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Cyberpunk 2077 PS4 e Xbox One: vale la pena su old-gen?

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Vorrei anzitutto mettere in chiaro una cosa: quella che vi apprestate a leggere non è una recensione di Cyberpunk 2077 PS4. Non è un approfondimento nel dettaglio di ciascuno degli aspetti che normalmente vengono presi in analisi quando si dà una valutazione completa di un’esperienza videoludica. Non è neanche un processo, o un tentativo di giudizio etico-morale sulle pratiche attuate da CD Projekt prima, durante e dopo uno dei lanci più controversi, dibattuti e – perdonate il tecnicismo – schifosamente incasinati della più o meno recente storia del medium interattivo per eccellenza.

Questa è, né più, né meno, il racconto di un’esperienza personale. Il racconto di qualcuno che, come milioni di altri, è stato posseduto dallo spettro dell’hype, ha preordinato Cyperpunk 2077 PS4 e Xbox One e, con la forza dell’ostinazione e della testardaggine, è riuscito a passare sopra la delusione iniziale e in itinere, sopra i glitch, sopra i crash, sopra l’amarezza delle promesse non mantenute e delle smascherate bugie e a trarne comunque, contro ogni aspettativa, un’esperienza a cui ora guarda con affetto. Seppur con molti, obbligati cavilli.

A tutti coloro che sono ancora in dubbio sull’acquistare Cyberpunk 2077 su console old-gen; a tutti coloro che l’hanno già giocato e cercano una seconda opinione; a tutti coloro che, pur avendolo acquistato si sono rifiutati, vuoi per principio o per effettiva impossibilità a convivere con gli aspetti più aberranti delle insufficienze tecniche del titolo, di tenerlo nella propria console per più di cinque minuti: questo pezzo è per voi.

Cyberpunk 2077 PS4: quel fantomatico Day One

Quasi ogni storia comincia dal principio. E se nella vita mediatica di un videogioco quel “principio” è il fantomatico, maledetto, millantato “day one”, allora la storia di Cyberpunk 2077 PS4 (ma quella di un po’ tutte le sue versioni, ad esser sinceri) è cominciata nel peggiore dei modi.

Di certo lo è stato nella mia esperienza. Dopo i primi video gameplay emersi online, credere che quella sarebbe stata l’esperienza che mi avrebbe riservato Cyberpunk 2077 da lì a poche ore era quasi inconcepibile. Erano già emersi centinaia di glitch, report di crash, test di frame-rate che evidenziavano cali ben sotto i 15, screen e video che presentavano una resa grafica carente e sfocata, slavata e sciacquata.

Dalla fase di negazione alla rabbia

La prima fase del lutto è quella della negazione. “È impossibile”, mi ero detto. “È impossibile che la situazione sia così tragica. Questi video saranno stati caricati da simpatici burloni che in qualche modo sono riusciti a far girare Cyberpunk 2077 su un PC del 2005”. “Vedrai che quando inserirai il disco sarà tutto come l’avevi sempre immaginato”. “Nulla di tutto questo è reale”.

La seconda fase del lutto è quella della rabbia. Quando l’evidenza diventa troppo schiacciante per essere ignorata, quando il tuo disco acquistato con i tuoi soldi è entrato nella tua console e sta generando un output grafico sul tuo schermo. “Non è giusto”, si comincia a pensare. “Ci hanno fregati”, “non era quello che ci avevano promesso”, “ridò indietro il gioco”. Tutte lamentele legittime, tutti pensieri che pressoché chiunque abbia acquistato il titolo per old-gen avrà covato o ai quali avrà immediatamente obbedito.

La community, immediatamente prima e immediatamente dopo quel maledetto day one, era collettivamente furiosa, e più che pronta a cedere agli istinti più impulsivi della rabbia. E non esattamente a torto.

Cyberpunk 2077 PS4: le prime patch

Tranquilli, la pianto con l’analogia delle fasi del lutto: non voglio rendere il problema più grande di quanto non sia – e le iperboli, paradossalmente, sono forse più divertenti quando usate con moderazione. Sta di fatto che questa rabbia post day one, questa immediata, cocente frustrazione è stato uno spartiacque fondamentale nell’ancora giovanissima vita del titolo. Ha diviso coloro non disposti ad accettare lo smacco da coloro che, per un motivo o per un altro, hanno deciso di provare a conviverci e a dare, nel processo, l’opportunità a CD Projekt Red di rimediare ai propri pur drammatici errori.

Sia chiaro che non è mia intenzione giudicare il primo di questi gruppi, né dir loro che hanno fatto un errore ad assecondare la propria indignazione – soprattutto se questa è scaturita da un genuino fastidio che gli ha reso impossibile godersi il titolo. Settanta euro sono pur sempre settanta euro, e non sta certo a me stabilire il prezzo di concetti tanto personali quanto la frustrazione, la delusione e l’indignazione.

Soprattutto alla luce del fatto che, se CD Projekt non fosse intervenuta in modo pressoché istantaneo con delle prime, disperate patch correttive per Cyberpunk 2077 PS4 e Xbox One, probabilmente sarei stato io stesso dall’altro lato dello spartiacque. Si fossero limitati alla patch del day-one, Cyberpunk 2077 sarebbe ad oggi uno dei giochi più visivamente sporchi e carenti in performance che l’ottava generazioni di console avesse da offrire, nonché in assoluto il gioco con il più abissale, inscusabile, scandaloso divario a separarlo dalla versione uscita per PC; l’unica versione di cui, questo è sempre doveroso ricordarlo, CD Projekt ha tenuto a condividere materiale promozionale e copie destinate alla stampa di settore.

Fortunatamente, le tre patch successive si sono rivelate una manna dal cielo. Aumentata la pulizia dell’immagine, stabilizzato almeno parzialmente il frame-rate e diminuite le istanze in cui il gioco decidesse di morire in situazioni a dir poco insospettabili (non conto le volte in cui i crash sono avvenuti durante dei calmissimi dialoghi al chiuso), i problemi tecnici si sono assestati a un livello, se non accettabile, se non altro tale da far emergere gli altri aspetti della poliedrica esperienza videoludica. Aspetti sui quali, fortunatamente, Cyberpunk 2077 ha molto da dire.

Una questione di priorità

Credo che l’atto di stabilire se Cyperbunk 2077 PS4 o Xbox One valga il proprio acquisto debba essere ridotto a una questione di priorità. Anche al di fuori dell’ultra esigente pubblico PC, anche tra i cosiddetti “console peasants” come il sottoscritto esistono gruppi di persone per i quali la stabilità della performance e la godibilità grafica (alla quale del resto, soprattutto in un gioco come questo, è legata a doppio filo anche l’immersività) giocano un ruolo fondamentale e imprescindibile. A questi gruppi di persone, consiglio sinceramente e senza remore: non acquistate Cyberpunk 2077 su old-gen. Non ora, almeno. Attendete l’upgrade a nuova generazione o, se la cosa non risulta fattibile nel prossimo futuro, attendete che il gioco sia stato ulteriormente patchato. Dopo il lavoro quasi miracoloso fatto da CD Projekt nel corso dei primi giorni di vita del titolo, ho fiducia che la casa di sviluppo polacca riuscirà col tempo a rimediare se non altro allo smacco sul lato tecnico.

Per coloro che invece guardano solitamente di più alla storia, ai personaggi, al mondo di gioco nel senso più ampio e narrativo del termine, per coloro che erano stati attirati dalle promesse di un’avventura costellata di decisioni, dilemmi e domande morali possibili solo in un distopico universo in cui la coscienza può essere digitalizzata, per coloro disposti a chiudere un occhio sulle mancanze e insufficienze tecniche, credo che Cyberpunk 2077 PS4 o Xbox One sia un acquisto assolutamente giustificabile anche oggi stesso. L’Odissea di V alla ricerca di una soluzione al problema che le sta divorando il cervello e che sembra destinato ad ucciderla è un viaggio costellato non soltanto di azione, adrenalina e folle combattimento futuristico, ma anche e soprattutto di legami e personaggi sfaccettati, diversi e interessanti, come da troppo tempo non se ne vedevano in una produzione tripla A. Complici un voice acting stellare e una scrittura in grado di raggiungere vette non indifferenti, è ironicamente la componente umana ad aver reso, nella mia esperienza personale, il mio tempo con Cyberpunk 2077 un tempo tutt’altro che da rimpiangere.

Sentimenti umani e coscienza digitale

Per quanto estreme, per quanto spesso esposte in maniera egomaniaca e umanamente frustrante, le costanti opinioni che Johnny Silverhand (il costrutto digitale impiantato nel cervello di V e motore principale della trama) riversa sul protagonista a ogni angolo della narrativa principale e di quelle secondarie diventano rapidamente un espediente atteso e interessante, un mezzo in grado di far riflettere non soltanto sulle opinioni personali di cui V può farsi specchio, ma anche delle intriganti implicazioni alla sempre più opprimente influenza che la psiche di Johnny e le sue convinzioni sembrano esercitare sull’evoluzione psicologica del protagonista.

La narrativa di una seconda psiche forzata all’interno di un’altra può sembrare trita e forse banale, ma Cyberpunk 2077 riesce a gestirla magistralmente, legando le sue implicazioni e i suoi sviluppi in maniera egregia alle unicità del medium videoludico e alle scelte dirette e indirette alle quali questo è associato. Un ciclo impeccabile di contestualizzazione e ri-contestualizzazione, interna ed esterna, in grado di far riflettere da più angolazioni su una narrativa già di per sé interessante e ricca di personaggi lodevoli.

It’s a Long Way to the Top

Onoriamo la scelta di Cyberpunk 2077 di intitolare le proprie quest a famosi pezzi rock adottando lo stesso espediente in questo paragrafo di considerazioni finali: “It’s a long Way to the Top”, per Cyberpunk 2077. Per quanto la mia personale esperienza (alla luce, come si è spiegato, di un particolare ordine valoriale) sia stata positiva, non significa che l’amaro in bocca sia scomparso del tutto.

Cyberpunk 2077 sarebbe potuto e dovuto essere meglio di così. E nonostante tutto, sono certo che un giorno lo sarà: quando le patch in arrivo elimineranno i glitch più ostinati e fastidiosi (come i quasi onnipresenti dieci/venti secondi di mobilità limitata dopo essere smontati da una moto, la telecamera a bordo di un veicolo che impiega ere geologiche a passare dalla prima alla terza, o in generale quasi qualsiasi cosa legata al sistema di guida), quando i promessi DLC gratuiti renderanno il mondo più pieno, ricco e vibrante, quando i crash la smetteranno di fare cucù persino nei titoli di coda (ebbene sì, è successo), CD Projekt Red potrà dire di aver finalmente consegnato nelle mani dei giocatori un prodotto all’altezza della loro visione originale e del marketing che vi avevano creato attorno.

Fino ad allora, l’acquisto stesso del gioco resterà qualcosa da valutare e pesare con la dovuta attenzione. Un processo che spero questo articolo abbia contribuito a facilitare.

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Letterato e giornalista di formazione, scansafatiche poliedrico di professione. Il mio super potere è la capacità di interessarmi di pressoché qualsiasi cosa e dedicargli un’attenzione media di 7,8 secondi. Con le dovute eccezioni. Quando non perdo tempo, lavoro. Quando non lavoro, scrivo. Quando non scrivo, consumo media o gioco di ruolo. Quando non consumo media e non gioco di ruolo, perdo tempo. Il cerchio della vita.

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GetsuFumaDen: Undying Moon, disponibile ora un nuovo personaggio giocabile

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Konami Digital Entertainment ha annunciato il nuovo personaggio giocabile Getsu Renge, disponibile con il nuovo free update di GetsuFumaDen: Undying Moon. L’aggiornamento, inoltre, risolve diversi bug e porta un bilanciamento generale del gioco. Tutti i dettagli dell’update sono consultabili sulla pagina Steam ufficiale.

Chi è?

Getsu Renge è la 21esima leader del clan Getsu ed è considerata la più grande ninja donna del clan, venerata per la sua bellezza e il suo talento in battaglia. Scegliere Renge permetterà ai giocatori di diversificare il proprio stili di gioco. Renge permette movimenti più veloci e attacchi più rapidi rispetto a Getsu Fuma. Tuttavia, a fronte di una maggiore agilità, Renge ha una minore potenza d’attacco e una minore capacità difensiva rispetto a Fuma, quindi i giocatori dovranno prestare maggiore attenzione alle proprie strategie quando la utilizzeranno.

Il gioco

Mentre GetsuFumaDen: Undying Moon prosegue il periodo di accesso anticipato, KONAMI continua ad ascoltare il feedback e le opinioni dei giocatori tramite la comunità Steam®, il profilo Twitter ufficiale e il server Discord ufficiale. KONAMI continuerà ad aggiornare i contenuti di GetsuFumaDen in base alle richieste della comunità.

Trama

Dopo 1.000 anni di pace, il sigillo della porta dell’inferno è stato squarciato e un’ondata di spiriti maligni è stata liberata nel mondo. Getsu Fuma dovrà assumerà il comando del suo clan si inoltrerà nelle profondità dell’inferno per sconfiggere il male.

GetsuFumaDen fonde l’azione 2D di un videogioco in stile roguevania con uno straordinario mondo dark fantasy, portato in vita attraverso il caratteristico tratto dell’arte tradizionale giapponese. I giocatori scenderanno negli inferi, disegnati in stile Ukiyo-e, e dovranno imparare a padroneggiare un arsenale di armi ed equipaggiamenti che potranno essere abbinati per adattarsi a diversi stili di gioco.

GetsuFumaDen è caratterizzato da combattimenti altamente strategici basati sulle tecniche di combattimento delle arti marziali giapponesi. Boss spaventosi e strutture dei livelli in continua evoluzione metteranno alla prova i giocatori consentendo loro di diventare più forti a ogni nuovo tentativo.

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Blood Sword, il classico dei librogame, ritorna su Kickstarter

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Blood Sword, la leggendaria serie di librogame anni ’80 firmata da Dave Morris e Oliver Johnson, ritorna con un nuovo manuale di ambientazione basato sulla 5ª Edizione di D&D, il gioco di ruolo più famoso di sempre. La campagna di crowdfunding è iniziata il 15 giugno.

Trama

“Blood Sword è la spada della vita, l’unica arma in grado di opporsi al potere dei malvagi Maghi di Krarth che minacciano le Terre di Leggenda. La vostra missione consiste nel recuperarne i frammenti per porre fine al male incombente, ma dovrete affrontare l’inospitale regno di Wyrd, labirinti fitti di trappole, spaventose creature e nemici di ogni genere.

Non riceverete né aiuto, né pietà alcuna, poiché mai ne avete avuta per i vostri nemici; non siete altro che un branco di mercenari e fanatici, sopravvissuto alle peggiori battaglie grazie alla ferocia o all’astuzia. Di rado entrambe.

Eppure siete stati scelti per riuscire dove gli eroi hanno fallito: vi aspetta un cammino doloroso e irto di pericoli, prenderete decisioni determinanti ad ogni crocevia e la vostra audacia verrà messa a dura prova.  Se morirete, il mondo finirà con voi”.

Il titolo alla sua uscita rappresentava la prima serie di romanzi interattivi che permetteva di giocare da soli o in gruppo, inserendosi a cavallo tra librogame e GDR, permettendo così ai propri lettori di calarsi in un universo fantasy e oscuro, intriso di letale magia e popolato da potenti stregoni e creature spaventose.

Quell’opera rivoluzionaria, racchiusa in cinque volumi, conobbe un successo internazionale travolgente, appassionando intere generazioni di avventurieri e rimanendo un best-seller ancora oggi, dopo numerosissime ristampe.

Adesso è venuto il momento di dare nuova vita alle atmosfere cupe e gloriose che hanno reso celebre questo classico con un’ambientazione per la Quinta Edizione del gioco di ruolo più amato al mondo in cui ritroverete i personaggi, le armi e i pericoli della serie, ma anche nuove classi, minacce e trame inedite!

La campagna Kickstarter di questo ambizioso progetto verrà realizzata da Tambù, una delle principali aziende ludiche specializzata nei servizi e nella formazione di professionisti del gioco, in partnership con Edizioni Librarsi, editore italiano del librogame, e Officina Meningi, agenzia specializzata nello sviluppo e nel lancio di progetti editoriali interattivi.

Il team di autori impegnato è frutto di una selezione tra le eccellenze del settore e vede coinvolti lo stesso Dave Morris, firma storica della serie, Valentino Sergi, coautore e direttore artistico del progetto, Daniele Fusetto, coautore e sviluppatore del nuovo sistema di regole, con la partecipazione straordinaria di Andrea Rossi, Mauro Longo, Dario Leccacorvi, Andrea Tupac Mollica e Robert Adducci, community manager di Dungeons & Dragons 5th Edition.

Il lancio della campagna, previsto per questo giugno, prevede il rilascio di un Quickstarter introduttivo all’ambientazione di Blood Sword 5e contenente tutto il necessario ad affrontare la prima avventura nel mondo grimdark creato da Morris e Johnson.

Il Manuale finale di Ambientazione di Blood Sword, stampato in italiano e in inglese, conterà circa 250 pagine a colori riccamente illustrate da Eryk Szczygieł, Mirko Mastrocinque e Moreno Paissan, con mappe, personaggi, avversari, mostri e altre immagini evocative di Leggenda, terra di avventurieri minacciata da orrori indicibili.

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Stranger of Paradise Final Fantasy Origin, il FF che non ci aspettavamo?

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Stranger of Paradise Final Fantasy Origin, il FF che non ci aspettavamo?

Sicuramente chi scrive non se lo aspettava. Square Enix è sempre al lavoro su qualcosa e questo si sa: Final Fantasy, Kingdom Hearts, Dragon Quest sono le saghe più note – anche se non racchiudono tutti i prodotti SE –, e proprio di FF parliamo in questo articolo, visto che è stato rilascio un trailer di annuncio di Stranger of Paradise Final Fantasy Origin. Titolo quest’ultimo che richiama la prima indimenticabile fantasia finale ma lo fa in maniera adulta, matura, quasi cupa.

Vi invitiamo a guardare il trailer, che trovate qui sotto, come caricato sul canale YouTube di Square Enix:

I veterani di Final Fantasy VII Remake Tetsuya Nomura e Kazushige Nojima uniscono le forze al Team Ninja di Koei Tecmo Games per portare una nuova e ardita versione di Final Fantasy. Osservate per la prima volta Stranger of Paradise Final Fantasy Origin. Il titolo arriverà su PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X/S, Xbox One e PC nel 2022.

Con i ricordi della loro battaglia incisi nei loro cuori…

Jack e i suoi compagni, Ash e Jed, bruciano dalla voglia di sconfiggere Chaos mentre aprono le porte della Chaos Shrine. Ma un dubbio permane – sono davvero loro i Guerrieri della Luce che la profezia aveva indicato?

Entra in un mondo dark fantasy e godi delle emozionanti battaglie piene di azione!

La versione di prova sarà disponibile su PlayStation 5 fino al 24 giugno, 2021.

Il trailer di presentazione che avete appena visionato è stato rilasciato nel corso dell’evento di Square Enix tenutosi all’E3 2021, Stranger of Paradise – assieme ad altri titoli – è stato posto al centro dell’attenzione come progetto in corso d’opera, che promette di portare il giocatore in un mondo oscuro e violento.

Non si sa quando verrà rilasciato il gioco di preciso, si parla di un generico 2022, ma la notizia che le redini della creazione del titolo siano in mano a Nomura e Nojima non può che far ben sperare. Per tacere poi il fatto che gli sviluppatori di Team Ninja (serie di Dead or Alive, serie di Ninja Gaiden) saranno parte del progetto, così come Koei Tecmo. Una squadra di tutto rispetto per un titolo che pare davvero interessante.

Anche altri giochi sono stati presentati da Square Enix nel corso del suo spazio all’E3, fra i quali: Marvel’s Guardian of the Galaxy, Final Fantasy Pixel Remaster, Hitman Sniper: The Shadows, ma Stanger of Paradise Final Fantasy Origin è riuscito ad incuriosire in maniera insperata. Attendiamo con impazienza ulteriori notizie.

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