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Recensione: Life is Strange 2, un grosso fallimento con grandi potenzialità

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Introduzione della serie
Life is Strange 2
La Trama
I Personaggi
La Narrazione
L’influenza delle scelte
Comparto tecnico
Comparto sonoro
Conclusioni

Il primo Life is Strange ha riscosso un grande successo negli ultimi anni e tra gli appassionati di avventure grafiche gode di ottima fama. L’intricata avventura di Max e Chloe, condita da un grande mistero da risolvere, storie di vita quotidiana e riavvolgimenti temporali ha fatto letteralmente innamorare la maggior parte dei giocatori che ha avuto il piacere di giocarla.

Arcadia Bay, cittadina dell’Oregon in cui la vicenda era ambientata, era un luogo che nel corso della narrazione si imparava a conoscere e che veniva profondamente sviscerato, un vero e proprio microcosmo pulsante, scritto con dovizia e passione, di cui si sentiva realmente la mancanza una volta terminato il gioco. Lo stesso discorso era applicabile anche al cast di personaggi, profondo, credibile e con cui era molto naturale empatizzare.

Chi non si è sentito vicino a Chloe nei momenti in cui ricordava con malinconia il padre? Chi non ha provato in tutti i modi a salvare Kate Marsh da un’orrenda fine? E soprattutto: chi non ha sofferto nel prendere la decisione finale a cui la storia poneva dinanzi? La potenza del primo Life is Strange (e anche del suo spin-off Before The Storm, seppur in misura minore) era questa: coinvolgere emotivamente il giocatore e farlo sentire parte di un universo particolareggiato e consistente. Certo, qualche sbavatura narrativa a livello di trama era presente, ma nulla che andasse ad inficiare o a rovinare quell’interessante esperienza ripartita in cinque capitoli che scivolavano via in maniera tremendamente scorrevole.



Life is Strange 2

Nel 2017, quando oltre a Before The Storm (prequel in tre episodi incentrato su Chloe e Rachel Amber) venne annunciato Life is Strange 2, molti rimasero sorpresi e incuriositi. Secondo quanto dichiarato dagli sviluppatori di Dontnod, essendosi conclusa definitivamente la storia di Max e Chloe, questa nuova iterazione della serie avrebbe presentato un contesto e dei protagonisti totalmente inediti e slegati dal capitolo precedente. Un vero azzardo da parte loro, considerando quanto le due eroine fossero adorate e amate dal pubblico. L’intento dei ragazzi della software house francese era, stavolta, di raccontare una storia che coinvolgesse personaggi  ordinari dotati di un background con il quale fosse facile riconoscersi e immedesimarsi. Il tutto ovviamente senza rinunciare ad un pizzico di soprannaturale; d’altronde, a rendere emozionante il primo Life is Strange era stato proprio il potere che Max possedeva, ossia riavvolgere il tempo a suo piacimento

Un primo assaggio di Life is Strange 2 ci è arrivato nel giugno del 2018 con The Awesome Adventure of Captain Spirit un mini-episodio di buona fattura distribuito gratuitamente in digitale che seguiva le vicende di Chris Eriksen, un bambino dotato di grande immaginazione il quale si è rivelato però non essere il vero protagonista del titolo, bensì una semplice comparsa (purtroppo).

Il primo dei cinque episodi che compongono l’opera è stato invece rilasciato il 27 settembre 2018 mentre l’ultimo il 3 dicembre 2019, quasi un anno e tre mesi dopo. Gli interrogativi, ora che disponiamo tra le mani dell’intero gioco, sorgono spontanei: Dontnod è riuscita a sfornare un’altro gioco emozionante e degno di nota? Life is Strange 2 è valido quanto il suo predecessore?

La risposta è un secco no e ora ve ne spiegheremo le ragioni.



La Trama

Life is Strange 2 segue le vicende di una coppia di fratelli, Sean e Daniel Diaz, rispettivamente di 16 e 9 anni. Un giorno, in seguito ad uno sventurato scherzo del destino che vedrà la morte violenta del loro padre, i due si ritroveranno catapultati in un’avventura più grande di loro. Soli e abbandonati in mondo ricco di insidie e senza più una casa dove tornare i due decideranno di mettersi in marcia e di raggiungere il Messico, paese di cui il loro genitore era originario. Ad aiutarli a superare gli ostacoli più insormontabili vi sarà il potere speciale di cui il piccolo Daniel è dotato, ossia la telecinesi, che gli permette di spostare oggetti ed essere viventi con la sola forza del pensiero. 

Come avrete intuito quindi, Life is Strange 2 è un road-trip, che vi porterà dalla grande Seattle alla calda Puerto Lobos, attraversando numerosi stati differenti.

Sulla carta l’idea appare sicuramente intrigante e si nota già da questa premessa quanto questo secondo capitolo si discosti dal predecessore: con Max non si superavano mai i confini di Arcadia Bay, mentre qui invece ci ritroveremo ad esplorare l’America in lungo e in largo.

I personaggi

Se in potenza può sembrare una trovata interessante, il problema resta nella sua esecuzione. Nel corso del loro viaggio, Sean e Daniel incontreranno una folta schiera di personaggi secondari. Peccato che tutti quanti siano dotati di uno screen-time davvero esiguo che solitamente non va oltre il singolo episodio e che di fatto, non vi sia mai realmente il tempo di conoscerli o di approfondirli a sufficienza.

Se alla fine del primo Life is Strange riuscivamo a provare un briciolo di benevolenza nei confronti di una ragazza odiosa e viziata come Victoria Chase era grazie al character development che avveniva attraverso l’intero corso della narrazione. Ed è proprio questo che manca a Life is Strange 2: uno sviluppo caratteriale dei personaggi secondari. Vero che la struttura della trama è sicuramente diversa e di più ampio respiro essendo numerose le ambientazioni, ma le continue sostituzioni di personalità di episodio in episodio risultano alquanto fastidiose.

È un delitto scoprire che comprimari come Cassidy, Brody o Chris siano relegati al ruolo di comparse per una sola parte di gioco per poi non apparire mai più. Non appena si riesce a creare un legame o a provare curiosità nei confronti di una persona in cui Sean e Daniel incappano durante la loro marcia, essa viene tolta prepotentemente di mezzo per dare spazio a qualcun altro che sarà destinato allo stesso trattamento.

Se il primo Life is Strange era caratterizzato da un quadro di personaggi secondari saldo e ben costruito, questa seconda iterazione fallisce miseramente su questo fronte, presentando un cast poco approfondito e dimenticabile. Ad essere sviscerati a fondo saranno principalmente i due fratelli e il loro rapporto, vero perno (apparente) su cui ruota tutta l’avventura. E qui arriva l’altra nota dolente: Sean e Daniel non sono dei protagonisti degni di tale nome. Il fratello maggiore non ha carisma, non trasmette nulla e l’abilità in cui eccelle è beccarsi almeno un pugno in faccia in ogni episodio. Daniel è ancora peggio: capriccioso, caparbio e viziato, dotato di un potere che usa a sproposito,  non farà altro che creare problemi in primis al suo parente e poi ai malcapitati che avranno la sfortuna di imbattersi in loro. Sicuramente è dovuto alla sua giovanissima età, ma ciò non toglie che risulti altamente odioso e poco piacevole. Se Dontnod si era posta l’obiettivo di creare dei protagonisti con cui empatizzare, qui ha proprio mancato il bersaglio.



La Narrazione

Altro grave problema è il ritmo stesso della narrazione: lenta e  ricca di dialoghi verbosi e poco coinvolgenti. Se nel primo Life is Strange già a metà del primo episodio ci venivano introdotti il mistero da risolvere e il contesto generale, nel secondo capitolo la trama non sembra mai decollare realmente.

Ad esempio nella parte introduttiva dell’avventura, dopo una sequenza a casa dei fratelli in cui avviene l’evento che scatena la loro fuga, ci si ritrova a vagare per un bosco per almeno un’ora senza che accada nulla che riesca a tenere viva l’attenzione di colui che si trova davanti allo schermo. I due parlano tra di loro, si confrontano, ma non si riesce a sentirsi parte del contesto, non si ha, sostanzialmente, una chiara percezione su dove si voglia andare a parare. Si è semplici spettatori e si è poco partecipi e questo anche a causa del fatto che per l’intera durata del titolo ci ritroveremo a controllare solo ed esclusivamente il fratello maggiore, ossia quello tra i due che non è dotato di alcun potere paranormale, ergo non potremo disporre della telecinesi quando più ci aggrada, rimanendo così privati di parte del divertimento.

Parte fondante del gameplay del primo capitolo del brand risideva proprio nell’utilizzo del potere di Max ed era proprio questo a renderlo divertente e originale. Vero che l’abilità di Daniel in quanto a fascino non può competere con quella della ragazza, però non sarebbe stato male poterne avere il diretto controllo durante certe sezioni, evitando che ogni volta Sean debba impartire un ordine al fratello, rendendo il tutto più passivo e meno immediato. In Life Is Strange 2 mancano quelle meccaniche di gioco più frizzantine che aiutavano a spezzare il ritmo nelle iterazioni precedenti (in Before The Storm, per sopperire alla mancanza del paranormale c’erano perlomeno i dialoghi con botta e risposta di Chloe, qui nemmeno qualcosa di lontanamente simile).



L’influenza delle scelte

Una lode va invece alle scelte che potremo compiere durante l’avventura, che stavolta influenzeranno molto più pesantemente l’esito del nostro viaggio  rispetto al passato: saranno ben sette i finali che potremo gustarci (se contiamo tutte le varianti) e dipenderanno tutti dall’atteggiamento che avremo assunto nei confronti di Daniel e di alcuni personaggi e da come avremo educato il nostro fratellino ad usare il suo potere nel corso dei cinque episodi. Dontnod in questo caso ha dimostrato di aver dato ascolto ai fan che si erano dimostrati poco soddisfatti nei confronti dei due soli outcome ottenibili nel primo capitolo, che per nulla (o quasi) dipendevano dalle decisioni che si erano intraprese precedentemente. 

Diversi saranno anche certi risultati a livello di cutscene che potremo ottenere durante lo svolgersi della storia, la quale rimarrà comunque ancorata ad una sequenza fissa di eventi. I cambiamenti saranno quindi circostanziali (potremmo addirittura scegliere se passare una notte di fuoco con un ragazzo o con una ragazza, tanto per farvi un esempio) e non influiranno sul filone narrativo previsto dagli sviluppatori, così come è tipico per gli esponenti di questo genere videoludico, in cui la “scrittura” degli eventi di trama da parte del giocatore non è altro che una mera illusione.

A tal proposito, per comprendere al meglio questo “meccanismo” vi consiglio di vedere l’episodio Bandersnatch della serie Black Mirror che trovate su Netflix: è la massima espressione metanarrativa del concetto di libertà all’interno di un videogioco che da sempre fa discutere e riflettere gli appassionati di questo medium.



Comparto tecnico

Dal punto di vista grafico Life is Strange 2 è semplice ma di impatto: i colori vividi che sembrano dipinti ad acquerello tipici della serie ritornano anche in questo caso, donando al titolo una caratterizzazione unica e all’occhio piacevole. Le espressioni dei protagonisti principali sono abbastanza curate, sebbene non si attestino su picchi di eccellenza e  talvolta capita che ci siano problemi con il lip-sync, neo che affligge da sempre questa serie e sulla quale andrebbe riposta una cura maggiore, vista la presenza massiccia di dialoghi.

Meno positivi i pareri sui personaggi che fanno da “sfondo” che capita di incontrare nelle varie ambientazioni, caratterizzati da modelli poco rifiniti, soprattutto per quanto riguarda i volti. I luoghi che si esplorano invece sono spesso e volentieri molto ampi e ricchi di oggetti esteticamente curati con cui interagire, i quali saranno utili all’approfondimento del contesto, un modo di fare story-telling tipico di Life is Strange ripreso a piene mani dal tanto blasonato Gone Home.



Comparto sonoro

La colonna sonora, come da tradizione per il brand, è molto curata e comprende pezzi musicali su licenza – tra cui uno dei Gorillaz, in mezzo a tante band indie – oltre alle tracce di sottofondo strumentali composte da Jonathan Morali. Una lode va alla canzone Natalie, composta da Milk & Bone, che è possibile ascoltare durante la scena conclusiva del terzo episodio: le sue dolci note malinconiche mi hanno colpito profondamente anche se To all of you e Obstacles di Syd Matters presenti nel primo Life is Strange sono ancora oggi, a mio avviso, impareggiabili.

Per quanto riguarda il doppiaggio, nulla di particolare da segnalare. Le voci inglesi (unica lingua presente per il parlato, a differenza dei sottotitoli che sono anche in italiano) ben si adattano ai personaggi che vedremo su schermo ed è apprezzabile che per le comparse di origine messicana sia stata mantenuta la lingua spagnola, in modo tale da dare più credibilità al contesto. Il meno convincente per assurdo è Sean, doppiato dal giovanissimo Gonzalo Martin alla sua primissima esperienza nell’ambito del voice-acting ma in questo caso la colpa non è da imputare alla sua performance, quanto al personaggio già di per sé scialbo nella scrittura e nel suo stesso design.



Conclusioni

Come affermato nella parte introduttiva di questa recensione, Life is Strange 2 non è un titolo coinvolgente: questo a causa di un cast poco approfondito, di un paio di protagonisti anonimi e irritanti ma soprattutto per colpa di una scrittura inutilmente prolissa e forzata, che getta in un calderone tematiche come l’omosessualità, l’odio razziale, il fanatismo religioso e lo scontro tra le generazioni di ieri e di oggi solo per il gusto di farlo e per seguire i trend, più che per vero interesse sociale.

La superficialità e i clichè di certe situazioni che vi troverete a vivere all’interno di quest’avventura sembrano essere forzate e poco approfondite, e intaccano la creatività e l’unicità dell’opera a favore del pubblico generalista. Un contentino che più che aumentare il valore dell’opera, dal punto di vista artistico e sociale, la sminuisce, cosa che non dovrebbe succedere, dato che una creazione artistica è solo frutto dell’artigiano che la forgia e non del pubblico che ne fruisce.

Life is Strange 2 è quindi un gioco didascalico, che cerca di essere popolare e di compiacere attraverso una narrativa che non si fa scrupoli a criticare quelli che sono gli elementi di maggiore discussione nei tempi attuali.

In realtà il viaggio dei fratelli Diaz è solo un pretesto e un’illusione narrativa: il reale scopo dell’opera è denunciare i problemi sociali che affligono l’America, con una messa in scena banale e scontata. Indubbiamente il rapporto tra i due, che spesso si paragonano a dei lupi in fuga (outsider quindi che sfuggono ad un ordine pre-costituito), è il motore che muove il tutto, ma gli intenti sono differenti.

Non che gli altri Life is Strange non fossero avulsi dalle critiche alla società, ma in quel caso esse facevano da contorno alla storia che si voleva raccontare. In questo caso, come avrete intuito, la situazione è diametralmente opposta.

Peccato che Dontnod abbia voluto intraprendere questa direzione: Chris e la sua grande immaginazione sarebbero stati sicuramente un protagonista e una tematica più interessante rispetto ai due fratelli privi di carisma che vagano per l’America dell’era Trump. Sarebbe stato tutto più magico, così come lo era il potere di Maxine Caufield. Così come lo era il primo Life is Strange, che poco c’entra con questo “seguito” prolisso e mal narrato, che a mio avviso si guadagna il titolo di peggiore avventura cinematografica giocata negli ultimi anni, tanti sono gli sbadigli che mi ha causato.

Qui è mancata proprio la creatività che rendeva il suo predecessore un gran titolo: Life is Strange 2 è nato forzatamente in nome del successo del precedente capitolo, perché il brand doveva vendere ancora e questo lo si percepisce dalle situazioni poco ispirate da cui quest’opera è costellata.

Dontnod avrebbe fatto meglio a dire basta e concentrarsi su altro ma ha preferito non farlo.

Il risultato? Un grosso fallimento che andrebbe risolto con un bel riavvolgimento temporale.

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Kingdom Hearts 4: parla il creatore della serie Tetsuya Nomura

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Kingdom Hearts 4: parla il creatore della serie Tetsuya Nomura

Kingdom Hearts è una serie che è entrata di diritto nell’Olimpo dei GDR d’azione – i giochi di ruolo con forti elementi action -, grazie al suo giusto mix di novità e di rispetto per la tradizione videoludica. Il sapiente lavoro di Square Enix verso questo serie ha portato a svariati capitoli della stessa, Kingdom Hearts 4 è attualmente in fase di sviluppo il creatore della serie, Tetsuya Nomura, ha deciso di rilasciare un’intervista proprio riguardo al futuro titolo.

Nomura ha risposto a svariate domande sul sito dedicato Gameinformer, alcune delle quali abbiamo deciso di tradurre e riportare qui di seguito:

D: La serie di recente ha celebrato i suoi 20 anni. Che effetto fa guardare ai due decenni passati e quali spera sarà l’eredità di Kingdom Hearts?

R: Credo che 20 anni siano un tempo davvero lungo, tranne per il fatto che non sembrano realmente passati. Ho delle vaghe memorie di quando avevo visitato gli uffici Disney negli Stati Uniti e delle riunioni che abbiamo avuto nel corso della lunga storia di collaborazione. Ma quando si tratta dei ricordi dello sviluppo e della produzione del gioco in sé – è tutto abbastanza confuso. Ho come l’impressione che nulla sia realmente diventato un ricordo perché la serie sta proseguendo ancora, è ancora attuale. La serie sta evolvendo; le storie stanno ancora andando avanti. Per quanto riguarda l’eredità, il cuore è il tema centrale di Kingdom Hearts. Noi continueremo a narrare di quello e raccontare la storia del cuore in modi diversi.

D: Abbiamo visto Paperino e Pippo nel trailer di annuncio di Kingdom Hearts 4, molti fan però vorrebbero sapere: quanto ci sarà ancora della Disney all’interno della serie?

R: Per quanto riguarda Kingdom Hearts 4, i giocatori vedranno sicuramente alcuni mondi Disney. Vorrei rassicurarli del fatto che non si devono preoccupare di questo aspetto del gioco. Potrebbe sembrare un po’ diverso dai precedenti capitoli di Kingdom Hearts, ma quando i gamers avranno provato il gioco, sono sicuro che saranno rincuorati nello scoprire che è decisamente un Kingdom Hearts. È la serie che hanno imparato a conoscere ed amare.

Relativamente all’aspetto grafico… visto che con ogni gioco le specifiche sono davvero aumentate e che c’è così tanto che possiamo fare in termini di grafica, siamo un po’ limitati nel numero di mondi che possiamo creare, in un certo senso. Al momento stiamo cercando di capire come poter affrontare questa questione, ma ci saranno mondi Disney in Kingdom Hearts 4.

D: I fan sono piuttosto preoccupati della mancanza di personaggi di Final Fantasy nelle ultime uscite della serie. Siete ancora intenzionati a proseguire in questo senso oppure Kingdom Hearts 4 sarà l’occasione per portare nuove apparizioni?

R: So che non ci sono stati molti personaggi di Final Fantasy in Kingdom Hearts 3. C’è una cosa che vogliono chiarire: molti fan ritengono che Kingdom Hearts sia la collaborazione tra personaggi Disney e di Final Fantasy, ma io credo che non sia questo il concetto alla base di Kingdom Hearts, non è proprio questo Kingdom Hearts.

Quando abbiamo pubblicato il primo capitolo, avevamo solo alcuni personaggi originali di Kingdom Hearts, quando essi interagivano con i personaggi Disney, conosciuti e amati, avevamo l’impressione che nessuno li conoscesse, dunque era ancora difficile per loro farsi notare. Avevamo però molti personaggi di Final Fantasy coinvolti, i quali potevano dare una mano a far conoscere meglio i personaggi originali di Kingdom Hearts.

Adesso ci sono così tanti personaggi originali di Kingdom Hearts che sono amati e la gente vuol vedere loro. Con Kingdom Hearts 3, visto che avevamo così tanti personaggi originali, è stato difficile trovare posto per quelli di Final Fantasy. Stiamo cercando di trovare un equilibrio in questo. So che alcuni fan sono preoccupati per tutto ciò e che avrebbero preferito vedere più personaggi di Final Fantasy. È qualcosa al quale stiamo pensando. La questione è che con il numero di personaggi originali che abbiamo adesso, è difficile decidere quale sia il punto di equilibrio e come questo equilibrio funzionerà in Kingdom Hearts 4. Non siamo ancora in grado di dare una risposta a tutto ciò.

D: Vuole dire un’ultima parola ai fan riguardo ciò che possono aspettarsi?

R: Per quanto riguarda Kingdom Hearts 4, sfortunatamente, non ci sono molte informazioni che ho la possibilità di condividere al momento. Ma se qualcuno volesse immergersi con attenzione nell’intervista di oggi, capirebbe che ho rivelato alcuni dettagli nuovi. Sarebbe bello se i lettori potessero considerare questo e trovare così nuove informazioni.

Per concludere, qui di seguito potete trovare il trailer di annuncio di Kingdom Hearts 4 – citato nel corso dell’intervista -, caricato sul canale YouTube di Kingdom Hearts (dal minuto 4:08):

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eFootball: in arrivo la season 2 e gli aggiornamenti per dispositivi mobili

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efootball season 2

Konami Digital Entertainment è felice di annunciare che la versione mobile di eFootball PES 2021 è stata aggiornata a eFootball™ 2022 (eFootball season 2). Inoltre, numerosi eventi e campagne in-game dedicati alla Season 2 sono ora disponibili su console e dispositivi mobile.

La versione mobile di eFootball season 2 introduce la nuova modalità “Dream Team” che permette ai giocatori di creare la propria squadra, esattamente come nella versione console, e offre un nuovo livello di controllo che permette ai giocatori di prendere decisioni e modificare le tattiche di gioco sulla base delle teorie calcistiche del mondo reale.
Il gioco continuerà a preservare i nomi reali dei grandi club europei, le leggende della storia del calcio e i Live Update settimanali delle squadre e dei singoli giocatori.

Gli eventi in-game che caratterizzano la nuova stagione, “European Leagues Highlights – Clubs, Team Playstyles, and Prime Players”, inizieranno oggi e i giocatori appariranno nelle carte speciali che raffigurano i club che hanno dominato le leghe europee nella stagione 2021-2022.

Inoltre, sono ora disponibili pacchetti speciali legati ai principali club partner europei e contenenti 11 giocatori e oggetti di allenamento. Gli utenti possono mettere sotto contratto i calciatori più forti e decisivi, averli subito pronti a scendere in campo e formare, così, la propria squadra ideale!

Costruite il vostro “Dream Team” e godetevi l’emozionante competizione con giocatori di tutto il mondo.

Tenete d’occhio eFootball™ 2022, perché KONAMI si impegnerà a svilupparlo e a farlo diventare il miglior gioco di simulazione calcistica per i suoi utenti.

eFootball season 2 è finalmente disponibile su mobile. Dopo il successo sui dispositivi mobile della serie eFootball PES, che ha accumulato oltre 500 milioni di download in tutto il mondo, KONAMI porta il nuovo titolo eFootball™ nell’arena mobile!

Sono stati aggiunti nuovi controlli per migliorare l’esperienza di gioco e sperimentare il calcio moderno, le animazioni dei calciatori e il comportamento del pallone sono stati notevolmente migliorati per offrire su mobile la stessa esperienza di gioco delle console. Inclusa anche la nuova modalità di gioco “Dream Team”.

Dream Team

“Dream Team” è la nuova modalità di gioco in cui gli utenti possono costruire la squadra dei sogni mettendo sotto contratto giocatori e allenatori, facendo uso di oggetti di gioco (ad esempio GP che gli utenti possono guadagnare in-game), e competere contro altri utenti di tutto il mondo.

I giocatori possono anche sviluppare e rafforzare i loro calciatori per adattarli a differenti stili di gioco, oltre a organizzare la loro squadra attraverso il tesseramento e l’allenamento dei calciatori.

Ogni “stagione” del Dream Team sarà caratterizzata da diversi eventi. Ogni stagione ha un tema che riflette i trend del calcio reale e diversi eventi saranno attivi di conseguenza, come sfide contro altri giocatori ed eventi tour contro l’IA.

Mettendo sotto contratto calciatori e organizzando squadre in linea con il tema della stagione, gli utenti potranno avanzare negli eventi con un importante vantaggio.

eFootball Season 2 è arrivata!

La Stagione 2 “European Leagues Highlights – Clubs, Team Playstyles, and Prime Players” presenta i calciatori dei club che si sono affermati nei campionati europei 2021-2022, con attenzione particolare allo stile di squadra e alle carte speciali.

Dream Team Power Pack

I Power Pack sono stati aggiunti a eFootball™ 2022 per permettere ai giocatori di acquistare i loro calciatori top-level preferiti, i calciatori dalle squadre del cuore e aumentare le potenzialità del proprio Dream Team tramite allenamenti mirati.

Ogni pacchetto contiene un mix di 11 calciatori e oggetti allenamento. Di seguito i dettagli dei vari pacchetti e del loro contenuto:

  • Premium Ambassador Pack
    Lionel Messi e Neymar Jr. sono indubbiamente due dei migliori calciatori di sempre. Per farli brillare ancora di più, anche alcuni dei loro compagni di squadra saranno presenti in queste esclusive confezioni.

Prezzo: 2.000 monete eFootball™ ognuno​
Contenuto: ​
1 x Carta Calciatore Leggendario *Design esclusivo autografato
10 x Featured Player Card
15 x 4000 Exp. Training Program

  • Premium Club Pack
    Una serie di calciatori dei club più prestigiosi d’Europa che sono stati protagonisti di una sensazionale stagione 2021-22: FC Barcelona, FC Bayern München, Manchester United.

Carte speciali con design dedicati ai superfan.

Prezzo: 2.000 monete eFootball™ ognuno​
Contenuto: ​
1 x Carta Calciatore Leggendario *Design esclusivo autografato
10 x Featured Player Card
15 x 4000 Exp. training Program

  • Club Pack
    Un pacchetto con calciatori della stagione 2021-22 di uno dei club partner europei KONAMI: Arsenal, AS Roma, Celtic FC e molti altri!
    Prezzo: 1.500 monete eFootball™ ognuno​
    Contenuto: ​
    11 x Featured Player Card
    7 x 4000 Exp. Training Program

Nuovi elementi del Dream Team

Al Dream Team sono stati aggiunti i seguenti nuovi elementi. Questi elementi sono stati aggiunti per far evolvere la modalità di gioco e consentire agli utenti di personalizzare ulteriormente le loro squadre e di sviluppare al meglio la loro ideologia calcistica.

Obiettivi
Sono stati aggiunti nuovi “Obiettivi”, grazie ai quali i giocatori potranno guadagnare ricompense completando sfide. Sono ora disponibili anche gli Obiettivi Premium, che possono essere acquistati con monete eFootball™ per ottenere ricompense migliori.

Allenatori Leggendari
Allenatori leggendari come Johan Cruyff saranno disponibili in futuro come ricompense per gli Obiettivi Premium. Gli allenatori leggendari hanno abilità di allenamento diverse da quelle degli allenatori normali.

​Possibilità di salvare più strategie di gioco
È stata aggiunta la possibilità di salvare più stategie di gioco. Squadre con tattiche diverse per eventi diversi possono essere salvate e richiamate in ogni momento. Ciò consentirà agli utenti di creare più squadre uniche per diverse stagioni ed eventi, adattandosi al meglio alle continue e future evoluzioni di eFootball™.

Talenti suggeriti
Aggiunta una funzione “Suggerito” che migliora automaticamente i parametri nella progettazione dei talenti per far crescere i giocatori.

Update futuri
KONAMI analizza costantemente il gioco per migliorare l’esperienza dei giocatori su eFootball™. L’aggiornamento v.1.1.1 ha già risolto alcuni problemi. È previsto anche un aggiornamento futuro che risolverà altre problematiche note. Inoltre, sarà condotto un sondaggio in-game per raccogliere le opinioni e i feedback degli utenti.

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Final Fantasy 7 Rebirth: trailer della seconda parte del Remake

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Final Fantasy 7 Rebirth: trailer della seconda parte del Remake

Final Fantasy 7 Remake ha saputo fare la felicità di moltissimi amanti della saga di Square Enix, in particolare di coloro che avevano apprezzato la settima fantasia finale, riportandoli nella città di Midgar in compagnia di Cloud e compagnia. Dopo più di due anni è finalmente il primo trailer dell’attesissimo seguito del Remake in parola, chiamato Final Fantasy 7 Rebirth, che sarà reso disponibile sulla console Playstation 5.

Potete trovare trailer (con sottotitoli in italiano), caricato sul canale YouTube di Final Fantasy, qui di seguito:

Ecco un’anteprima di Final Fantasy VII Rebirth, seguito del pluripremiato Final Fantasy VII Remake del 2020.

Il nuovo capitolo della trilogia di Final Fantasy VII Remake sarà disponibile dal prossimo inverno.

Il trailer ci ha permesso di dare un primo sguardo a quello che sarà il seguito di FF7 Remake, secondo capitolo della trilogia che Square Enix ha intenzione di portare su console e di dedicare al grande mondo di Final Fantasy 7. Il video ha dato inoltre conferma del fatto che il futuro titolo sarà reso disponibile solo sulla piattaforma di Sony PlayStation 5, se questa sarà un’esclusiva temporale o meno non ci è ancora dato saperlo.

L’ultima notizia che apprendiamo dal trailer è relativa alla data di uscita di Rebirth, anche se sarebbe meglio parlare di periodo di uscita, infatti l’arrivo del titolo è previsto per il prossimo inverno, ossia tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024. Manca ancora un po’ di tempo ma noi siamo disposti ad aspettare, se servirà ad avere un titolo a livello del suo predecessore.

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