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Recensioni

Recensione: Il fottuto Uomo Rana, crudo, geniale e folle

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Crudo, geniale, folle e più profondo di quello che ci si aspetta, ecco com’è Il fottuto Uomo Rana, fumetto che nasce dalla collaborazione tra la casa editrice Leviathan Labs e l’associazione culturale DOUbLe SHOt, scritto da Massimo Rosi per i disegni di Vito Coppola.

Un fumetto che va controcorrente, che non parla di supereroi o della lotta del bene contro il male, ma di un eroe, decisamente ante litteram, che per salvare gli animali e l’ecosistema naturale farebbe di tutto…perfino uccidere senza pietà le persone!

Personaggi e disegni

Il nostro protagonista è l’Uomo Rana, e vi starete chiedendo: “Quali super-poteri ha e come li ha acquisiti?” Beh la follia inizia qui, da un delirio: non si sa se l’uomo abbia davvero acquisito i poteri mangiando le rane o semplicemente si sia “fottuto” il cervello perché queste erano allucinogene.

Insomma un eroe, mai consacrato, che si elegge a paladino della giustizia, la “sua” almeno. L’Uomo Rana è un personaggio complesso e fin troppo serio, ma crea situazioni che sono talmente stranianti ed estreme da strappare qualche volta un mezzo sorriso.

Lui è folle, ma nella sua follia c’è un piano, un ideale e uno scopo: non è il supereroe buonista al quale alcuni fumetti ci hanno abituato, ma un “punitore” determinato a contrastare chiunque metta a rischio animali e ambiente, che si tratti di una piccola rana vittimizzata per strada o per vendicare dei cani periti per degli esperimenti.

I testi di Massimo Rosi prendono forma in maniera sorprendete attraverso i fantastici disegni di Vito Coppola, che sono energia pura e riescono a trasmettere la forza vibrante del fumetto, anche grazie all’attento uso dei colori di Renato Stevanato.

Il fottuto Uomo Rana: la trama

Grande come un armadio a sei ante il nostro eroe è pronto a lanciarsi contro chiunque faccia del male agli animali, grandi o piccoli che siano. Chi è? Da dove viene? Nessuno lo sa. Quel che è certo è che è armato fino ai denti, ha un brutto carattere e se ne va in giro con un copricapo a forma di rana. Ed è pronto ad usare qualsiasi mezzo per portare la giustizia, la sua almeno, contro chi abbia intenzione di sfruttare dei poveri animali per i propri fini malvagi. Che gli animalisti e i gruppi non violenti si facciano da parte. C’è un nuovo eroe in città.

La storia

Questo primo volume introduce alcuni aspetti della trama collocandoli in un contesto storico realistico e drammatico, che si rifà a diversi fatti della storia recente come la guerra in Afghanistan, inserendo anche personaggi reali in contesti però nuovi.

La narrazione procede alternando al presente alcuni flashback ben studiati, che spiegano come il soldato si sia trasformato nell’Uomo Rana, senza però far perdere il filo al lettore. In un certo senso l’estremismo del protagonista si trasforma in un perversa forma di giustizia dopo aver capito meglio come tutto è nato.

Buoni, cattivi ed ecoterroristi

In questo fumetto non ci sono i classici “buoni e cattivi”, questo dualismo ha un po’ stancato e non risponderebbe al bisogno di una narrazione che vuole volutamente presentare un personaggio sopra le righe: non è un uomo, né un animale, non è cattivo, né tanto meno buono.

Starà al lettore cercare di capire le ragioni dell’Uomo Rana: in questo modo il fumetto diventa decisamente moderno poiché affronta tematiche forti e attuali come la protezione dell’ambiente e degli animali. L’Uomo Rana è un ecoterrorista senza freni e senza remore, per alcuni potrebbe sembrare un pazzo per altri un eroe.

Considerazioni finali

Questo fumetto era una di quelle cose che mancava, un eroe che non è un eroe, un personaggio folle e allo stesso tempo carismatico che ci pone più domande che risposte. Le tematiche trattate avrebbero potuto renderlo un fumetto noioso, didascalico e perbenista, ma non è così: il nostro eroe è pronto a fare giustizia e la farà a modo suo, senza pietà!

Se vi interessano altri volumi targati Leviathan Labs/DOUbLe SHOt potete leggere la nostra recensione di Gaijin Salamander.

Faccio parte di quella strana categoria di persone che, nonostante ci siano mille film da guardare, milioni di manga da leggere e trecento nuovi titoli di videogiochi, si fissa sempre sulle solite cose, per poi passare notti intere a rimettersi in pari con il mondo. Laureata in Lettere e in Editoria e Giornalismo, colleziono libri antichi in modo ossessivo, adoro piante e gatti e pratico judo da anni nella speranza di diventare, se non invincibile, almeno più saggia.

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Fumetti e Cartoni

Samuel Stern 33: I giochi di Barney

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Con l’arrivo del torrido mese di agosto, esce in edicola il fresco numero di casa Bugs Comics: Samuel Stern 33. Intrigante albo intitolato: “I giochi di Barney“.

Samuel Stern 33: la trama

La storia inizia in una Edimburgo del ’75, dove il signor Angus fa la conoscenza con un insolito vecchietto.

Successivamente torniamo ai giorni nostri. Vanessa viene indirizzata da Duncan a cercare aiuto da Samuel Stern che tuttavia rimane scettico. Duncan spiega a Samuel che i tragici eventi capitati alla famiglia di Vanessa sono troppo insoliti per poter essere considerati delle semplici coincidenze.

Inoltre Duncan rivela che Vanessa ha la capacità di sentire alcune presenze, così a quelle parole, Samuel Stern decide di iniziare ad indagare.

Narrazione e disegni

La storia ad opera del trio FumasoliFiladoroSavegnago gioca su ambientazioni e alcune esigenze narrative conosciute per poter imbastire il nucleo stesso della trama.

La cosa che colpisce di più, in senso positivo, sono proprio i disegni di Minotti.

Le tavole si sposano bene con l’ambientazione della storia e i tratti decisi, le ombreggiature e i continui grigi così abbinati ricordano un stile molto americano, perfetto per l’episodio.

Conclusioni

Samuel Stern 33 è un volume che mi è piaciuto. Scorre parecchio velocemente e, per questo, lo trovo anche molto indicato per il periodo estivo dove spesso leggiamo fumetti su una sdraio o in balcone mentre si prende il sole.

Tuttavia la storia non pecca di banalità, anzi crea una trama che ho trovato intrigante, supportata da quello che per me è stato il pezzo forte: i disegni.

Non sono solito elogiare così i disegni, ma in questo volume li ho trovati molto “freschi” e accattivanti.

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Fumetti e Cartoni

Dylan Dog 431: Nulla è per sempre

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Dylan Dog 431 è l’albo intitolato “Nulla è per sempre“, edito da Sergio Bonelli Editore, in edicola nel mese di agosto.

Dylan Dog 431: la trama

La storia inizia con Gertie una ragazza che lavora in un call-center. Gertie scopriamo essere una ragazza alquanto remissiva, sfruttata dalle amiche e che vive con la madre. O meglio, viveva con la madre, poiché l’anziana signora è morta, ma la figlia spesso la immagina e ci parla ancora.

Gertie si dirige al cimitero, a parlare con la madre, quando un giovane di nome Craig, le confessa di aver avuto un colpo di fulmine. I due trovano subito sintonia. Ma l’amato ragazzo nasconde un segreto.

Narrazione e disegni

La storia è scritta da Marzano che riesce a creare un ritmo molto intrigante, andando a smussare tematiche e situazioni che empatizzano in maniera coinvolgente con il lettore.

Freghieri, invece, compone le sue tavole fondendosi con i suddetti testi. Riconosciamo in tratto molto espressivo e diverse scelte vignettistiche che aiutano molto a concentrarsi sulle varie sfumature della sequenza.

Conclusioni

Dylan Dog 431 “Nulla è per sempre” è un albo che mi ha sorpreso in senso positivo. Sinceramente ho iniziato a leggere l’episodio sopraffatto dal caldo, ma man a mano che lo leggevo, mi intrigava sempre di più, facendomi completamente dimenticare delle proibitive temperature.

L’elemento che più mi ha affascinato di questo volume è il personaggio di Gertie, così sfaccettato, ma semplice così comprensibile, ma a suo modo singolare che non può che sedurre l’attenzione del lettore.

Se vi siete perse le altre recensioni di Dylan Dog le trovate qui.

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Fumetti e Cartoni

Samuel Stern 32: Il sangue dei martiri

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samuel stern

Dopo il successo de “Il corpo e il sangue”, questo mese è arrivato in edicola Samuel Stern 32 “Il sangue dei martiri”. Il trentaduesimo episodio dell’omonima serie edita da Bugs Comics, che ringraziamo per l’anteprima.

Samuel Stern 32: la trama

La storia inizia con Ana Rodriguez, una ragazza in viaggio in metro. Viene avvicinata da una vecchietta che le chiede se stia onorando la paura. Terrorizzata Ana scende dalla metro per ritrovarsi ad una fermata che non conosce. Là viene assalita, ma appena sta per essere uccisa si sveglia: sta ancora sul sedile della metro. Sembra solo aver fatto un incubo.

Samuel Stern passeggia con Lily, le chiede se abbia intenzione di andare a vivere con lui ma la bimba risponde che le ombre non sono d’accordo: “… le ombre sono mie amiche.” aggiunge. Ed è sulle ombre che il nostro Samuel si troverà ad indagare con Duncan sul caso di Ana Rodriguez.

Narrazione e disegni

L’ormai nota coppia FiladoroSavegnago ci regala questo capitolo a dir poco entusiasmante. Non accennano ad abbassare l’asticella, creando una storia ricca d’azione e con diversi elementi davvero interessanti e sorprendenti.

Farina si affianca al duo con un tratto accurato ed espressivo. Tavole molto valide sia in sequenze d’azione che in ritmi più intimi ed emotivi; creando un comparto visivo in grado di dare risalto alla trama e alla narrazione.

Conclusioni

Samuel Stern 32 “Il sangue dei martiri” è un albo che mi ha colpito. Riesce a combinare ben alcuni elementi che presi da soli risulterebbero magari azzardati, ma che poi riescono a dare il massimo in questo volume.

Ho trovato molto particolari alcune scelte narrative, ma con mio grande stupore mi sono dovuto ricredere verso il finale. I disegni, come già detto, aiutano moltissimo e facilitano ad empatizzare con i personaggi durante la storia, creando molto immedesimazione nel lettore.

Questo Samuel Stern lo consiglio: è un numero fresco e “nuovo” ideale per questo mese così attanagliato dal caldo!

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