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Letteratura

Elbrus, la recensione del romanzo fantascientifico di Giuseppe Di Clemente e Marco Capocasa

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In un futuro prossimo il nostro mondo è stato sconvolto dal cambiamento climatico già in corso, ma che nell’anno 2113, in cui il romanzo Elbrus è ambientato, ha cambiato radicalmente l’aspetto e gli equilibri del pianeta.

Le migrazioni, la politica, la scienza e la gestione delle risorse si sono dovute adattare a questi nuovi equilibri, e ormai l’umanità è al collasso. In particolare la ricerca scientifica è arrivata a saggiare la propria impotenza, fallendo nell’esplorazione dello spazio nel tentativo di trovare nuovi pianeti colonizzabili.

Ma se da una parte vi è la razionale constatazione dei limiti dell’umanità, dettati dalla scienza stessa, dall’altra il protagonista del libro, Lubomìr, viene tormentato dalle irrazionali visioni che sconvolgono la sua mente.

Una misteriosa Dama e un Viaggiatore dominano queste crisi, insieme ad altri squarci di situazioni apparentemente sconnesse. Ma la risposta alle molte domande su cui si sviluppa la storia avranno sede proprio nei sentimenti, nella mente, nella coscienza stessa, nelle voragini misteriose e profondissime del legame e dell’incontro.

Incontro che si avrà tra mondi tra loro lontanissimi, ma allo stesso tempo talmente vicini da riconoscersi, più che conoscersi, appoggiando la mano su quella dell’altro, anche attraverso un vetro.

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Copertina Elbrus

La narrazione

Elbrus è da molti punti di vista quasi un ritratto. Un ritratto di un mondo a volte irriconoscibile, a volte uguale a quello che conosciamo. I paesaggi, le case, le strutture adibite alla ricerca scientifica ci appaiono a tratti trasfigurate, razionalizzate, e vengono descritte dettagliatamente, in maniera quasi cinematografica.

La meccanizzazione del lavoro, degli inservienti e delle attività quotidiane contribuisce alla sensazione di straniamento. Anche le più piccole azioni vengono compiute in maniera diversa, con strumenti diversi, con abitudini diverse e queste ci vengono dipinte in maniera minuziosa, per permetterci di vedere un mondo che altrimenti non potremmo capire, per trasportarci in un luogo altro che possiamo conoscere e capire davvero solo camminando per i suoi corridoi, assaporando le sue bibite, suonando i suoi campanelli o viaggiando coi suoi mezzi di trasporto. 

Ma non vi è il ritratto solo di un luogo. Questo libro è anche il ritratto di un’umanità che, sebbene viva e progredisca nella razionalizzazione e nella conoscenza, è rimasta innamorata dei suoi piccoli antri di irrazionalità. Il pianto, il riso, l’innamorarsi, il pentirsi, sentire una morale che non si capisce da dove arrivi o sentire il bisogno di raccontare la propria storia.

È un’umanità che ha visto morire il sogno antropocentrico di una scienza che ha tutte le riposte, tutte le soluzioni, uomini e donne che hanno ritrovato, accettato e in fondo anche amato la propria piccolezza, ma anche, citando il libro:

“l’emozione per aver intuito qualcosa di incomprensibile, l’eccitazione per aver sfiorato il significato profondo delle cose, l’inquietudine del vuoto che lasciava le domande senza risposta su quello che, non essendo osservabile e misurabile, rimaneva senza ragione”.

Oltre la fantascienza

Il romanzo Elbrus è un intreccio di storie di uomini e donne che sono entrati a contatto con questa vertigine, che davanti al limite hanno incontrato la propria limitatezza, ma hanno sentito di intuire l’inconoscibile, si sono sentiti una fibra dell’universo, a contatto con gli altri in maniera inscindibile e misteriosa.

Un po’ come nell’indimenticabile capolavoro di Christopher Nolan, Interstellar, passato, presente e futuro si intrecciano, insieme alle storie di varie persone, ed è grazie a questo intreccio e legame misterioso che tutto acquisisce senso.

Dove si può spingere la scienza? Da dove arriva l’etica e come integrarla con la ricerca, già di per sé in difficoltà? Quali sono le reti misteriose che collegano esseri coscienti ai margini opposti dell’universo? L’incontro con l’altro può cambiare tutto, dandoci risposte su noi stessi? Queste sono le domande nascoste con delicatezza ma anche con urgenza in questo libro. La risposta è abbozzata non con parole, ma tramite i legami, i contatti, le lacrime e i dialoghi tra i personaggi.

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Letteratura

“Realizzando Diabolik”: il dietro le quinte del film in un volume di Edizioni NPE

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diabolik dietro le quinte

Una raccolta di fotografie esclusive scattate sul set di “Diabolik” che illustrano la preparazione, la produzione e la post-produzione della pellicola dei Manetti Bros. ispirata al Re del Terrore. In libreria dal 3 febbraio 2022.

Nato negli anni Sessanta dalle menti creative di Angela e Luciana Giussani, Diabolik ha rivoluzionato il mondo del fumetto con le sue storie, il suo stile e il suo formato tascabile, entrando a far parte dell’immaginario collettivo degli italiani.

Dal 16 dicembre è sul grande schermo con il nuovo atteso film dei Manetti Bros. che vede Luca Marinelli nei panni del genio del crimine e Miriam Leone in quelli di Eva Kant.

Un lungo e meticoloso lavoro, quello di Marco e Antonio Manetti – da sempre fans del celebre ladro mascherato – raccontato per immagini all’interno del volume «Realizzando Diabolik», edito da Edizioni NPE.

Un’incredibile raccolta di fotografie esclusive scattate da Simone Silvestri, supervisore degli effetti visivi e grande amico e collaboratore dei due fratelli, che illustrano la preparazione, la produzione e la post-produzione di questo progetto ispirato a uno dei personaggi più iconici del fumetto italiano.

Un “dietro le quinte” ricco di aneddoti, curiosità e istanti sospesi nel tempo. Non manca il ricordo di Enzo Facciolo, storico disegnatore del fumetto, presente sul set e scomparso lo scorso agosto.

Un volume imperdibile per appassionati e collezionisti, pubblicato in una particolare edizione cartonata in formato orizzontale.

«È stato emozionante dover mettere in scena la versione cinematografica di un fumetto che ci ha accompagnato tutta la vita come appassionati lettori. E sfogliare le pagine di questo volume è come sfogliare l’album dei ricordi di un bellissimo periodo, rappresentato in modo completo e fedele.»

Dalla prefazione dei Manetti Bros.

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Letteratura

É morta Anne Rice, autrice di Intervista con il Vampiro

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Anne Rice, autrice del romanzo Intervista con il Vampiro, è morta a 80 anni. A darne l’annuncio è il figlio, Christopher Rice, attraverso i canali social dell’autrice. La morte è sopraggiunta a causa di complicazioni in seguito a un ictus.

Questo il messaggio tradotto:

Carissimo People of Page (n.d.r. così Anne Rice chiamava i suoi fan). Questo è il figlio di Anne, Christopher, e mi spezza il cuore portarvi questa triste notizia. Stanotte, Anne è deceduta a causa di complicazioni dovute a un ictus. Ci ha lasciato quasi diciannove anni dopo il giorno in cui mio padre, suo marito Stan, è morto. L’immensità del dolore della nostra famiglia non può essere sovrastimata. Come mia madre, il suo sostegno per me era incondizionato: mi ha insegnato ad abbracciare i miei sogni, a rifiutare il conformismo e a sfidare le voci oscure della paura e del dubbio di sé.

Come scrittrice, mi ha insegnato a sfidare i confini dei generi e ad arrendermi alle mie passioni ossessive. Nelle sue ultime ore, mi sono seduto accanto al suo letto d’ospedale in soggezione per i suoi successi e il suo coraggio, immerso nei ricordi di una vita che ci ha portato dalle colline allacciate di nebbia della San Francisco Bay Area alle magiche strade di New Orleans fino alle viste scintillanti della California meridionale.

Mentre dava un bacio d’addio ad Anne, sua sorella minore Karen disse: “Che viaggio ci hai portato, ragazzina.” Penso che siamo tutti d’accordo. Confortiamoci nella speranza condivisa che Anne sta ora sperimentando in prima persona le gloriose risposte a molte grandi domande spirituali e cosmiche, la cui ricerca ha definito la sua vita e la sua carriera.

Durante gran parte dei suoi ultimi anni, i vostri contributi a questa pagina le hanno portato tanta gioia, insieme ad un profondo senso di amicizia e comunità. Anne sarà sepolta nel mausoleo della nostra famiglia al Metairie Cemetery a New Orleans in una cerimonia privata. L’anno prossimo, una celebrazione per la sua vita avrà luogo a New Orleans. Questo evento sarà aperto al pubblico e inviterà la partecipazione dei suoi amici, lettori e fan che le hanno portato tanta gioia e ispirazione per tutta la sua vita.


Anne Rice è nata il 14 ottobre 1941 a New Orleans, ed è stata riconosciuta internazionalmente a seguito del successo del suo romanzo di debutto, Intervista con il vampiro. Romanzo che, insieme ai suoi 11 sequel, ha segnato il genere moderno dell’orrore e l’immaginario collettivo dei vampiri.

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Letteratura

La cucina incantata: le ricette tratte dai film di Hayao Miyazaki

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Gastronomia e cinema sono due mondi capaci di offrire esperienze sensoriali uniche e indescrivibili. Chi ha compreso a pieno questa filosofia è il maestro Hayao Miyazaki, che con le sue storie è riuscito a incantare grandi e piccini. E se c’è una cosa che non manca mai nei lungometraggi di Miyazaki è il rapporto tra i personaggi e il cibo.

La cucina incantata propone una serie di ricette tratte dai film del grande regista in tre stuzzicanti varianti. Preparatevi quindi ad avere l’acquolina in bocca con la pancetta sfrigolante de Il Castello Errante di Howl e la torta Siberia di Si alza il vento: Miyazaki vi aspetta.

La cucina incantata. Le ricette tratte dai film di Hayao Miyazaki

Gli autori

SILVIA CASINI

Silvia Casini dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere, ha ricoperto il ruolo di project manager presso l’Istituto Internazionale per il Cinema e l’Audiovisivo dei Paesi Latini di Gillo Pontecorvo e Sandro Silvestri. Si è occupata di relazioni internazionali e della promozione dei film italiani all’estero. In seguito, si è specializzata in marketing strategico e ha iniziato a collaborare con diverse case di produzione e distribuzione cine-tv nel settore del product placement. Negli anni, ha collaborato con diverse testate giornalistiche e siti web. Ha pubblicato Magia e altri amori. Pensieri e micro-racconti strampalati alla fermata del treno (Edda Edizioni), L’appendifiabe (Nadia Camandona editore), Tutto in una notte (Libro/mania), Di magia e di vento (Antonio Tombolini editore), Il gusto speziato dell’amore (Leggereditore/Fanucci), L’astro narrante (Fanucci), Gli occhi invisibili del destino (Golem edizioni) e Un tè con Mr. Darcy (Ultra edizioni). Attualmente scrive per svariati siti e giornali, è consulente esterna di diverse case di produzione cinematografiche ed è responsabile dei progetti speciali di Inkalce Magazine.

RAFFAELLA FENOGLIO

Raffaella Fenoglio, classe 1966, ligure con radici piemontesi, studia e ama la cucina del Ponente ligure che ha raccolto in Pan e Pumata (Edizioni Zem), volume di ricordi e ricette. Autrice di Tre Civette sul Comò, il primo foodblog con l’indice glicemico al minimo, da cui è nato il volume Abbasso l’indice glicemico 50+4 ricette per contenere l’IG mangiando bene (Terranuova Edizioni) e Indice GliceAmico (Gribaudo). Coltiva la passione per i romanzi per ragazzi e per l’infanzia, ha pubblicato Gala Cox e i misteri del viaggio nel tempo (Fanucci Editore) e Storia degli strani animali della fattoria dei Monaci Templari e del coraggio della piccola Nicole (e di Claude) (Edizioni Zem) e Un tè con Mr. Darcy (Ultra edizioni).

FRANCESCO PASQUA

Francesco Pasqua è nato a Siracusa nel 1973. Sceneggiatore e editor cinematografico, attualmente vive e lavora tra Roma e la sua città natale. Nel 2006 è tra i vincitori della rassegna letteraria Strade perdute col racconto Fino all’estate, pubblicato nell’antologia Lost Highway Motel 2 (edizioni Cut-up). Nel 2018, in qualità di story editor, ha lavorato a Copperman, film diretto da Eros Puglielli e interpretato da Luca Argentero. Ha pubblicato Fuoritempo (Portoseguro) e Un tè con Un tè con Mr. Darcy (Ultra edizioni).

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