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Film e Serie TV

Vikings: la fine si avvicina

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Per tutti i vichinghi prima o poi viene il momento di separarsi da questo mondo e farsi guidare dalle valchirie nel Valhalla, ma non prima di un ultimo scontro, e siamo certi che così sarà il finale di Vikings: EPICO.

Ormai siamo alla fine di questa incredibile avventura iniziata nel 2013 con l’uscita della prima stagione dell’acclamato dramma storico di Michael Hirst, Vikings. Netflix tramite i suoi Social ha condiviso la notizia che il 5 marzo uscirà la tanto attesa sesta e ultima stagione, come le volte precedenti divisa in due parti di 10 episodi ciascuna.

Non abbiamo ancora novità per quanto riguarda la data di rilascio della seconda e ultima parte, ma possiamo svelare quale sarà la trama di quella in uscita. La sesta stagione di Vikings riprende dopo la battaglia tra i figli di Ragnar, conclusasi con la sofferta vittoria di Bjorn Ironside (Alexander Ludwig) che libera Kattegat dal dominio tirannico di Ivar (Alex Høgh Andersen).

Bjorn come nuovo re dovrà dimostrarsi all’altezza del padre Ragnar e non mancheranno i rivali che metteranno a rischio il suo potere e nemmeno le riflessioni morali sul peso e responsabilità della corona.

Nel frattempo continua la lotta per la Scandinavia mentre Ubbe (Jordan Patrick Smith) e Torvi (Georgia Hirst) partono verso l’Islanda per scoprire il mistero della scomparsa di Floki (Gustaf Skarsgård) e Hvitserk (Marco Ilsø) porta avanti la sua personale vendetta contro Ivar, che di certo non starà ad attenderlo, ma troverà un temibile alleato. Non mancheranno colpi di scena, nuovi personaggi e anche qualche triste addio.

Vi lasciamo con l’entusiasmante trailer della sesta stagione, che altro aggiungere? Skål!

 

Faccio parte di quella strana categoria di persone che, nonostante ci siano mille film da guardare, milioni di manga da leggere e trecento nuovi titoli di videogiochi, si fissa sempre sulle solite cose, per poi passare notti intere a rimettersi in pari con il mondo. Laureata in Lettere e in Editoria e Giornalismo, colleziono libri antichi in modo ossessivo, adoro piante e gatti e pratico judo da anni nella speranza di diventare, se non invincibile, almeno più saggia.

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Eternals: Ikaris come leader degli Avengers, Richard Madden non lo esclude

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Eternals: Ikaris come leader degli Avengers, Richard Madden non lo esclude

Eternals è uno dei prossimi film in uscita che andrà ad arricchire il già vasto mondo del Marvel Cinematic Universe e, stando a quanto abbiamo appreso fino ad ora, sarà una delle pellicole più importanti per il futuro della saga. L’importanza non sarà data solo dagli avvenimenti che si mostreranno allo spettatore ma anche dai personaggi che verranno introdotti con Eternals, in particolare Ikaris – uno dei protagonisti – pare addirittura un candidato come prossimo leader degli Avengers.

Richard Madden, l’attore che interpreta il potente Eterno, ha rilasciato un commento sulla possibilità di Ikaris di diventare il nuovo punto di riferimento del gruppo dei Vendicatori (ruolo prima ricoperto da Tony Stark/Iron Man). Le parole dell’attore si trovano sul sito WeGotThisCovered, ecco una traduzione:

Non saprei. So che è un buon leader e che è un buon soldato. Se queste sono due caratteristiche necessarie per guidare gli Avengers, allora lui le possiede. Ma non potrei mai predire una cosa del genere”.

Richard Madden non si sbilancia dunque, crede che Ikaris potrebbe essere un buon capo per gli Avengers perché possiede delle qualità utili in battaglia e fuori ma tutto dipende da come evolverà il Marvel Cinematic Universe. Anche perché non è l’unico personaggio che potrebbe andare a ricoprire il ruolo che fu di Iron Man, segni di un passaggio di testimone ci sono già stati con Spider-Man. Staremo a vedere.

Per quanto riguarda il film, Eternals sarà disponibile nelle sale cinmatografiche italiane dal prossimo 3 novembre per la regia di Chloè Zao. Il cast vedrà, oltre al già citato Richard Madden nei panni di Ikaris, Gemma Chan come Sersi, Kumail Nanjiani sarà Kingo, Angelina Jolie sarà Thena, Salma Ayek interpreterà Ajak e infine Kit Harington sarà Dane Withman.

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Dune, alti e bassi di un colossal che ha ancora tanto da dire, la recensione

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Dopo tantissimo tempo siamo potuti tornare al cinema (anche se con distanziamento, mascherine e green pass), ma l’emozione è stata fortissima. Noi siamo andati a vedere Dune, il nuovo colossal fantascientifico diretto da Denis Villeneuve e basato sull’omonimo romanzo di Frank Herbert: ecco la recensione!

Trama

In un distante futuro il duca Leto Atreides accetta la gestione del pericoloso pianeta di Arrakis, anche noto come Dune, l’unica fonte della sostanza più preziosa dell’universo, “la spezia”, una droga che allunga la vita, fornisce capacità mentali sovrumane e rende possibili i viaggi nello spazio. Nonostante Leto sappia che l’offerta è parte di una complessa trappola creata dai suoi nemici, decide di partire per Arrakis, portando con sé la sua concubina, la Bene Gesserit, Lady Jessica e il loro figlio ed erede Paul.

Ma purtroppo gli ingranaggi del male si mettono subito in modo e il Barone è deciso a riconquistare il pianeta e la sua ricchezza con la forza. Scampati per miracolo ad un attacco degli Harkonnen, Paul e la madre finiscono per cercare riparo nel deserto, abitato dai Fremen, popolo nativo di Arrakis, che nasconde tanti misteri e forse sarà la chiave per porre fine alla guerra.

Cast

Il regista Dennis Villeneuve ha messo insieme un cast di prim’ordine, del quale parleremo meglio più avanti in questa recensione di Dune, che comprende Timothée Chalamet, Rebecca Ferguson, Oscar Isaac, Josh Brolin, Stellan Skarsgård, Dave Bautista, Stephen McKinley Henderson, Zendaya, Chang Chen, Sharon Duncan-Brewster, Charlotte Rampling, Jason Momoa e Javier Bardem.

Il film è piuttosto lungo, oltre 2 ore e 30 minuti, quindi guardatelo solo quando siete pronti a farlo, anche perché il primo film, per chi come me non conosce i libri, è stato piuttosto “caotico” con tantissimi nomi e profezie nelle più svariate lingue da ricordare.

La carne messa al fuoco è tanta e in molte parti il film scorre con una lentezza alla quale non siamo abituati (alcune sequenze riportano alla mente Odissea nello Spazio). In questa recensione di Dune non si può non tener conte del fatto che l’obiettivo del film è gettare le basi di una trilogia più strutturata, ma in questa prima parte lo spettatore più volte fatica a capire cosa stia succedendo.

La storia forse dà un po’ per scontato tante piccole cose che avrebbero fatto capire meglio la posizione della famiglia Atreides rispetto all’impegno e agli altri “nobili”. Sappiamo che ci sono diverse casate, più o meno potenti, che sono sottomesse ad un imperatore, che non è ancora comparso nel film, e che cerca di indebolire quelli che potrebbero mettere in pericolo il suo potere assoluto. Queste casate inoltre “gestiscono” i propri pianeti come fossero dei feudi, imponendo su di essi il loro controllo.

Cosa ha funzionato e cosa poteva essere fatto meglio

Premessa: il film era super atteso e ha incassato anche l’apprezzamento del pubblico della 78esima Mostra del Cinema di Venezia; un film di questo genere, un colossal moderno, non si vedeva da anni e com’era da aspettarselo il pubblico si è diviso tra chi si aspettava qualcosa di diverso e chi è rimasto folgorato dal lavoro fatto dal regista e dal cast.

Dune è un colossal, non va guardato come un film a sé stante, ma riprende un genere ben preciso, anche con dei suoi canoni narrativi, ad esempio le musiche, che ho apprezzato tantissimo, che non hanno fatto solo da colonna sonora, ma erano davvero il “12esimo uomo in campo”, usando una metafora calcistica. Anche l’ambientazione “gigantesca” e i vermi delle sabbie, così come le costruzioni gigantesche, sono stati resi bene, anche se non c’è stato modo di capire ancora nel dettaglio usi e costumi dei vari popoli.

Quello che forse poteva essere modificato è il tempo del racconto: alcune scene, per quanto siano anche molte intense, risultano lunghe, e fanno fremere lo spettatore che vorrebbe saperne di più sulla storia. In realtà in due ore e mezza di film di cose davvero salienti ne succedono poche, eppure ci è voluto tantissimo tempo per raccontarle, senza per altro entrare troppo nei dettagli. Che tecnologie usano questi popoli, che tipo di società hanno costruito? Credono in qualche dio o divinità? Sappiamo solo che attendono un “salvatore”, ma nulla più.

Il cast come abbiamo detto è di primo piano e i giovani, seppure già apprezzati dalla critica come Chalamet e Zendaya, lavorano bene al fianco dei colleghi più navigati. Speriamo che più avanti tutti (o quelli che restano) abbiamo più spazio perché per il momento l’unico che abbiamo davvero visto tanto è solo l’interprete di Paul che, per il momento, non ha deluso le aspettative.

Conclusioni

Dune si prospetta quindi come l’antipasto di un “pranzo” ben più consistente e ci aspettiamo quindi che con il tempo tutto quello che in modo, anche un po’ caotico, è stato dato in pasto allo spettatore acquisisca dei contorni via via più chiari.

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Il materiale emotivo, in arrivo il film tratto dal graphic novel di Ettore Scola e Ivo Milazzo

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il materiale emotivo

«Ettore Scola fu conquistato dalla sensibilità e dalla maestria di Ivo Milazzo, tanto da affidare ai suoi acquerelli una sceneggiatura: quella di “Un drago a forma di nuvola”». A dirlo è Gigliola Fantoni, moglie del grande regista, testimone di un magnifico sodalizio artistico tra cinema e fumetto, che poi darà forma proprio al film “Il materiale emotivo”.

Scola aveva 76 anni ed era al lavoro su una nuova storia che sarebbe stata prodotta da Medusa Film. Di lì a poco, colui che era a capo di quest’ultima divenne guida di un noto partito. Per evitare ipotetici conflitti tra pubblico e privato, il regista decise di rinunciare al film. Il progetto rimase dunque nel cassetto, fin quando non conobbe Ivo Milazzo. Da questo incontro nacque un incantevole racconto per immagini, pubblicato da Edizioni NPE in un’elegante edizione cartonata.

Questo piccolo capolavoro ambientato a Parigi è diventato ora un film dal titolo “Il materiale emotivo”, diretto da Sergio Castellitto e scritto da Margaret Mazzantini a partire dalla sceneggiatura di Ettore Scola, Furio Scarpelli e Silvia Scola.

Sergio Castellitto e Ivo Milazzo sul set de “Il materiale emotivo” – Foto di Edizioni NPE

Debutterà nei cinema italiani il prossimo 7 ottobre, e vedrà come protagonista lo stesso regista assieme a Bérénice Bejo e Matilda De Angelis. Nel cast anche Clementino, Sandra Milo e Alex Lutz.

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