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Anime e Manga

Recensione della prima stagione de Le bizzarre avventure di JoJo

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È arrivata anche in Italia, attraverso la piattaforma Netflix, la prima stagione de “Le bizzarre avventure di JoJo”, trasposizione anime – affidata alla David Productions – della prima parte dell’omonimo manga ideato da Hirohiko Araki; l’opera prosegue ininterrottamente dalla fine degli anni ’80, riconosciuta come una delle più importanti nel panorama fumettistico internazionale ha il merito di aver influenzato tutti gli autori successivi e aver lasciato un segno indelebile nel mondo dell’intrattenimento in generale. 

I primi 9 episodi – degli attuali 26 usciti su Netflix – ricoprono la prima saga del manga, conosciuta col nome di Phantom Blood, e saranno l’oggetto di questa recensione, che ricordiamo contiene spoiler. I restanti episodi invece ripercorrono le vicende della seconda grande parte del manga, Battle Tendency, sulla quale ci concentreremo in un’altra occasione per evitare di appesantire troppo questa recensione perché di carne al fuoco ce n’è davvero molta. 



L’importanza di Phantom Blood

La trasposizione anime di questa prima parte de Le bizzarre avventure di JoJo è sicuramente un prodotto di qualità, i ragazzi di David Productions sono riusciti a confezionare un prodotto molto fedele al manga – alcune scene sono prese tali e quali al cartaceo – e questo è un bene perché chiunque si voglia approcciare all’opera di Araki non è costretto a recuperare il manga originale, che potrebbe non essere così allettante visto che risale agli anni ’80 e per forza di cose risente del peso degli anni.

Il primo impatto con l’anime di JoJo è un turbinio di colori e musiche quasi psichedelico, dalle vesti colorate alla resa grafica dei rumori – in stile fumetto – tutto è fatto per focalizzare lo sguardo dello spettatore che non deve vedere altro; in questo senso non può tacersi una critica all’anime che a causa di questa varietà di colori non riesce a cogliere a pieno quelle atmosfere gotiche e dark che invece regnano nel manga e che erano state volutamente scelte dall’autore, dichiaratosi fan dei film horror.



Quello che l’anime è riuscito a fare molto bene, nonostante l’esiguità delle puntate, è sottolineare il rapporto che lega i due protagonisti: Jonathan e Dio. Leggendo il riassunto (a seguito) possiamo capire che questo loro legame è il fulcro della storia; l’evoluzione di Jojo, da ragazzo buono ma irruento a uomo degno del nome Joestar è stata possibile grazie alla malvagità di Dio Brando, personaggio che ha gettato via la propria umanità per raggiungere i suoi scopi. In questo senso i due fratelli sono ai poli opposti ma sono necessari l’uno per la progressione e la trasformazione dell’altro.

Guardare l’anime di Phantom Blood è come leggere un buon romanzo di formazione – non a caso abbiamo scelto di dividere il riassunto in capitoli – perché in questa storia la crescita dei personaggi principali è il fulcro e le loro vicende sono la base che porterà al resto delle disavventure della famiglia Joestar. 

Gustatevi questi primi episodi senza pregiudizi e, rimanendo in tema di romanzo, per quanto riguarda questa recensione se non v’è dispiaciuta affatto, vogliatene bene a chi l’ha scritta, e anche un pochino a chi l’ha raccomodata. Ma se in vece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s’è fatto apposta.



Chapter One: Le (dis)avventure della famiglia Joestar

La storia narrata dalla penna del maestro Araki segue le avventure degli appartenenti ad una famiglia di origine inglese, i Joestar, che di generazione in generazione si trovano ad affrontare i nemici più strani e le situazioni più bizzarre.

Capostipite di questo sfortunato lignaggio e protagonista delle vicende di Phantom Blood è un ragazzo della Liverpool di fine ‘800 di nome Jonathan Joestar, figlio del ricco George Joestar I e conosciuto con il nomignolo di Jojo. La vita del piccolo viene segnata da un tragico incidente in carrozza che porta alla morte della madre, il padre George avrebbe fatto la stessa fine se non fosse stato per l’arrivo di Dario Brando, un poco di buono che si era avvicinato per trovare qualche prezioso da rubare ma che invece dovette, suo malgrado, salvare la vita del povero Joestar senior, il quale lo ringrazia promettendogli che si sarebbe sdebitato se mai Dario gli avesse chiesto aiuto.



Jonathan viene educato dal padre con i dettami morali dell’epoca vittoriana e l’intento del suo genitore era di renderlo un vero gentiluomo che un giorno potesse prendere le redini del prestigioso casato. Jonathan ci viene presentato come un ragazzo buono e gentile ma dai modi piuttosto irruenti e che tende a cacciarsi nei guai molto spesso, proprio grazie alla sua tendenza a gettarsi in aiuto dei più deboli senza pensare troppo alle conseguenze egli conosce Erina Pendleton, con la quale inizia un’amicizia che si trasformerà nel tempo in qualcosa di più. 

La vita del ragazzo prosegue serena negli agi di casa Joestar fino a quando il destino, nella forma di un biondo ragazzo, torna a bussare alla porta; egli è Dio Brando, figlio di Dario Brando – ora deceduto – che aveva deciso di riscuotere il favore dovutogli da George Joestar facendogli adottare suo figlio. L’arrivo di Dio avrebbe significato l’inizio delle disavventure non solo per Jonathan ma anche per molti dei suoi discendenti.



Chapter Two: La devastante giovinezza con Dio

Quando Dio arriva alla magione dei Joestar Jonathan lo saluta come un fratello, nella speranza di poter gettare la prima pietra sulla quale costruire un legame di amicizia e complicità, tuttavia il giovane Brando non si attarda a mettere subito in chiaro che lui è giunto per farsi educare e prendere possesso di tutte le ricchezze della famiglia quando sarà arrivato il momento, e l’unico vero ostacolo è Jonathan in quanto erede legittimo.

Dio dedica quindi ogni suo sforzo e ogni momento della sua vita alla distruzione sistematica del povero Jojo, in questo frangente di storia viene volutamente evidenziato come quest’ultimo sia surclassato da Dio in tutto ciò che fa: se egli è un bravo studente Dio è meglio, se Jonathan è un discreto pugile Dio lo riesce a sconfiggere ad ogni incontro (non senza l’uso di trucchetti però) e se il giovane Joestar apprende con fatica le buone maniere per Dio queste sembrano una seconda natura, nonostante le sue umili origini. L’intruso sa bene di essere superiore al suo rivale e utilizza questo espediente per farsi vedere dal padre adottivo come il figlio perfetto.



Due episodi in particolare aiutano a capire quanto Dio sia perfido e astuto nella sua voglia di distruggere completamente Jonathan: il primo accade quando egli incontra Erina Pendleton e le strappa di forza il primo bacio, tale violazione le rende impossibile guardare ancora in faccia l’amato Jonathan che si trova attonito di fronte al comportamento dell’amica; il secondo episodio invece è una vendetta da parte di Dio nei confronti di Jonathan che – fuori di sé dalla rabbia per aver scoperto cosa egli ha fatto ad Erina – colpisce il fratello adottivo con un pugno , in risposta Dio fa bruciare vivo l’innocente Danny, amato cane della famiglia Joestar e compagno inseparabile di Jojo.

Jonathan ha perso il rispetto degli amici, ha perso la sua amata Erina e infine ha perso il suo fedele amico, tutto a causa del fratello adottivo. Jonathan ha perso tutto ed è solo.



Chapter three: Piano diabolico, speranza rinata

A questo punto della storia abbiamo un salto temporale di circa 8 anni, Jonathan e Dio stanno per concludere i loro studi universitari, sono diventati le due star della squadra di rugby e sembrano andare d’amore e d’accordo ma le fraterne strette di mano sono solo una sceneggiata, Dio è ancora pronto a spogliare i Joestar dei loro averi e Jojo – che non è più il ragazzino sprovveduto d’un tempo (qui infatti abbiamo la prima vera trasformazione caratteriale del personaggio)– lo sa bene perciò tiene costantemente d’occhio l’intruso.

Le cose si complicano quando George Joestar viene colpito da un male misterioso che lo costringe a letto per molto tempo, Jonathan insospettito dalla condizione del padre ritiene che non sia un malessere qualunque e decide di indagare. A questo punto il protagonista scopre che è stato Dio ad avvelenare il suo padre adottivo e così aveva fatto anche con suo padre biologico, Dario Brando, per poter essere adottato dallo stesso George; il piano che aveva orchestrato era stato messo in moto molti anni prima. Per smascherare definitivamente il perfido Dio Jonathan si reca a Londra per indagare sul veleno utilizzato sul padre, qui fa la conoscenza del simpatico Robert E. O. Speedwagon che lo aiuterà in varie occasioni. Trovato il venditore da cui Dio si riforniva per il veleno Jojo torna a casa con l’intenzione di far arrestare il fratello.



Nel frattempo Dio ha scoperto le intenzioni di Jonathan e si reca a Londra per impedirgli di trovare il venditore, in una strada si scontra con due ubriaconi e – volendo provare la Maschera di Pietra, cimelio della famiglia Joestar che avrebbe utilizzato per uccidere Jonathan – Dio la fa indossare di forza ad uno dei due malcapitati che viene trafitto dagli spuntoni (che escono dalla maschera stessa quando questa viene sporcata di sangue umano) ma, con sorpresa del giovane Brando, questi viene trasformato in un essere abominevole dalla forza sovrumana, il mostro però sarà subito distrutto dalla luce dell’alba. Intrigato dalle nuove possibilità della maschera Dio torna a casa.

I due fratelli si incontrano nuovamente nella magione Joestar dove tutto è iniziato, entrambi hanno gettato ogni apparenza e sono decisi ad andare fino in fondo. Dopo aver fatto confessare il fratello Jonathan fa entrare dei poliziotti che stanno per arrestare Dio, egli però si ribella alle manette e cerca di uccidere Jojo finendo per colpire a morte il padre. Nella frenesia del momento i poliziotti sparano a Dio mentre questi indossa la maschera, dopo qualche secondo di morte apparente egli si rialza e uccide un poliziotto per poi berne il sangue, ora Dio è diventato un vampiro capace di trasformare in mostri anche gli altri esseri umani. Per nulla intimorito dalla trasformazione del fratello Jonathan prende coraggio e lo affronta, resosi conto della grande superiorità fisica del nemico egli decide di bruciare tutta casa Joestar per permettere agli altri di fuggire e finisce con l’impalare Dio su una statua. Speedwagon, che era sempre stato al fianco di Jonathan, torna per salvare l’amico, ma anche Dio Brando il vampiro è riuscito a scappare dalle fiamme…



Alcuni giorni dopo l’incidente Jonathan si risveglia in ospedale e scopre che Erina era rimasta al suo fianco per tutto il tempo della degenza, l’amore ritrovato dona un po’ di sollievo all’animo in lutto del giovane Joestar. Durante una normale passeggiata incontrano un personaggio alquanto particolare, tale Will A. Zeppeli che con una strana tecnica guarisce istantaneamente il braccio rotto di Jonathan, quest’ultimo incuriosito chiede all’uomo come abbia fatto ed egli risponde introducendo il ragazzo alla tecnica dell’Hamon che, grazie alla forza del corpo e ad una particolare tecnica respiratoria, permette di utilizzare un’energia simile a quella del sole con la quale si possono compiere imprese altrimenti impossibili. Dopo essersi allenato per qualche tempo con le nuove tecniche, e aver superato l’esame finale di Zeppeli che consisteva nello sconfiggere Jack lo Squartatore (diventato un accolito di Dio), Jojo ora sa di poter affrontare Dio alla pari e decide di andare a Windknights Lot, dove il fratello ha la sua fortezza e sta creando la sua armata di mostri.



Chapter four: La fine della rivalità e l’inizio della discendenza

Il gruppo formato da Jonathan, Zeppeli e l’immancabile Speedwagon arriva a Windknights Lot e viene subito messo di fronte alle orde di Dio, in particolare lo zombi di Bruford – un antico cavaliere – ingaggia Jonathan in un difficile scontro in un lago vicino, mancando la possibilità di respirare sott’acqua il ragazzo non può usare le sue abilità (che, ricordiamo, richiedono una particolare tecnica respiratoria) ma con un pizzico d’ingegno riesce a vincere l’insidioso nemico che gli consegna la sua leggendaria spada. 

I nostri eroi però non hanno tempo di riposare e vengono prontamente attaccati dallo zombi di un altro famoso guerriero, Tarkus che li trascinerà in un vecchio campo di addestramento per soldati. Lì egli li sfiderà ad un gioco di forza e riuscirà ad uccidere Zeppeli il quale, subito prima di spirare, passerà la sua forza vitale rimasta – nella forma di Hamon – a Jonathan che riuscirà nell’impresa di vendicare il suo maestro uccidendo il perfido avversario.



Jonathan e compagnia, tornati sulla strada per la fortezza di Dio, incontrano Tonpetty, Dire e Straizo, rispettivamente maestro e compagni del defunto Zeppeli, e si uniscono alla spedizione per uccidere il vampiro. Giunti alle stanze del nemico Dio riesce ad uccidere Dire mentre Speedwagon, Tonpetty e Straizo tengono a bada le orde nemiche, Jonthan si scontra con il fratello utilizzando la spada donatagli di Bruford per passare le difese del vampiro e colpendolo poi con la tecnica dell’Hamon pone fine allo scontro.

Dopo la sconfitta di Dio e la distruzione della Maschera Jonathan ed Erina si sposano e decidono di andare in America per la loro luna di miele. Durante la traversata dell’Oceano Atlantico Jonathan scopre che a bordo della nave c’è anche il venditore di veleni che anni prima era stato trasformato in zombi da Dio, scopre anche che Dio è ancora vivo, pur rimanendo solo la sua testa; dopo essere stato colpito al collo dal vampiro Jonathan non ha più modo di utilizzare le sue tecniche ma riesce a portare il motore della nave al limite della deflagrazione. Avendo convinto Erina a salvare un bambino, unico essere umano ancora rimasto sulla nave – in quanto gli altri erano già stati zombificati –, se stessa e il figlio nel suo grembo, Jonathan abbraccia la testa del fratello in un commovente addio.

Giurista appassionato di videogiochi che ama passare delle ore a guardare anime e serie tv, sembra una descrizione strampalata ma quando si aggiunge anche un sano amore per la palestra... il risultato è ancora peggio. Eppure una volta ero capace di vendermi bene.

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Berserk, opera di Kentaro Miura, rimarra incompiuto?

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kentaro miura berserk

Il manga Berserk, scritto e disegnato da  Kentarō Miura, è rimasto incompleto in seguito alla morte del mangaka. La domanda che si pongono tutti i fan è la stessa: qual è il suo destino? Il manga riprenderà, magari sotto una nuova direzione creativa?

Siamo spiacenti, ma il futuro di “Berserk” è attualmente incerto. Ti informeremo sulla rivista Young Animal non appena sarà deciso, quindi per favore aspetta. Grazie mille.

Questa la risposta di Young Animal, la rivista che per oltre trent’anni ha ospitato fra le sue pagine l’opera di Miura. Per avere una risposta definitiva, quindi, non ci resta che aspettare, e sperare per il meglio.

Il 21maggio scorso, l’assistente capo dello studio GAGA, collaboratore di Miura, aveva espresso la sua opinione, in linea con quanto scritto da Young Animal:

Non so cosa accadrà ora e non sono nella posizione di decidere ciò che dovremmo fare, quindi per ora mi prenderò una pausa dai social media. In ogni caso ci vorrà un po’ prima che possa accadere qualcosa. Infine, voglio ringraziare tutti i fan che hanno supportato Berserk e tutti i lavori del sensei Miura e spero che continuerete a supportarci.

Una cosa è certa: Berserk, senza Miura, non sarà più lo stesso.

Berserk: l’opera e l’autore

Berserk è stato uno dei manga più venduti di tutti i tempi, fin dal suo debutto nel 1989, e ha dato vita a diverse serie, lungometraggi anime, videogiochi ed innumerevoli altri prodotti. Miura era originario di Chiba e ha iniziato a disegnare manga da ragazzo stampando la sua opera di debutto all’interno delle pagine di una pubblicazione scolastica.

Nonostante sia stato pluripremiato per Berserk, la cui opera – che ormai procedeva a rilento – a questo punto rimarrà incompiuta, Miura ha lavorato a diversi progetti manga nel corso degli anni tra cui Gigantomachia e la Leggenda del Re Lupo.

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Bleach: al manga si aggiungerà un capitolo speciale

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Bleach: al manga si aggiungerà un capitolo speciale

Bleach è il famosissimo manga creato da Tite Kubo (pseudonimo di Noriaki Kubo), esso ha avuto un’enorme influenza nel mondo dei fumetti giapponesi – in particolare nella prima decade del 2000, quando l’opera era al massimo dello splendore –, tanto da essere stato considerato uno degli originali “big three”, assieme a One Piece e Naruto. La notorietà di Bleach è indiscussa e, nonostante un apprezzamento modesto della saga finale da parte del pubblico, chiunque vorrà potrà tornare a leggerne le pagine grazie ad un nuovo capitolo speciale, pensato e creato per festeggiare i 20 anni dell’opera.

Qui di seguito trovate un tweet, dal profilo Shonen Jump News, che conferma la notizia:

Bleach vedrà l’aggiunta di un nuovo capitolo speciale di 73 pagine, fatto per commemorare il ventesimo anniversario dell’opera. Il capitolo sarà presente nel numero 36/37 di Weekly Shōnen Jump.

Come avete potuto leggere il capitolo commemorativo sarà piuttosto corposo, circa 73 pagine, e sarà presente sulla rivista giapponese Weekly Shōnen Jump; la medesima rivista sulla quale lo stesso Bleach era settimanalmente pubblicato, prima della sua fine nel 2016.

Purtroppo sono solo queste le informazioni che abbiamo, al momento, riguardo questo nuovo capitolo del manga. Storia, personaggi che faranno la loro comparsa, eventi che accadranno sono tutti ancora avvolti nel mistero, dovremo dunque aspettare il 10 di agosto, data nella quale è prevista la pubblicazione del numero doppio di Weekly Shōnen Jump.

Voi cosa ne pensate dell’idea di celebrare il ventesimo anniversario di Bleach con un nuovo capitolo dedicato? Siete anche voi dei fan dell’opera di Tite Kubo e vi fionderete a leggere il capitolo appena disponibile?

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A Lezione di Anime Episodio 2: Neon Genesis Evangelion

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A Lezione di Anime Episodio 2: Neon Genesis Evangelion

Neon Genesis Evangelion è un’opera di fama mondiale, in particolare l’anime arrivato nel 1995 e composto da 26 episodi è riuscito a far breccia nel cuore di milioni di fan in tutto il mondo, tanto che Evangelion ancora oggi è visto e discusso. La creatura di Hideaki Anno, magistralmente animata dallo studio Gainax, è una storia ammantata di mistero, introspezione psicologica e robottoni, un mix che ha fatto faville e che ha portato moltissime opere successive a rifarsi ad essa.

Ecco che il successo di Neon Genesis Evangelion ha portato Netflix ha scegliere quest’ultimo come protagonista del secondo episodio di A Lezione di Anime, serie di video ove vengono brevemente analizzati alcuni esponenti di questo genere di intrattenimento.

Ecco il video, completamente in italiano, caricato sul canale YouTube di Netflix Italia:

Neon Genesis Evangelion è senza dubbio uno dei titoli fondamentali per farsi una cultura sugli anime. In questo secondo episodio di A Lezione di Anime, vi spieghiamo perché, chi si avvicina a questo meraviglioso mondo dell’animazione, prima di tutto, deve guardare lo storico titolo di Hideaki Anno uscito nel 1995.

Il video che avete appena visionato spiega un po’ tutto quello che c’è da sapere sull’opera di Anno – che noi vi consigliamo caldamente, qualora ancora non l’aveste vista -; un po’ come era stato fatto con l’episodio 1 di A Lezione di Anime, quest’ultimo dedicato a Demon Slayer – Kimestu no Yaiba (altra opera che ci teniamo a raccomandarvi).

Come avevamo detto anche in un altro articolo a riguardo: A Lezione di Anime è una serie di video pensata per coloro che non hanno mai visto un anime e che, in qualche minuto, delinea i tratti di una di queste opere. I prodotti animati giapponesi sono cresciuti in popolarità, è vero, ma ciò non toglie che ci potrebbero essere ancora delle resistenze da parte di chi – per ignoranza (nel senso meno offensivo possibile del termine) o pigrizia – non si è mai approcciato a questo tipo di visione. A Lezione di Anime propone una presentazione onesta e accattivante di un anime appunto, la scelta poi è sempre del fruitore.

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