Connect with us
The-Promised-Neverland-recensione The-Promised-Neverland-recensione

Anime e Manga

Recensione:  The Promised Neverland, dove nulla è come sembra

Published

on

È quasi impossibile essere appassionati di fumetto o animazione giapponese e non averne almeno sentito parlare: The Promised Neverland, figlio della penna di Kaiu Shirai e della matita di Posuka Demizu, è già da qualche tempo entrato a pieno titolo nell’Olimpo degli shonen contemporanei. Posizionatosi al terzo posto nella classifica di vendita 2019 delle storie pubblicate sulla leggendaria rivista Weekly Shonen Jump (dietro solo a un mostro sacro come One Piece e a un altro “nuovo arrivato”, Demon Slayer), The Promised Neverland ha dimostrato e continua a dimostrare al mondo come il manga per ragazzi abbia ancora molto, molto da dare. Lo fa grazie a una storia profonda e avvincente, che stupisce in modi sempre nuovi ed esplora il “battle shonen” da un angolo raramente intrapreso prima.



L’anime

Stando a notizie recenti, il manga starebbe per concludersi: una notizia agrodolce, che testimonia tuttavia la presenza di una visione autoriale integra, non disposta ad allungare artificialmente, dietro le lusinghe del successo, una parabola narrativa la cui conclusione era evidentemente orchestrata fin dall’inizio.

La conclusione del manga, comunque, non ci lascerà digiuni delle (dis)avventure dei ragazzi della Grace Field House. Come per pressoché qualsiasi shonen di successo, infatti, The Promised Neverland sta ricevendo un adattamento animato; e che adattamento animato. Prodotto da CloverWorks, disponibile in Italia anche su piattaforme Streaming di primo piano come Prime Video e Netflix, l’anime di The Promised Neverland sembra promettere, da questa sua prima stagione, un’esperienza pienamente degna dell’opera da cui è tratto.

Prima di addentrarci nella recensione vera e propria, però, una seconda premessa: parlare di The Promised Neverland senza accennare anche solo vagamente a degli spoiler è pressoché impossibile. Se avete cliccato su quest’articolo senza aver visto prima l’anime o letto il manga, sappiate che i primissimi twist dovranno necessariamente essere rivelati per fornire una completa visione d’insieme. Chi odia anche la più piccola forma di spoiler, esca subito e torni più tardi; chi invece è disposto a “rovinarsi” i primissimi colpi di scena così da farsi un’idea più chiara, salga pure sulla giostra.

La Trama

I nostri protagonisti, Emma, Norman e Ray sono tre bambini che hanno vissuto la quasi interezza dei loro 11 anni all’interno di un orfanotrofio di campagna, la “Grace Field House”. Al tempo delle vicende della storia sono in assoluto i più grandi del folto gruppo che abita la struttura: entro i 12 anni, infatti, tutti i piccoli abitanti vengono affidati a una famiglia che possa prendersi cura di loro da quel momento in avanti. O per lo meno, così viene loro raccontato.

L’unica persona adulta all’interno dell’orfanotrofio è una donna a cui bambini si riferiscono semplicemente come “Mamma”, Madame Isabella. Si tratta, a tutti gli effetti, dell’allevatrice dei bambini: è amorevole, materna, perennemente sorridente e disponibile. Una madre idealizzata, quasi angelica. Fin troppo perfetta. Al punto che il suo carattere e il suo modo porsi potrebbero essere visti come uno dei tanti elementi in grado di “tradire” precocemente come l’idilliaco stile di vita condotto dai bambini della Grace Field nasconda ben più oscure realtà. Simili indizi possono trovarsi nei numeri marchiati sul collo dei bambini (normali agli occhi di quest’ultimi, tutt’altro che tali agli occhi dello spettatore), nei test d’intelligenza a cui gli orfani vengono giornalmente sottoposti e nell’aura di mistero che circonda il mondo oltre i confini dell’orfanotrofio.



La Recensione

Sotto questo punto di vista, la prima puntata di The Promised Neverland è un piccolo capolavoro. La felicità dei bambini, le loro amicizie, la loro vita felice e spensierata, l’amore che ricevono quotidianamente dalla “mamma” sono presentati in modo talmente credibile, talmente concreto che si è quasi portati a sperare che i per noi evidenti campanelli d’allarme non siano davvero tali; a sperare che sia tutto una coincidenza, che non ci sia sotto nulla di losco, nessuna potenziale tragedia. La storia ci induce con l’inganno a sperare come non possa trattarsi di una bugia: specialmente quando Isabella si è dimostrata così sincera, così genuina nelle cure e nell’affetto donati a quei bambini.

Ma al tempo stesso, ne siamo consapevoli: senza conflitto, non avremmo una storia. E la prima puntata non manca di ricordarcelo nella maniera più crudele, più impattante possibile, quando Conny, una dolce, ingenua bambina di sei anni sta per essere mandata via dall’orfanotrofio. Agli occhi di lei e di tutti i bambini, Conny sta per essere data in adozione a una famiglia che l’amerà per sempre. Purtroppo, la realtà dei fatti è tutt’altra.

Quando Emma e Norman, due del nostro trio di protagonisti, seguono Conny e la Mamma al cancello che separa l’orfanotrofio dal mondo esterno con l’intento di riportare a Conny un giocattolo lasciato indietro, si imbattono accidentalmente in una scena terribile: il corpicino di Conny, senza vita, giace sul retro di un camion in partenza verso l’esterno; uno strano fiore le fuoriesce da una ferita nel petto. E per quanto straziante, la vista della bambina morta non è per i due l’esperienza più traumatica. Dopo aver sentito delle voci ed essersi nascosti sotto al veicolo, Emma e Norman scoprono che i responsabili della morte della piccola sono delle creature mostruose, abominevoli, rapidamente battezzate “demoni”; ma soprattutto, scoprono che l’orfanotrofio non è altro che un allevamento; una fattoria di carne umana pregiata, i cui prodotti, i bambini, sono destinati all’esclusivo palato dell’alta società dei “demoni”. Quel che è peggio, la tanto amata Mamma è loro complice: ogni aspetto del carattere di Isabella non è altro che una bugia.

Inutile dire che questa scoperta sia l’evento che mette in moto ogni singolo ingranaggio della trama da qui in avanti. Superati lo shock, l’iniziale rifiuto a credere che nulla di tutto ciò a cui hanno appena assistito fosse reale e la disperazione della resa dei conti con l’evidenza, Emma, Norman e successivamente Ray si trovano lavorare insieme contro un nemico che, fino al giorno prima, avevano considerato una figura di riferimento, e quanto di più vicino ci fosse a un vero genitore.



Davide contro Golia

Ed ecco che comincia un magistrale retelling di Davide contro Golia: la storia di una lotta apparentemente senza speranza tra una manciata di undicenni e una donna adulta, manipolatrice e senza scrupoli, con alle spalle un’intera società di demoni mostruosi che vedono i bambini come nulla più che un bocconcino prelibato. Tuttavia ora che i tre sanno, ora che la bugia madre è stata smascherata, la stessa qualità che rende Emma, Norman e Ray così desiderabili per i palati demoniaci potrà venir loro in aiuto nel loro tentativo di sopravvivere: l’intelligenza. I test quotidiani sopra nominati, che non servivano ad altro che sviluppare il cervello dei bambini (la “parte migliore”, secondo il perverso gusto dei demoni) hanno contribuito a renderli molto più furbi, molto più adattabili, molto più saggi di qualsiasi undicenne a cui potremmo pensare. E le loro decisioni lo riflettono: ognuno con un suo punto di forza, i tre riescono a trovare una sinergia quasi impeccabile, che si riflette magistralmente nella qualità innegabile delle loro dinamiche d’interazione e dei loro dialoghi. I tre genietti della Grace Field sono, a tutti gli effetti, la squadra perfetta sia dentro che fuori la continuità narrativa, riuscendo magistralmente a fungere da fulcro tematico ed emotivo delle vicende.



Che storia sarebbe senza i villain?

Senza nulla togliere agli antagonisti. Madama Isabella prima e Sorella Krone poi sono forse alcuni tra i “cattivi” più interessanti e sfaccettati che il mondo dell’animazione orientale abbia avuto da offrire negli ultimi anni: niente più che giovani donne, che tuttavia riescono, con la sola forza del loro carattere e delle loro sottintese intenzioni a risultare ben più intimidatorie, ben più terrificanti degli effettivi mostri che attendono i bambini al di là delle mura dell’orfanotrofio. Il tutto, senza scivolare nella facile trappola dell’unidimensionalità: entrambe le allevatrici hanno le loro motivazioni, i loro trascorsi e i loro rimpianti; riescono a far trasparire, tramite la loro caratterizzazione, quanto il loro attuale essere sia un prodotto di una società distopica, crudele, in cui gli umani non sembrano avere più voce in capitolo di una bestia da macello.



Kill or be killed

Sopravvivenza” è l’inevitabile tema che sembra permeare da ogni scena di quest’anime. Per i protagonisti, così come per gli antagonisti. Più nello specifico, il prezzo della sopravvivenza: quanto l’essere umano sia disposto a sacrificare, degli altri e di se stesso, per continuare a vivere. Un tema esplorato organicamente, sotto diverse luci, schivando quanto basta sia il troppo spietato realismo più tipicamente nostrano, sia lo smielato ottimismo che spesso piaga le produzioni orientali (qualcuno ha detto “il potere dell’amicizia”?): un equilibrio difficile, ma finora perfettamente mantenuto.



La fedeltà

Arrivati a questo punto, i più attenti potrebbero aver notato che tutte le considerazioni fatte finora potrebbero applicarsi sia all’anime, sia al manga. Questo perché i due prodotti, fatta dovuta eccezione delle unicità grammaticali di ciascun medium, sono fondamentalmente analoghi in qualità di contenuto. L’adattamento di CloverWorks è fedele alla storia, allo stile e allo spirito del prodotto originale, fatto che, a mio modesto parere, rende la scelta dell’uno o dell’altro mezzo di fruizione della storia una mera questione di preferenza personale. Dalla sua, l’anime ha certamente un’ottima animazione, un’ancora migliore recitazione e un accompagnamento musicale in grado di corroborare i momenti più impattanti. Una particolare nota di merito va riservata alla decisione dello studio di chiudere la prima stagione in un punto preciso: così facendo, sono stati in grado di donarci una storia che è sì parte di una narrativa più grande, ma che riesce comunque a donarci un’esperienza emotiva completa, che al tempo stesso soddisfa e lascia l’osservatore a bramare di più.



Conclusioni

C’è poco da fare: che sia su volume o su schermo, The Promised Neverland merita tutta la fama e il successo che sta guadagnando. La sua storia avvincente e imprevedibile, i suoi personaggi profondi e sfaccettati sono esempio di quell’ottima e coraggiosa scrittura di cui il panorama shonen ha, oggi più che mai, disperatamente bisogno.

Se non l’avete già fatto, dategli un’opportunità: non ve ne pentirete.

Letterato e giornalista di formazione, scansafatiche poliedrico di professione. Il mio super potere è la capacità di interessarmi di pressoché qualsiasi cosa e dedicargli un’attenzione media di 7,8 secondi. Con le dovute eccezioni. Quando non perdo tempo, lavoro. Quando non lavoro, scrivo. Quando non scrivo, consumo media o gioco di ruolo. Quando non consumo media e non gioco di ruolo, perdo tempo. Il cerchio della vita.

Advertisement
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Anime e Manga

Atelier of Witch Hat: è stato annunciato l’adattamento anime

Published

on

atelier-of-witch-hat

Finalmente è stato annunciato l’adattamento anime del manga di Kamome ShirahamaAtelier of Witch Hat“. Un titolo che ha saputo conquistarsi molti lettori in tutto il mondo, piazzandosi nei posti alti delle classifiche dei manga del 2020.

Il manga arrivato 7° al Taisho award e tra i finalisti al Kodansha manga award, e con questi numeri non poteva che attirare l’attenzione anche in Italia dal momento che Planet Manga ha acquistato i diritti della serie nel nostro Paese. Attualmente sono stati pubblicati 8 volumi della serie.

Ecco come l’editore presenta la serie:

Da dove viene la magia? Nessuno lo sa, dal momento che agli esseri umani nati senza poteri essa è preclusa. La piccola Coco riesce a carpirne il segreto, ma il suo entusiasmo ben presto sfuma: gli incantesimi infatti celano un insondabile abisso di mistero”.

Dell’adattamento anime di Atelier of Witch Hat non si hanno però ulteriori sia per quanto riguarda la data d’uscita che lo studio di animazione che sarà incaricato del progetto.

Siete curiosi di vedere se questo adattamento sarà all’altezza delle aspettative?

Continue Reading

Anime e Manga

My Hero Academia: The Movie – World Heroes’ Mission arriva al cinema questo novembre

Published

on

My hero academia world heroes' mission

Arriverà nelle sale italiane dal 18 al 21 novembre distribuito da Nexo Digital in collaborazione con Dynit MY HERO ACADEMIA: THE MOVIE – WORLD HEROES’ MISSION, il terzo lungometraggio della popolarissima serie che ha conquistato il primo posto al botteghino giapponese battendo tutti i precedenti record di incassi.

Attorno all’universo di My Hero Academia ruota un mondo: i manga hanno sbriciolato ogni record di vendite (arrivando a raggiungere 50 milioni di copie in circolazione in tutto il mondo), il videogioco per Playstation 4 ha ottenuto ottime recensioni su tutti i siti specializzati, e non manca nemmeno un vastissimo catalogo di merchandising che spazia dalle t-shirt alle tazze, dai mousepad fino ai calendari e portachiavi e non per ultima la serie televisiva giunta in Italia alla quarta stagione e ormai diventata un classico dell’animazione giapponese.

My Hero Academia: The Movie – World Heroes’ Mission: trama

Il film vede protagonisti Deku, Bakugo, Todoroki e tutti gli altri studenti della classe A e racconta una storia completamente originale che si pone all’interno dell’arco narrativo del tirocinio da Eroi presso l’Agenzia di Endeavor nella stagione invernale (è stata intanto annunciata la sesta stagione dell’anime).

Un gruppo misterioso chiamato ‘Humarise’ crede ciecamente nella teoria dell’eredità dei Quirk secondo cui le unicità tramandante di generazione in generazione darebbero vita a un potere finale che potrebbe condurre l’umanità all’estinzione. Convinto che i Quirk siano malattie, il gruppo punta a ripulire il mondo da tutti coloro che ne possiedono uno.

Per questo pianta le ‘Trigger Bombs’ in varie città del mondo, costringendo il portatore di un Quirk a esplodere causando omicidi di massa. Per salvare l’umanità, gli Eroi Professionisti hanno chiesto agli aspiranti Eroi del Liceo U.A. in corso di tirocinio di assisterli e di creare un team mondiale di Eroi selezionati. Obiettivo: fermare le bombe.

Deku, Bakugo e Todoroki, che stanno temporaneamente lavorando presso l’Agenzia di Endeavor, sono chiamati a spostarsi in una città lontana di nome ‘Otheon’. Ma, durante l’operazione, Deku viene coinvolto in un evento catastrofico che lo inchioda erroneamente come uno dei criminali più ricercati al mondo. Toccherà agli Eroi salvare il mondo e il futuro in quella che pare essere la più pericolosa crisi nella saga di My Hero Academia!

Produzione

  • Regia: Kenji Nagasaki
  • Soggetto originale: Kōhei Horikoshi
  • Storia originale: Kōhei Horikoshi
  • Sceneggiatura: Yousuke Kuroda
  • Design Personaggi: Yoshihiko Umakoshi
  • Produzione animazioni: BONES
  • Una produzione Toho Animation

Il manga

My Hero Academia è il manga creato da Kohei Horikoshi e pubblicato su Weekly Shonen Jump di Shueisha da luglio 2014. Protagonista è Izuku Midoriya, un ragazzo che vive in un mondo in cui tutti hanno dei super poteri, tranne lui! Il suo sogno è diventare un supereroe, e grazie a un colpo di fortuna, viene scelto come erede dal più forte eroe del mondo, All Might, e si iscrive in una scuola per eroi professionisti.

La Stagione degli Anime al Cinema è un progetto esclusivo di Nexo Digital distribuito in collaborazione con Dynit e col sostegno dei media partner MYmovies.it, Lucca Comics & Games e VVVVID.

Continue Reading

Anime e Manga

My Hero Academia World Heroes’ Mission: trailer italiano del lungometraggio

Published

on

My Hero Academia World Heroes’ Mission: trailer italiano del lungometraggio

My Hero Academia World Heroes’ Mission è il prossimo lungometraggio tratto dall’opera più famosa del mangaka Kōhei Horikoshi, arrivato nelle sale cinematografiche giapponesi ad inizio agosto 2021, il film è ormai pronto per approdare anche nel resto del mondo. Per quanto riguarda la disponibilità in Italia i fan non dovranno attendere ancora molto: le date nelle quali potremo andare al cinema a vedere World Heroes’ Mission vanno dal 18 al 21 novembre compresi. A confermare la lieta notizia è l’ultimo trailer uscito.

Potete trovare il video caricato sul canale YouTube di Dynit – e completamente in italiano – qui di seguito:

Il 18-19-20-21 novembre arriva il nuovo lungometraggio dei giovani super-eroi che stanno distruggendo ogni record.

Plus Ultra! Oltre l’impossibile per salvare il modo!

Di cosa tratterà My Hero Academia World Heroes’ Mission? Le informazioni che abbiamo per il momento (e quanto visto dai vari trailer e spezzoni di film che già circolano per internet) indicano che questa volta la minaccia è nella forma di un’organizzazione di stampo terroristico che mira alla fine della società. Stante l’imminente crisi globale, toccherà agli eroi farsi avanti per salvare la situazione, in particolare il trio Midoriya, Bakugo e Todoroki sembra essere quello che godrà della maggior attenzione.

Per quanto riguarda invece il reparto creativo e di produzione, questo terzo film della serie è prodotto dallo studio Bones (Soul Eater, Full Metal Alchemist: Brotherhood, My Hero Academia) e supervisionato dall’autore stesso Kōhei Horikoshi, la direzione del progetto è nelle mani di Kenji Nagasaki e la scrittura è di Yōsuke Kuroda. Per quello che abbiamo visto e sentito nel trailer, le voci dell’adattamento italiano dell’anime dovrebbero tornare.

Tutti al cinema fra poco più di un mese per il nuovo film: My Hero Academia World Heroes’ Mission.

Continue Reading

Supporta il sito

Aiutaci a mantenere il sito aperto! Daily Nerd è un progetto gestito interamente da volontari, ma mantenere un sito ha dei costi. Se vuoi sostenerci basta un euro per aiutarci.

Be brave, be #Nerd

.

Advertisement

Trending