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Neko Gari Zoku no Osa Neko Gari Zoku no Osa

Letteratura

Jun Maeda: il debutto come scrittore con “Neko Gari Zoku no Osa”

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Jun Maeda è famoso per visual novel come Clannad, Little Busters, Angel Beats, Summer Pockets, il recente The Day I Became a God, nei quali ha sempre trattato temi delicati, capaci di toccare a livelli diversi la sensibilità dei suoi lettori. E dopo un silenzio durato mesi, l’autore ha deciso di debuttare nel mondo della letteratura con un romanzo: in orignale “Neko Gari Zoku no Osa” (Il capo della tribù di cacciatori di gatti) uscito lo scorso 17 maggio.

Ancora una volta l’autore si è confrontato con tematiche impegnate, come quelle queer , affrontando tra l’altro argomenti sensibili come la depressione e il suicidio.

Neko Gari Zoku no Osa

Trama

Tsubaki Toki è una studentessa universitaria di 19 anni che un giorno, guardando un gatto giocare, incontra Jūrо̄maru, una donna che ha composto molte canzoni di successo in passato. Adesso è in piedi su una scogliera, un luogo noto per i tanti suicidi commessi.

La donna discute a lungo del motivo per cui vuole morire con Tsubaki la quale è confusa dal fatto che una persona di talento che incontra per la prima volta nella sua vita stia per uccidersi, ma riesce per il momento ad evitare il peggio.

Le due stringono quindi una strana amicizia, una è una donna che vive una profonda asincronia con il mondo e l’altra ragazza che cerca un poco alla volta di capirla e di venire a capo dei suoi sentimenti per lei.

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Letteratura

Elbrus, la recensione del romanzo fantascientifico di Giuseppe Di Clemente e Marco Capocasa

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elbrus

In un futuro prossimo il nostro mondo è stato sconvolto dal cambiamento climatico già in corso, ma che nell’anno 2113, in cui il romanzo Elbrus è ambientato, ha cambiato radicalmente l’aspetto e gli equilibri del pianeta.

Le migrazioni, la politica, la scienza e la gestione delle risorse si sono dovute adattare a questi nuovi equilibri, e ormai l’umanità è al collasso. In particolare la ricerca scientifica è arrivata a saggiare la propria impotenza, fallendo nell’esplorazione dello spazio nel tentativo di trovare nuovi pianeti colonizzabili.

Ma se da una parte vi è la razionale constatazione dei limiti dell’umanità, dettati dalla scienza stessa, dall’altra il protagonista del libro, Lubomìr, viene tormentato dalle irrazionali visioni che sconvolgono la sua mente.

Una misteriosa Dama e un Viaggiatore dominano queste crisi, insieme ad altri squarci di situazioni apparentemente sconnesse. Ma la risposta alle molte domande su cui si sviluppa la storia avranno sede proprio nei sentimenti, nella mente, nella coscienza stessa, nelle voragini misteriose e profondissime del legame e dell’incontro.

Incontro che si avrà tra mondi tra loro lontanissimi, ma allo stesso tempo talmente vicini da riconoscersi, più che conoscersi, appoggiando la mano su quella dell’altro, anche attraverso un vetro.

elbrus
Copertina Elbrus

La narrazione

Elbrus è da molti punti di vista quasi un ritratto. Un ritratto di un mondo a volte irriconoscibile, a volte uguale a quello che conosciamo. I paesaggi, le case, le strutture adibite alla ricerca scientifica ci appaiono a tratti trasfigurate, razionalizzate, e vengono descritte dettagliatamente, in maniera quasi cinematografica.

La meccanizzazione del lavoro, degli inservienti e delle attività quotidiane contribuisce alla sensazione di straniamento. Anche le più piccole azioni vengono compiute in maniera diversa, con strumenti diversi, con abitudini diverse e queste ci vengono dipinte in maniera minuziosa, per permetterci di vedere un mondo che altrimenti non potremmo capire, per trasportarci in un luogo altro che possiamo conoscere e capire davvero solo camminando per i suoi corridoi, assaporando le sue bibite, suonando i suoi campanelli o viaggiando coi suoi mezzi di trasporto.

Ma non vi è il ritratto solo di un luogo. Questo libro è anche il ritratto di un’umanità che, sebbene viva e progredisca nella razionalizzazione e nella conoscenza, è rimasta innamorata dei suoi piccoli antri di irrazionalità. Il pianto, il riso, l’innamorarsi, il pentirsi, sentire una morale che non si capisce da dove arrivi o sentire il bisogno di raccontare la propria storia.

È un’umanità che ha visto morire il sogno antropocentrico di una scienza che ha tutte le riposte, tutte le soluzioni, uomini e donne che hanno ritrovato, accettato e in fondo anche amato la propria piccolezza, ma anche, citando il libro:

“l’emozione per aver intuito qualcosa di incomprensibile, l’eccitazione per aver sfiorato il significato profondo delle cose, l’inquietudine del vuoto che lasciava le domande senza risposta su quello che, non essendo osservabile e misurabile, rimaneva senza ragione”.

Oltre la fantascienza

Il romanzo Elbrus è un intreccio di storie di uomini e donne che sono entrati a contatto con questa vertigine, che davanti al limite hanno incontrato la propria limitatezza, ma hanno sentito di intuire l’inconoscibile, si sono sentiti una fibra dell’universo, a contatto con gli altri in maniera inscindibile e misteriosa.

Un po’ come nell’indimenticabile capolavoro di Christopher Nolan, Interstellar, passato, presente e futuro si intrecciano, insieme alle storie di varie persone, ed è grazie a questo intreccio e legame misterioso che tutto acquisisce senso.

Dove si può spingere la scienza? Da dove arriva l’etica e come integrarla con la ricerca, già di per sé in difficoltà? Quali sono le reti misteriose che collegano esseri coscienti ai margini opposti dell’universo? L’incontro con l’altro può cambiare tutto, dandoci risposte su noi stessi? Queste sono le domande nascoste con delicatezza ma anche con urgenza in questo libro. La risposta è abbozzata non con parole, ma tramite i legami, i contatti, le lacrime e i dialoghi tra i personaggi.

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Letteratura

Niente a parte il sangue: recensione del romanzo di Adil Bellafqih

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niente a parte il sangue recensione

La notte mi piaceva. Mi faceva sentire al sicuro. Di giorno sembra sempre che se non fai nulla butti via la vita; dalla notte no nessuno si aspetta niente – e quando sei con lei nessuno si aspetta niente neanche da te.
Niente a parte il sangue

È così che inizia la discesa negli inferi di Alì. Parte tutto da una notte spezzata, interrotta e che non pretende nulla, almeno all’apparenza. Una notte come le altre, che è però l’inizio di un viaggio, o meglio una caduta, che sembra non avere mai fine. Dopo il romanzo Nel grande vuoto, Adil Bellafqih è tornato per Mondadori con Niente a parte il sangue, un lavoro brutale e straziante, ma allo stesso tempo lucido, quasi fosse uno specchio di una realtà che non vogliamo vedere, ma che è sempre davanti ai nostri occhi.

Un’adolescenza come tante

«Non starai bene» disse prendendomi per le spalle, aggrappandosi alle mie spalle. Non l’avevo mai visto così vulnerabile. Così sperduto. Doveva essersi accorto dal deserto che tutti abbiamo dentro intorno. Fa paura la prima volta che lo vedi. Poi ci si abitua.

Non c’è niente di speciale in Amir: nato e cresciuto in un paesino della provincia emiliana è come tanti altri ragazzi, con il suo cerchio di amicizie, le uscite nei soliti posti, la noia della scuola che sembra non finire mai. Quella che è inizialmente solo noia diventa pian piano una gabbia da cui è impossibile uscire.

Alì, dall’essere un ragazzo come tanti, imprigionato nel languore della provincia e in una situazione sociale stagnante, comincia il suo viaggio. Inizia tutto quasi per inerzia, trainato dall’amico Amir, che più che amico è una vera e propria figura di riferimento, un punto fisso in un mondo sempre più intricato che sembra non offrire certezze. Un mondo che pian piano sembra perdere di senso, finché non rimangono solo la violenza e il sangue.

Gioventù spezzata

«Lui è come noi. È spezzato.»

Tutti i ragazzi coinvolti, pian piano, cominciano la loro personale discesa nell’inferno. Da giovani senza prospettive diventano giovani spezzati, persi in una rete più grande di loro e che non comprendono appieno. Ognuno, a modo suo, si trova a dover affrontare i propri demoni personali. Una discesa fatale e insensata, da cui sembra non ci sia fuga.

L’odio è universale

Sono io che cambierò qualcosa, vero?, chiesi alla bomba, e la bomba disse certo.

Dostoevskij ne L’Idiota diceva: la bellezza salverà il mondo. Una bellezza morale prima che estetica. Qui, la bellezza, sembra aver abbandonato le strade della provincia modenese per fare spazio alla crudeltà e all’insensatezza. C’è chi, come Alì e Amir, che l’ha capito già da tempo, chi invece deve ancora aprire gli occhi.

La bomba di Alì cambierà tutto, cambierà le cose una volta per tutte. Ma a che costo? La bellezza, forse, può ancora salvarli dall’inferno di sangue e fiamme che loro stessi hanno creato.

Niente a parte il sangue: la Trama

Prima di legarsi la bomba al petto e incamminarsi verso una piazza gremita, Alì è un ragazzo qualunque, nato e cresciuto in un paesino della provincia emiliana. Frequenta per la seconda volta l’ultimo anno delle superiori, racimola qualche soldo che spende soprattutto in fumo, trascorre serate indolenti tra strade grigie e stanchi bar insieme al solito gruppo di amici, uniti quasi esclusivamente dall’assoluta disillusione. Niente sembra in grado di scalfire l’armatura di gomma che si è creato: non la madre o il padre, non la professoressa che gli vede nel cuore e nella testa qualità che nemmeno lui crede di avere, non la sensazione sottopelle che la vita già stia passando.

L’unico a sfuggire alla coltre di indifferenza è Amir, il suo migliore amico, piccolo spacciatore solitario e fascinoso. E che un giorno gli propone di entrare in un giro più oscuro di quel che sembra.

Amir ha una sola regola: non esiste niente a parte il sangue. Il mondo non ha nulla da offrire se non fregature e sogni laccati a buon mercato. Allora perché non vendicarsi? Perché non spazzarlo via? Alì lo ascolta affascinato, e piano piano si lascia scivolare in un gorgo allucinatorio che non risparmia né lui né gli amici di sempre e perfino i genitori.

Sullo sfondo di un misterioso piano ordito da un burattinaio ambiguo, la discesa all’inferno costringerà Alì ad affrontare il vuoto che ha dentro, a fare i conti con i giorni buttati, a rovistare nel buio in cerca di una via d’uscita, una sola buona ragione per non premere quel pulsante.

Adil Bellafqih: l’autore

Adil Bellafqih è nato nel 1991 a Sassuolo, dove vive. Dopo un triennio concluso su Stephen King, ha conseguito la laurea magistrale in Filosofia a Parma con una tesi sulla pulsione creativa, ispirata a Nietzsche e a Jung. Nel grande vuoto, il suo romanzo d’esordio, si è aggiudicato la menzione speciale della giuria alla XXXI edizione del Premio Calvino ed è arrivato secondo al Premio Kihlgren Opera Prima. Ha pubblicato numerosi racconti partecipando a vari concorsi letterari.

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Anime e Manga

In cucina con i film dello Studio Ghibli

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Oggi vi riportiamo l’annuncio di un nuovo titolo di Kappalab dedicato a tutti i fan dei lavori del maestro Hayao Miyazaki “In cucina con i film dello Studio Ghibli”.

Che celebrino un momento di condivisione familiare, di conforto in situazioni difficili o dipingano semplicemente un’irresistibile tentazione, le sequenze dedicate alla cucina sono sempre di fondamentale importanza nei film di Hayao Miyazaki e Isao Takahata.

Dal tradizionale okayu di Principessa Mononoke al sontuoso bento de Il mio vicino Totoro, dai ramen di Ponyo sulla scogliera al tempura de La collina dei papaveri, dallo sformato di aringhe e zucca di Kiki – Consegne a domicilio agli onigiri e manju de La città incantata e tanto altro ancora, in una parata di deliziosi piatti gourmet che puoi cucinare finalmente a casa tua.

Pronti a correre in cucina e mettervi ai fornelli per replicare tutte le ricette dolci e salate tratte dai film dello Studio Ghibli?

Aneddoti e ricette dai memorabili film:

ARRIETTY IL MONDO SEGRETO SOTTO IL PAVIMENTO
IL CASTELLO ERRANTE DI HOWL
IL CASTELLO NEL CIELO
LA COLLINA DEI PAPAVERI
LA STORIA DELLA PRINCIPESSA SPLENDENTE
I RACCONTI DI TERRAMARE
KIKI CONSEGNE A DOMICILIO
I MIEI VICINI YAMADA
IL MIO VICINO TOTORO
NAUSICAÄ DELLA VALLE DEL VENTO
POM POK0
PONYO SULLA SCOGLIERA
PORCO ROSSO
PRINCIPESSA MONONOKE
LA RICOMPENSA DEL GATTO
PIOGGIA DI RICORDI
QUANDO C’ERA MARNIE
I SOSPIRI DEL MIO CUORE
LA TOMBA DELLE LUCCIOLE
SI ALZA IL VENTO
LA CITTÀ INCANTATA

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