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Fumetti e Cartoni

JUNDO: Intervista all’autore Matteo Filippi

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Quest’oggi abbiamo avuto il piacere di poter intervistare Matteo Filippi, insegnante di sceneggiatura e fumetto all’Accademia Internazionale di Comics, sceneggiatore ed editor per Jundo.

Buonasera Matteo, per chi non ti conoscesse, potresti fare una veloce presentazione di te?

Domanda difficile… Dunque sono Matteo Filippi, ho 28 anni sono di Livorno e faccio lo sceneggiatore ormai da 4-5 anni e sono anche insegnante alla Scuola Internazionale di Comics e per Jundo mi occupo di vari settori: sono autore, editor e responsabile dei diritti su licenza.

Come nasce la passione per i fumetti?

Penso sia iniziata all’età di 6 anni, appena si inizia a leggere, con i fumetti della Disney come Paperino. Poi sono passato ai manga e nell’adolescenza scoprii i fumetti americani, e successivamente il resto: fumetti francesi, italiani eccetera

Perché da amante dei fumetti hai deciso di farne un lavoro?

Io sono sempre stato innamorato da tutto quello che è multimediale o che comunque sia narrativo, quindi a partire dai libri, fumetti. I fumetti mi hanno sempre affascinato poichè avevano questa componente artistica del disegno; infatti ho iniziato disegnando e sono arrivato ad un’età adolescenziale dove ho capito che era l’unica cosa che potessi fare nella vita. Qualsiasi altra cosa non mi avrebbe saputo dare la stessa emozione.

Ho iniziato a studiarli, a capirli non solo da fan ma da “esperto” e quindi comprendere come utilizzarli, cosa mi piaceva, cosa mi coinvolgeva e quali erano le regole. Finito il liceo ho frequentato la Scuola Internazionale di Comics e tutto l’iter classico che ne segue.

Hai avuto un’esperienza di studio sia per quanto riguarda il disegno che la sceneggiatura, è un qualcosa che torna utile nella professione di editor?

Certamente, molto più nella professione da editor che in quella da sceneggiatore, però già come insegnante è una cosa che ti serve e come editor è essenziale; perché se non sapessi niente di disegno mi limiterei soltanto al mio gusto o comunque a dei commenti approssimativi. 

Ho smesso di disegnare perché ho capito che non era quello che volevo fare, volevo più che altro sceneggiare, però è una passione che ho studiato ed un “effort” che metto in più nel mio lavoro.

Da docente ti occupi solo dei corsi di sceneggiatura o sia sceneggiatura che disegno? E come è nata la voglia di insegnare?

Io mi occupo principalmente della sezione di sceneggiatura, ma sono anche in quella fumetto e mi occupo principalmente di “storia del fumetto” e di “web comics”. 

Perché lo studio del fumetto è diventato un mio pallino fisso, avendo studiato tanto il fumetto e avendo delle qualità da portare, avevo notato che mancava in alcune scuole quest’approccio ed era una cosa, secondo me, essenziale per un nuovo autore.

Ho cercato di entrare in questo mondo e cerco sempre di sperimentare sia nel fumetto che nell’insegnamento. Faccio “storia del fumetto” ma anche “web comics” che potrebbero sembrare opposte, andando nell’innovazione, però non è così.

È importante avere delle buone basi storiche per proiettarsi nel futuro?

Sì, secondo me è essenziale. È proprio la base per un fumettista: capire la storia del fumetto aiuta a svolgere appieno il proprio lavoro.

Parlando di web comics, da cosa nasce l’idea di Jundo?

Allora, riguardo a Jundo io sono entrato in corsa, non era ancora ufficiale, ma sono entrato prima come autore e poi come editor. Jundo è una realtà che si occupa di web comics ma non solo. Noi stampiamo anche in cartaceo appena finisce l’albo online, perché crediamo fortemente che la commistione fra queste due aree produca effetti benevoli e non disintegrarsi l’una con l’altra.

È una qualità in più saper sfruttare sia l’online che il cartaceo.

La paura della scomparsa del cartaceo terrorizza molti lettori: tuttavia risulta essere un mito da sfatare?

Sì certo. Jundo funziona come una serie che viene pubblicata a capitoli, quando finisce la serie, o il primo volume della serie, noi lo pubblicheremo in cartaceo: dove l’autore prenderà il 100% delle royalties tolte le spese. Finanziandosi, quindi, con il cartaceo.

La nostra intenzione è continuare a sviluppare questi due fattori.

In questo periodo, in cui l’editoria italiana sta avendo diversi crolli, una realtà come questa può dare speranza a nuove reclute che si affacciano a questo mondo?

È esattamente la missione di Jundo. Noi ci vantiamo di poter abbattere queste barriere del fumetto. Una fra tutte lo sdoganamento di alcune tipologie ristagnanti nel mercato italiano. Abbiamo deciso di abbattere questo muro per aprire di più un possibile mercato.

Il mercato fumettistico italiano è il quarto per importanza a livello mondiale, però è un mercato che va sempre sul sicuro evitando rischi. Una cosa che noi cerchiamo è di puntare sui giovani e sugli esordienti, cercando di aiutarli e incanalare le loro qualità per ottimizzare il prodotto.

Devo ammettere che ci stiamo riuscendo ed è questo il nostro obiettivo: cercare di aprire un varco a chi non potrebbe pubblicare, non perché non idoneo, ma perché il mercato italiano, con le sue rigidità, non lo consentirebbe.

Una capacità di incentivare nuove creazioni, dovuta anche all’abbattimento di alcuni costi, che serve per abbattere e sdoganare alcuni standard italiani.

Questo è proprio il punto di snodo di Jundo. Noi abbiamo fumetti con dei generi che in Italia difficilmente potrebbero uscire, ma per il semplice fatto che non rischiando si condannano interi generi a prescindere.

La vostra realtà permette il fiorire di novità, ma quant’è importante, allora, lo studio del mercato?

Lo studio del mercato è fondamentale. Ogni giorno studiamo sia il mercato italiano che estero per capire quali sono le novità, quali sono le regole da infrangere o seguire per una corretta produzione: è uno studio continuo.

Come funziona Jundo?

Jundo ogni settimana propone un prodotto: che sia un nuovo Jundo original, che sia un capitolo II o III, o, che sia da Aprile, uno dei diritti esteri che abbiamo iniziato ad acquisire. Jundo funziona con un abbonamento di 1,99 euro/mensili che ti permette di leggere qualsiasi materiale online sulla piattaforma; ma soprattutto i lettori potranno beneficiare di spese di spedizione gratuite per il cartaceo.

Cartaceo che, abbiamo ipotizzato, inizierà a Maggio con la conclusione dei primi volumi.

Un’opzione molto vantaggiosa per i lettori!

Esattamente. Senza considerare il fatto che noi di Jundo non guadagnamo sul cartaceo. Noi ci rimborsiamo soltanto le spese di stampa di ogni cartaceo venduto non del cartaceo iniziale. Tutti i proventi vanno al team creativo – scrittore, sceneggiatore, disegnatore, colorista, letterista…-–. Cerchiamo di incentivare la vendita del cartaceo tagliando, appunto i costi di spedizione e, non avendo distribuzione, non dovendoci guadagnare noi di Jundo, il cartaceo avrà un prezzo concorrenzialmente basso. 

Volumi che si aggirano sui 9,90 euro in base ovviamente alla tipologia di cartaceo che si sceglie – brossurato, cartonato con magari parti extra…–, cercando di andare incontro al lettore che colleziona o che, quando ripartiranno le fiere, si vorrà far fare uno sketch dall’autore.

Una proposta molto interessante, considerando che offrite numerosi titoli ad un costo notevolmente contenuto. Voi siete attivi da Dicembre 2020: che feedback state ricevendo?

In realtà abbiamo dei grandissimi feedback soprattutto positivi, tuttavia incentiviamo anche critiche che possano spingerci a migliorarci. Stiamo avendo una community bella solida: una pagina instagram molto attiva dove riceviamo commenti, un canale telegram, gruppi interni con gli autori dove non ci sono gli editor…

Cerchiamo di rendere la community sempre più forte per essere una Famiglia Jundo sia con i lettori che con gli autori che spesso dialogano insieme scambiandosi opinioni. 

Molti hanno chiesto all’autore, per esempio, che tipo di tecnica usa per disegnare o  qual è il suo percorso di studi, insomma tutte curiosità che formano una community bella forte che ci impegniamo a portare avanti giorno dopo giorno.

Da cosa deriva il nome Jundo?

Il nome Jundo è un top secret e che purtroppo non posso rivelarlo. Ci penseranno altri a dirlo, per ora è un mistero.

Allora manterremo il mistero. Tra i tuoi fumetti, qual è quello che consiglieresti di leggere per farti conoscere dal pubblico?

Bella domanda! Ti parlo di due fumetti che sto scrivendo su Jundo. Uno è Belle epoque e l’altro è Forelsket. Entrambi rispondono alla tua domanda.

Mi è rimasto di più impresso Forelsket perchè è uno dei fumetti che ho scritto per primo, stavo ancora a scuola ed ha avuto numerosi rimaneggiamenti fino ad arrivare ora ad avere un’evoluzione che a me soddisfi ancor prima di farlo vedere a Jundo.

Per conoscermi meglio, invece, penso sia Belle epoque, che è quello che rappresenta meglio cosa voglio fare a fumetti, e cosa mi riguarda in particolare. È strano poiché è ambientato a Parigi nel 1900 e quindi non dovrebbe essere quello che mi rappresenta, però è il fumetto che mi descrive meglio.

Al di là dell’ambientazione, l’anima del fumetto rispecchia cosa vuoi fare?

Sì, esatto, è quello più rappresentativo della mia persona e della mia professione.

Consigliamo a tutti di andarlo a recuperare. Da sceneggiatore qual è stato il percorso che ti ha portato ad avvicinarti a Jundo?

Io sono stato uno sceneggiatore atipico: ho lavorato molto durante il periodo scolastico per case editrici minori italiane. Per approcciarmi subito dopo la scuola all’estero, soprattutto in Inghilterra. Dopo ho avuto un arresto perché mi sono spinto molto per l’insegnamento. Era un pallino che avevo fisso, e per insegnare non mi bastava la mia conoscenza: ho dovuto ristudiare per capire come essere pedagogicamente un buon insegnante, cosa che cerco di essere.

Dopo un paio d’anni ho deciso di ritornare alla sceneggiatura buttandomi in America, dove ho dei lavori che stanno per uscire, in Francia, ma soprattutto su Belle epoque con Lorenzo Grassi. Belle epoque mi ha portato da Jundo, poiché era un lavoro che volevamo fare, ma ci siamo accorti che parlavamo di tematiche che difficilmente avrebbero trovato un mercato.

Quindi Jundo mi è apparsa ed ho detto: “Vediamo cosa succede!”.

A livello di insegnamento qual è l’aspetto più importante che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?

Io sono tanto per la sperimentazione. Mi piace tanto capire cosa si è fatto finora nel fumetto e dove si può andare, come si può funzionalmente stravolgerlo? Il fumetto è un medium giovanissimo ma che si può stravolgere in mille modi pur rimanendo sempre quello. 

La cosa che mi fa sempre sobbalzare con i miei studenti è quando vedo qualcosa che non ho mai visto, là io capisco che c’è talento, che c’è qualità. Magari qualcosa è merito mio, ma un qualcos’altro è veramente fuori dagli schemi: una regia inaspettata o un modo di scrivere delle battute, una storia fuori dai canoni.

La sperimentazione continua è fonte di ringiovanimento costante. Quant’è importante, quindi, per uno sceneggiatore valutare il mercato per riferirsi ad un contesto socio-economico contemporaneo?

Di base penso che il 90% di un autore è valutare il mercato. Perché come dico sempre ai miei studenti lo sceneggiatore non si limita soltanto a scrivere ma dev’essere anche il p.r. della sua storia. Deve capire qual è il mercato, come vendere il suo prodotto, a chi venderlo, quali diritti tenere, quale tipo di contratto è migliore, quale editore te lo prende ma non te lo prende.

Quindi conoscere il mercato per uno sceneggiatore, ma anche per un autore unico, o anche un disegnatore è fondamentale e necessario. Altrimenti rischi di mirare al vuoto sprecando energie e storia.

Puntare ad un mercato italiano implica che con quello che riuscirai a guadagnare difficilmente riuscirai a camparci. Perché il mercato italiano, che adoro, difficilmente ha un giro di soldi che ti permette di avere uno stipendio; perché, proprio per com’è strutturato è più complesso rispetto ad altre realtà come la Francia, l’America, soprattutto per uno sceneggiatore. 

Poi, per esempio, molte volte cito mercati in evoluzione come quello della Corea del Sud, dell’India e Sudafricano. Ovviamente sono tutte situazioni che vanno studiate e valutate. Sta a noi capire qual è la destinazione migliore.

Sei stato molto esaustivo, ti chiedo di salutare i nostri lettori che invitiamo a leggere i vari materiali offerti da Jundo.

Grazie dell’intervista, di avermi ospitato e spero che leggiate Jundo e che mi arrivino parecchi feedback poichè è una cosa a cui tengo particolarmente sia come autore che come editor.

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Dylan Dog 431: Nulla è per sempre

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Dylan Dog 431 è l’albo intitolato “Nulla è per sempre“, edito da Sergio Bonelli Editore, in edicola nel mese di agosto.

Dylan Dog 431: la trama

La storia inizia con Gertie una ragazza che lavora in un call-center. Gertie scopriamo essere una ragazza alquanto remissiva, sfruttata dalle amiche e che vive con la madre. O meglio, viveva con la madre, poiché l’anziana signora è morta, ma la figlia spesso la immagina e ci parla ancora.

Gertie si dirige al cimitero, a parlare con la madre, quando un giovane di nome Craig, le confessa di aver avuto un colpo di fulmine. I due trovano subito sintonia. Ma l’amato ragazzo nasconde un segreto.

Narrazione e disegni

La storia è scritta da Marzano che riesce a creare un ritmo molto intrigante, andando a smussare tematiche e situazioni che empatizzano in maniera coinvolgente con il lettore.

Freghieri, invece, compone le sue tavole fondendosi con i suddetti testi. Riconosciamo in tratto molto espressivo e diverse scelte vignettistiche che aiutano molto a concentrarsi sulle varie sfumature della sequenza.

Conclusioni

Dylan Dog 431 “Nulla è per sempre” è un albo che mi ha sorpreso in senso positivo. Sinceramente ho iniziato a leggere l’episodio sopraffatto dal caldo, ma man a mano che lo leggevo, mi intrigava sempre di più, facendomi completamente dimenticare delle proibitive temperature.

L’elemento che più mi ha affascinato di questo volume è il personaggio di Gertie, così sfaccettato, ma semplice così comprensibile, ma a suo modo singolare che non può che sedurre l’attenzione del lettore.

Se vi siete perse le altre recensioni di Dylan Dog le trovate qui.

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Fumetti e Cartoni

Da Zerocalcare a Maicol & Mirco, un team di superstar alle prese con Dylan Dog

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DDCF_Groucho Quarto_cover

Un team di autori travolgenti capaci di conquistare come mai prima i lettori e diventare star assolute del mondo del fumetto. ZEROCALCARE, MAICOL & MIRCO, MARCO BUCCI e JACOMO CAMAGNI: sono loro i protagonisti del nuovo DYLAN DOG COLOR FEST, in arrivo in edicola il prossimo 6 agosto per Sergio Bonelli Editore.

Un evento esclusivo che vede il debutto nelle edicole italiane di GROUCHO QUARTO, il volume che raccoglie, per la prima volta proposte nella loro versione a colori, tre storie speciali del mondo dell’Indagatore dell’Incubo, scritte e disegnate da alcuni dei più amati, seguiti, richiesti fumettisti in circolazione.

Si parte con Lo sbucciacipolle di Zerocalcare, fenomeno indiscusso capace di stravolgere ogni classifica e diventare il simbolo di un’intera generazione con il suo Armadillo, i suoi straordinari personaggi, le sue storie travolgenti e il suo impegno trascinante. Dopo il successo dei libri editi da Bao Publishing (da La Profezia dell’Armadillo a Ogni maledetto lunedì su due, da Kobane Calling a Macerie prime, da La scuola di pizze in faccia del professor Calcare a Niente di nuovo sul fronte di Rebibbia), le migliaia e migliaia di fan in coda per farsi autografare i suoi volumi e i tantissimi riconoscimenti, Zerocalcare si è aggiudicato lo scorso giugno, nell’ambito di Cartoons on the Bay, anche il Premio Sergio Bonelli assegnato al miglior prodotto crossmediale dell’anno ispirato a un fumetto, Strappare Lungo i Bordi, la serie Netflix che ha appassionato, coinvolto e commosso il pubblico di tutto il mondo.

Si prosegue con il racconto tenero e poetico Papà sto male di Maicol & Mirco con il suo stile dissacrante e fulminante. Da Gli scarabocchi di Maicol & Mirco, le geniali vignette rosse e nere che debuttarono sul web per essere poi raccolte nell’elegante Opera Omnia pubblicata da Bao Publishing, passando per le collaborazioni con Linus, SmemorandaMaicol & Mirco si è aggiudicato quest’anno la prima edizione del Premio Tuono Pettinato.

Chiude il volume La caduta di Gro-Uk-Oh Il Distruttore di Marco Bucci e Jacopo Camagni, gli straordinari autori che con la saga urban fantasy Nomen Omen, edito in Italia da Panini Comics, hanno sedotto e travolto anche il pubblico statunitense e quello francese e che arriveranno presto in libreria con una nuova serie di Casa Bonelli intitolata Simulacri, che sarà presentata in anteprima a Lucca Comics & Games.

Le tre storie di DYLAN DOG COLOR FEST 42, proposte in fumetteria nel 2017 nella serie dei Grouchini, sono state colorate per l’occasione da Sergio Algozzino e arrivano oggi per la prima volta in edicola.La copertina dell’albo è di Zerocalcare,la cura editoriale di Roberto Recchioni.

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“Animali misteriosi e come mangiarli”, il ricettario più strano di sempre

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animali misteriosi e come mangiarli

Edizioni NPE dà alle stampe un ricettario d’epoca, rigorosamente immaginario, che porta in tavola le creature più temibili e leggendarie evocate negli antichi miti e in contesti più moderni: «Animali misteriosi e come mangiarli», un nuovo volume a cura di Imaginary Travel Ltd, già autori de «I luoghi di Lovecraft» e «Vampiri – Dove trovarli» per la stessa casa editrice.


Come si cucina un unicorno? Come si organizza la complessa logistica necessaria a realizzare un cacciucco di Kraken? Qual è la miglior ricetta per impiattare la leggendaria chimera? Questo è solo un assaggio di “Animali misteriosi e come mangiarli”: sulle pagine sfilano basilischi e sarchiaponi, demoni nordeuropei, piante carnivore africane e mostruosità cretesi in un autentico carosello di sapori esotici e delizie impreviste.

Oltre a spiegare come cucinare queste creature, il ricettario introduce il lettore a un’ironica familiarità con la loro storia, senza dimenticare di suggerire come fare a catturarle. Il tutto arricchito da illustrazioni ispirate ai bestiari medievali e ai libri di cucina del XIX secolo.

Una curiosità: gli autori hanno ideato ricette realmente riproponibili con opportune sostituzioni di ingredienti (soprattutto il principale, che non è reale o non è ancora stato scoperto). Una fenice può essere sostituita da un fagiano, un kraken da un polpo e così via, seguendo fantasia e ispirazione. In libreria dal 22 luglio.

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