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Fumetti e Cartoni

JUNDO: Intervista all’autore Matteo Filippi

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Quest’oggi abbiamo avuto il piacere di poter intervistare Matteo Filippi, insegnante di sceneggiatura e fumetto all’Accademia Internazionale di Comics, sceneggiatore ed editor per Jundo.

Buonasera Matteo, per chi non ti conoscesse, potresti fare una veloce presentazione di te?

Domanda difficile… Dunque sono Matteo Filippi, ho 28 anni sono di Livorno e faccio lo sceneggiatore ormai da 4-5 anni e sono anche insegnante alla Scuola Internazionale di Comics e per Jundo mi occupo di vari settori: sono autore, editor e responsabile dei diritti su licenza.

Come nasce la passione per i fumetti?

Penso sia iniziata all’età di 6 anni, appena si inizia a leggere, con i fumetti della Disney come Paperino. Poi sono passato ai manga e nell’adolescenza scoprii i fumetti americani, e successivamente il resto: fumetti francesi, italiani eccetera

Perché da amante dei fumetti hai deciso di farne un lavoro?

Io sono sempre stato innamorato da tutto quello che è multimediale o che comunque sia narrativo, quindi a partire dai libri, fumetti. I fumetti mi hanno sempre affascinato poichè avevano questa componente artistica del disegno; infatti ho iniziato disegnando e sono arrivato ad un’età adolescenziale dove ho capito che era l’unica cosa che potessi fare nella vita. Qualsiasi altra cosa non mi avrebbe saputo dare la stessa emozione.

Ho iniziato a studiarli, a capirli non solo da fan ma da “esperto” e quindi comprendere come utilizzarli, cosa mi piaceva, cosa mi coinvolgeva e quali erano le regole. Finito il liceo ho frequentato la Scuola Internazionale di Comics e tutto l’iter classico che ne segue.

Hai avuto un’esperienza di studio sia per quanto riguarda il disegno che la sceneggiatura, è un qualcosa che torna utile nella professione di editor?

Certamente, molto più nella professione da editor che in quella da sceneggiatore, però già come insegnante è una cosa che ti serve e come editor è essenziale; perché se non sapessi niente di disegno mi limiterei soltanto al mio gusto o comunque a dei commenti approssimativi. 

Ho smesso di disegnare perché ho capito che non era quello che volevo fare, volevo più che altro sceneggiare, però è una passione che ho studiato ed un “effort” che metto in più nel mio lavoro.

Da docente ti occupi solo dei corsi di sceneggiatura o sia sceneggiatura che disegno? E come è nata la voglia di insegnare?

Io mi occupo principalmente della sezione di sceneggiatura, ma sono anche in quella fumetto e mi occupo principalmente di “storia del fumetto” e di “web comics”. 

Perché lo studio del fumetto è diventato un mio pallino fisso, avendo studiato tanto il fumetto e avendo delle qualità da portare, avevo notato che mancava in alcune scuole quest’approccio ed era una cosa, secondo me, essenziale per un nuovo autore.

Ho cercato di entrare in questo mondo e cerco sempre di sperimentare sia nel fumetto che nell’insegnamento. Faccio “storia del fumetto” ma anche “web comics” che potrebbero sembrare opposte, andando nell’innovazione, però non è così.

È importante avere delle buone basi storiche per proiettarsi nel futuro?

Sì, secondo me è essenziale. È proprio la base per un fumettista: capire la storia del fumetto aiuta a svolgere appieno il proprio lavoro.

Parlando di web comics, da cosa nasce l’idea di Jundo?

Allora, riguardo a Jundo io sono entrato in corsa, non era ancora ufficiale, ma sono entrato prima come autore e poi come editor. Jundo è una realtà che si occupa di web comics ma non solo. Noi stampiamo anche in cartaceo appena finisce l’albo online, perché crediamo fortemente che la commistione fra queste due aree produca effetti benevoli e non disintegrarsi l’una con l’altra.

È una qualità in più saper sfruttare sia l’online che il cartaceo.

La paura della scomparsa del cartaceo terrorizza molti lettori: tuttavia risulta essere un mito da sfatare?

Sì certo. Jundo funziona come una serie che viene pubblicata a capitoli, quando finisce la serie, o il primo volume della serie, noi lo pubblicheremo in cartaceo: dove l’autore prenderà il 100% delle royalties tolte le spese. Finanziandosi, quindi, con il cartaceo.

La nostra intenzione è continuare a sviluppare questi due fattori.

In questo periodo, in cui l’editoria italiana sta avendo diversi crolli, una realtà come questa può dare speranza a nuove reclute che si affacciano a questo mondo?

È esattamente la missione di Jundo. Noi ci vantiamo di poter abbattere queste barriere del fumetto. Una fra tutte lo sdoganamento di alcune tipologie ristagnanti nel mercato italiano. Abbiamo deciso di abbattere questo muro per aprire di più un possibile mercato.

Il mercato fumettistico italiano è il quarto per importanza a livello mondiale, però è un mercato che va sempre sul sicuro evitando rischi. Una cosa che noi cerchiamo è di puntare sui giovani e sugli esordienti, cercando di aiutarli e incanalare le loro qualità per ottimizzare il prodotto.

Devo ammettere che ci stiamo riuscendo ed è questo il nostro obiettivo: cercare di aprire un varco a chi non potrebbe pubblicare, non perché non idoneo, ma perché il mercato italiano, con le sue rigidità, non lo consentirebbe.

Una capacità di incentivare nuove creazioni, dovuta anche all’abbattimento di alcuni costi, che serve per abbattere e sdoganare alcuni standard italiani.

Questo è proprio il punto di snodo di Jundo. Noi abbiamo fumetti con dei generi che in Italia difficilmente potrebbero uscire, ma per il semplice fatto che non rischiando si condannano interi generi a prescindere.

La vostra realtà permette il fiorire di novità, ma quant’è importante, allora, lo studio del mercato?

Lo studio del mercato è fondamentale. Ogni giorno studiamo sia il mercato italiano che estero per capire quali sono le novità, quali sono le regole da infrangere o seguire per una corretta produzione: è uno studio continuo.

Come funziona Jundo?

Jundo ogni settimana propone un prodotto: che sia un nuovo Jundo original, che sia un capitolo II o III, o, che sia da Aprile, uno dei diritti esteri che abbiamo iniziato ad acquisire. Jundo funziona con un abbonamento di 1,99 euro/mensili che ti permette di leggere qualsiasi materiale online sulla piattaforma; ma soprattutto i lettori potranno beneficiare di spese di spedizione gratuite per il cartaceo.

Cartaceo che, abbiamo ipotizzato, inizierà a Maggio con la conclusione dei primi volumi.

Un’opzione molto vantaggiosa per i lettori!

Esattamente. Senza considerare il fatto che noi di Jundo non guadagnamo sul cartaceo. Noi ci rimborsiamo soltanto le spese di stampa di ogni cartaceo venduto non del cartaceo iniziale. Tutti i proventi vanno al team creativo – scrittore, sceneggiatore, disegnatore, colorista, letterista…-–. Cerchiamo di incentivare la vendita del cartaceo tagliando, appunto i costi di spedizione e, non avendo distribuzione, non dovendoci guadagnare noi di Jundo, il cartaceo avrà un prezzo concorrenzialmente basso. 

Volumi che si aggirano sui 9,90 euro in base ovviamente alla tipologia di cartaceo che si sceglie – brossurato, cartonato con magari parti extra…–, cercando di andare incontro al lettore che colleziona o che, quando ripartiranno le fiere, si vorrà far fare uno sketch dall’autore.

Una proposta molto interessante, considerando che offrite numerosi titoli ad un costo notevolmente contenuto. Voi siete attivi da Dicembre 2020: che feedback state ricevendo?

In realtà abbiamo dei grandissimi feedback soprattutto positivi, tuttavia incentiviamo anche critiche che possano spingerci a migliorarci. Stiamo avendo una community bella solida: una pagina instagram molto attiva dove riceviamo commenti, un canale telegram, gruppi interni con gli autori dove non ci sono gli editor…

Cerchiamo di rendere la community sempre più forte per essere una Famiglia Jundo sia con i lettori che con gli autori che spesso dialogano insieme scambiandosi opinioni. 

Molti hanno chiesto all’autore, per esempio, che tipo di tecnica usa per disegnare o  qual è il suo percorso di studi, insomma tutte curiosità che formano una community bella forte che ci impegniamo a portare avanti giorno dopo giorno.

Da cosa deriva il nome Jundo?

Il nome Jundo è un top secret e che purtroppo non posso rivelarlo. Ci penseranno altri a dirlo, per ora è un mistero.

Allora manterremo il mistero. Tra i tuoi fumetti, qual è quello che consiglieresti di leggere per farti conoscere dal pubblico?

Bella domanda! Ti parlo di due fumetti che sto scrivendo su Jundo. Uno è Belle epoque e l’altro è Forelsket. Entrambi rispondono alla tua domanda.

Mi è rimasto di più impresso Forelsket perchè è uno dei fumetti che ho scritto per primo, stavo ancora a scuola ed ha avuto numerosi rimaneggiamenti fino ad arrivare ora ad avere un’evoluzione che a me soddisfi ancor prima di farlo vedere a Jundo.

Per conoscermi meglio, invece, penso sia Belle epoque, che è quello che rappresenta meglio cosa voglio fare a fumetti, e cosa mi riguarda in particolare. È strano poiché è ambientato a Parigi nel 1900 e quindi non dovrebbe essere quello che mi rappresenta, però è il fumetto che mi descrive meglio.

Al di là dell’ambientazione, l’anima del fumetto rispecchia cosa vuoi fare?

Sì, esatto, è quello più rappresentativo della mia persona e della mia professione.

Consigliamo a tutti di andarlo a recuperare. Da sceneggiatore qual è stato il percorso che ti ha portato ad avvicinarti a Jundo?

Io sono stato uno sceneggiatore atipico: ho lavorato molto durante il periodo scolastico per case editrici minori italiane. Per approcciarmi subito dopo la scuola all’estero, soprattutto in Inghilterra. Dopo ho avuto un arresto perché mi sono spinto molto per l’insegnamento. Era un pallino che avevo fisso, e per insegnare non mi bastava la mia conoscenza: ho dovuto ristudiare per capire come essere pedagogicamente un buon insegnante, cosa che cerco di essere.

Dopo un paio d’anni ho deciso di ritornare alla sceneggiatura buttandomi in America, dove ho dei lavori che stanno per uscire, in Francia, ma soprattutto su Belle epoque con Lorenzo Grassi. Belle epoque mi ha portato da Jundo, poiché era un lavoro che volevamo fare, ma ci siamo accorti che parlavamo di tematiche che difficilmente avrebbero trovato un mercato.

Quindi Jundo mi è apparsa ed ho detto: “Vediamo cosa succede!”.

A livello di insegnamento qual è l’aspetto più importante che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?

Io sono tanto per la sperimentazione. Mi piace tanto capire cosa si è fatto finora nel fumetto e dove si può andare, come si può funzionalmente stravolgerlo? Il fumetto è un medium giovanissimo ma che si può stravolgere in mille modi pur rimanendo sempre quello. 

La cosa che mi fa sempre sobbalzare con i miei studenti è quando vedo qualcosa che non ho mai visto, là io capisco che c’è talento, che c’è qualità. Magari qualcosa è merito mio, ma un qualcos’altro è veramente fuori dagli schemi: una regia inaspettata o un modo di scrivere delle battute, una storia fuori dai canoni.

La sperimentazione continua è fonte di ringiovanimento costante. Quant’è importante, quindi, per uno sceneggiatore valutare il mercato per riferirsi ad un contesto socio-economico contemporaneo?

Di base penso che il 90% di un autore è valutare il mercato. Perché come dico sempre ai miei studenti lo sceneggiatore non si limita soltanto a scrivere ma dev’essere anche il p.r. della sua storia. Deve capire qual è il mercato, come vendere il suo prodotto, a chi venderlo, quali diritti tenere, quale tipo di contratto è migliore, quale editore te lo prende ma non te lo prende.

Quindi conoscere il mercato per uno sceneggiatore, ma anche per un autore unico, o anche un disegnatore è fondamentale e necessario. Altrimenti rischi di mirare al vuoto sprecando energie e storia.

Puntare ad un mercato italiano implica che con quello che riuscirai a guadagnare difficilmente riuscirai a camparci. Perché il mercato italiano, che adoro, difficilmente ha un giro di soldi che ti permette di avere uno stipendio; perché, proprio per com’è strutturato è più complesso rispetto ad altre realtà come la Francia, l’America, soprattutto per uno sceneggiatore. 

Poi, per esempio, molte volte cito mercati in evoluzione come quello della Corea del Sud, dell’India e Sudafricano. Ovviamente sono tutte situazioni che vanno studiate e valutate. Sta a noi capire qual è la destinazione migliore.

Sei stato molto esaustivo, ti chiedo di salutare i nostri lettori che invitiamo a leggere i vari materiali offerti da Jundo.

Grazie dell’intervista, di avermi ospitato e spero che leggiate Jundo e che mi arrivino parecchi feedback poichè è una cosa a cui tengo particolarmente sia come autore che come editor.

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Aumento dei prezzi dei fumetti, Panini rassicura i lettori

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aumento prezzi fumetti

Anche Panini Comics ha dovuto annunciare, a malincuore, tramite un post su Facebook (e sugli altri social), l’aumento dei prezzi per quanto riguarda alcuni dei loro fumetti.

Ma la rassicurazione ai lettori non tarda ad arrivare, la casa editrice infatti si è impegnata a comunicare che farà il possibile per contenere l’aumento.

Come mai un rincaro?

Purtroppo non è una diretta volontà di Panini l’aumento dei prezzi, ma la conseguenza di un problema che sta colpendo vari settori dell’editoria e non solo.

L’aumento del costo della carta infatti è un fattore che deriva dalla scarsità di cellulosa, quindi della materia prima alla basa della sua realizzazione. Questo è dovuto in parte ad una difficoltà di approvvigionamento negli ultimi anni (situazione Covid mondiale) così la domanda in continua crescita non si è potuta soddisfare. E questo ginepraio ha portato inesorabilmente ai risultati che conosciamo.

Effettivamente Panini non è la prima e non sarà l’ultima in Italia – abbiamo già visto i rincari di casa Sergio Bonelli Editore. Ma moltissime case editrici, piano piano, si stanno preparando ad alzare i prezzi.

Rincari, carta e costi

La difficoltà di approvvigionamento, l’aumento della domanda, quindi dei costi e di svariate spese che gli editori devono sostenere, porterà all’aumento complessivo dei prezzi del cartaceo, che si ripercuoterà sul consumatore finale, quindi i lettori. Ma è possibile quantificare questo rincaro?

In realtà da casa Panini non si sono sbottonati molto, anzi per niente. Il che non è detto sia un buon segno. Hanno scritto di voler contenere i costi anche se le previsioni di molti del settore prevedono un aumento significativo dei prezzi, proprio considerando la situazione mondiale cui stiamo assistendo.

Previsioni

I rincari saranno d’obbligo in molte realtà e la riflessione sorge naturale: cosa succederà? Probabilmente il mercato fumettistico si dovrà ripensare, soprattutto in determinate nazioni, in chiave digitale.

Già stiamo vedendo diverse realtà aperte a questa opzione e potrebbe essere la scelta migliore per non perdere lettori (avendo il digitale costi più contenuti), ma mantenendo un cartaceo facoltativo, sperando non diventi proibitivo e, quindi, solo per una élite ristretta.

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Ecco le novità editoriali Kleiner Flug – DOUbLe SHOt con cui si dà il via al nuovo anno

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Il nuovo anno parte con tante novità in casa Kleiner Flug – DOUbLe SHOt, eccole di seguito!

Per celebrare i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta, Kleiner Flug, con la preziosa collaborazione dell’Istituto per la lingua italiana di Mòntreal, propone una quadrilogia a fumetti su Dante Alighieri, che cerca di affrontare in maniera organica i temi principali (l’amore, l’amicizia, la politica e l’esilio) che hanno percorso la vita del Sommo Poeta. I volumi, proposti in una splendida veste deluxe cartonata e pagine d’alta grammatura, compongono il prezioso interno del cofanetto firmato da Michele Penco, mentre la loro costola ospita l’iconico profilo dantesco.

  • Il primo volume è la riedizione deluxe di un classico Kleiner già molto amato, Dante Alighieri. Amor mi mosse, best-seller sin dal 2015 che racconta del rapporto amoroso tra Dante e Beatrice dall’inedito punto di vista della dama angelicata.
  • Dante Alighieri. Primo de li miei amici“, secondo volume della quadrilogia e primo tra gli inediti, racconta la tormentata amicizia di Dante con Guido Cavalcanti e Lapo Gianni. Il libro insegue la scia narrativa del famoso sonetto dantesco “Guido i’ vorrei che tu Lapo e io”, in cui il poeta immagina di varcare i cieli di Firenze su un vascello incantato, su cui i suoi amici, le loro donne e lui possano trascorrere del tempo lieve. Ma la differenza di intenti e vedute dei tre amici mette a dura prova questo idillio, trasportando nella realtà dei contrasti che sembravano destinati a rimanere soltanto letterari. Scritta da Alessio D’Uva e Filippo Rossi, già sceneggiatori di “Amor mi mosse”, e disegnata da Angelica Regni, la storia è impreziosita da altri episodi che raccontano il rapporto di Dante con gli amici, come il musico Casella o Farese Donati, con cui Dante si esibisce in una tenzone comica di fronte ai fiorentini divertiti.
  • Dante Alighieri. Le fangose genti“, terzo capitolo scritto da Marco Cei e disegnato da Genny Ferrari, vede Dante, ormai privo del sostegno dell’amico Guido con cui la frattura si è fatta insanabile, coinvolto nella vita politica di Firenze. Il Sommo Poeta viene eletto Priore nel semestre in cui gli scontri fra le nascenti fazioni dei Bianchi e dei Neri si fanno più caldi, e alla perdita degli amici si aggiunge la comparsa di nemici sempre più potenti, da Filippo Argenti a Papa Bonifacio, passando per il “Barone” Corso Donati. La vita dell’Alighieri ne viene sconvolta irrimediabilmente, arrivando alla fatidica sentenza di condanna all’esilio. Solo la poesia potrà recargli le sue giuste vendette su quella marmaglia infame a lui contraria…
  • Chiude infine il cerchio “Dante Alighieri. La selva oscura“, quarto e ultimo volume della raccolta, che vede tornare ai disegni Astrid Lucchesi, già disegnatrice di “Dante Alighieri. Amor mi mosse”, per la sceneggiatura di Marco Rastrelli. Dante, esiliato da Firenze, trova riparo a Forlì, da Scarpetta degli Ordelaffi. Coinvolto in battaglie, trattative, complotti, il Sommo Poeta tenta tutte le carte possibili per poter rientrare nella sua città. Ma la fine è ben nota, come sappiamo. Non ritroverà la sua patria, ma da tutta quell’esperienza e dal turbinio di vizi nefandi di cui è stato testimone, saprà assurgere, con la sua arte, all’immortalità.

Sotto l’etichetta DOUbLe SHOt, invece, oltre a uscite editoriali che anch’esse vanno a celebrare importanti anniversari, abbiamo novità palpitanti e disturbanti visioni oniriche:

  •  “Hanoi Swing”, noir hardboiled vincitore del concorso 3 Bullets, scritto dai giovanissimi Mariano Rose e Simone Perlina. Sullo sfondo della capitale vietnamita, Punch, il protagonista, è uno strozzino che lavora per il boss della malavita Melvin, creatore di un impero del crimine a base di oppio, scommesse e sogni infranti. Punch, suo malgrado, dovrà mettersi sulle tracce di Xuan, debitore nei confronti di Melvin di una grossa cifra e che si è rifiutato di pagare, scomparendo nel nulla, ma finirà travolto da un’intricata trama di misteri che lo metterà a dura prova…
  • Il nuovo graphic novel di Michele Penco, “Le notti della falena” segna invece un grande ritorno. Già autore della nostra scuderia sin dal suo esordio, “Incubi”, e poi anche del nominato al Premio Boscarato e vincitore dell’”Audaci Awards”, “Racconti azzurri”, Michele Penco rispetta ancora una volta la sua cifra autoriale e scrive un thriller sovrannaturale, onirico e inquietante, in cui nulla è come appare e un misterioso manufatto legato al culto dei morti, il Vaso della Luna, guida la narrazione.
  • In occasione degli 80 anni dalla nascita di Muhammad Ali, DOUbLe SHOt omaggia la straordinaria parentesi esistenziale del più grande pugile di tutti i tempi con il graphic novel “Muhammad Ali”, scritto da Francesco “Baro” Barilli e Gabriele “Lele” Corvi. Una vita all’insegna della lotta, contro i propri avversari sportivi, il razzismo dilagante e il morbo di Parkinson, raccontata con una sintesi assoluta nel tratto e la lucidità del racconto di formazione di un mito.

Fino al 31 di Gennaio sarà possibile acquistare dal sito di Kleiner Flug tutti i volumi, anche le novità, con uno sconto del 5% inserendo il codice promozionale “Natale Kleiner!” prima di finalizzare il pagamento.

Le novità, però, non sono finite qui: di recente, infatti, Kleiner Flug è sbarcata sul web, grazie alla collaborazione con la piattaforma di lettura digitale Izneo, la prima in Europa per numero di utenti e ampiezza di catalogo.

Per Kleiner: Dante Alighieri (Amor mi Mosse); Dante Alighieri (Primo de li mei amici); Dante Alighieri (Le fangose genti); Dante Alighieri (La selva oscura); La dama degli Abissi – La storia segreta di Elisa Bonaparte; Horatio Nelson Vol. 1 and Vol. 2; Il filo Invisibile Vol. 1 and Vol. 2; Garibaldi Vol. 1 and Vol. 2; La preda più pericolosa; Rosso Malpelo; Leonardo Da Vinci; Giulio Cesare vol. 1; Giulio Cesare vol. 2; Napoleone Bonaparte Vol. 1; Napoleone Bonaparte Vol. 2

Per DOUbLe SHOt: Ford Ravenstock vol. 1; Carriera criminale di Clelia C.; Muhammad Ali; I 21 vaffanculo di Zeno; In Principio – Storie crudeli della Bibbia; Rocketo vol. 1 – Viaggio nel Mare Nascosto; Il viaggio di Tito.

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Memento: uno sguardo per non dimenticare, la recensione

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Memento, scritto e disegnato da Arianna Calabretta è un’opera Jundo che adesso è disponibile anche in formato cartaceo. Si tratta di una graphic novel di circa 120 tavole colorate e, se volete saperne di più sull’artista, guardate la nostra intervista esclusiva.

Memento: la trama

La storia vede come protagonista una ragazza di nome Emma. Emma è una ragazza apparentemente normale: ha una famiglia, va scuola… ma ha qualcosa di diverso. Emma è tormentata da alcuni incubi tremendi che la fanno soffrire.

La faccenda si complica nel momento in cui questi incubi si iniziano a fondersi con la realtà facendole perdere quasi del tutto l’orientamento.

Lei si interroga su cosa siano questi incubi, da dove vengono. Però purtroppo a casa non trova un clima e una situazione ideali per poter chiedere aiuto, anzi. I genitori, alle prese con le loro litigate e la loro separazione, sembrano ciechi e sordi nei confronti di Emma, che dovrà cavarsela da sola.

Narrazione e disegni

La narrazione di “Memento” si intreccia fra tre tempi diversi creando un bellissimo flusso sempre molto movimentato. Il primo è la narrazione al tempo presente, quello che vive Emma ogni giorno e questo le fa vivere il secondo intreccio narrativo, ossia quello dei ricordi. I ricordi le riportano alla mente emozioni antiche, forti, incontrollabili. E l’unione di questi due produce il terzo intreccio, ossia gli incubi. Gli incubi si manifestano come esperienze e figure archetipiche che tormentano la protagonista.

Il tutto si suggella con dei tratti, come confermato anche dall’autrice nell’intervista, unici, che non si possono scoprire. Le vignette e le tavole assumono quindi una colorazione e una morbidezza diversa in base non solo agli intrecci temporali ma anche emotivi di Emma.

Conclusioni: Memento!

Come un monito Memento si pone l’obiettivo di raccontare per sensibilizzare, empatizzare e istruire il lettore nei confronti di alcune tematiche importanti. La tematiche principale è la malattia mentale, spesso sottovalutata o trattata in maniera superficiale e con pregiudizio, è invece la chiave per comprendere questa graphic novel che cerca di parlare a cuore aperto e di arrivare a delle orecchie che, speriamo, siano in grado di ascoltare.

A corollario di questo problema ci sono i rapporti interpersonali con la famiglia, che mettono in evidenza il problema delle dinamiche di non ascolto e, in un certo senso, quindi la solitudine che ne deriva, che porta le persone a chiudersi, ad isolarsi e a sprofondare in un oblio che piano piano ingloba qualsiasi forma di vita.

L’importanza di raccontare queste situazioni e la lettura di tali opere però possono aiutarci a riflettere su questi argomenti.

Se vi capita leggetelo e se volete collezionarlo la copia cartacea è assolutamente valida: buona qualità della carta, copertina morbida e colori vivi e non sbiaditi.

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