio Dolby Atmos di Final Fantasy 7 Advent Children Complete arriverà in 4K Ultra HD l’8 di giugno.

Mentre Final Fantasy 7 non ha certo bisogno di presentazioni, anche alla luce del fatto che circa un anno fa ne è uscito il Remake – il quale ha riscosso un successo enorme – , forse è il caso di spendere qualche parola in più per Advent Children. La storia ha inizio due anni dopo la fine delle vicende del primo videogioco, a Midgar si presentano tre misteriosi personaggi che iniziano a rapire alcuni bambini e ragazzini che presentano i segni di una malattia chiamata geostigma. Cloud dovrà scontrarsi con il trio di malintenzionati per salvare i fanciulli e impedire la cosiddetta Reunion, per fare ciò si troverà costretto, suo malgrado, ad incontrare nuovamente vecchie conoscenze della Shinra. Nonostante i suoi sforzi, Cloud si renderà ben presto conto che non potrà fare tutto da solo e allora il vecchio team dovrà tornare sul campo di battaglia per salvare il mondo ancora una volta.

Se non avete ancora avuto l’opportunità di guardare FF7 Advent Children noi vi consigliamo di farlo, in particolar modo se siete fan della settima fantasia finale.

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