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Cyberpunk 2077: i veicoli del futuro in un nuovo video

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Cyberpunk 2077 torna a far parlare di sé, questa volta però l’attenzione è posta non su Night City o sui personaggi: oggi si parla di motori. Sappiamo che il nuovo titolo di CD Projekt Red sarà ambientato in un futuro abbastanza prossimo, è logico quindi che i mezzi di trasporto preferiti siano ancora le automobili. Nel trailer che state per vedere ci viene mostrato un assaggio di tutti quelli che saranno i veicoli a quattro ruote presenti in Cyberpunk 2077, e a quanto pare ce ne sono davvero per tutti i gusti.

Trovate il video in questione qui sotto, tratto direttamente dal canale YouTube di Cyberpunk 2077:

Dicevamo che i veicoli presentati sono tanti – anche se siamo certi ce ne saranno molti altri nel gioco – e, per comodità, sono stati divisi in categorie. Nel video vediamo:

  • Economy: l’equivalente delle nostre utilitarie, prezzi e prestazioni contenute per veicoli che danno poco nell’occhio.
  • Executive: al contrario della classe precedente qui siamo sul dispendioso, le macchine di questa categoria hanno materiali pregiati e sono pensate per impressionare e far invidia, comodità e lusso al primo posto.
  • Heavy Duty: non solo macchine ma anche camion e carri pesanti, rumorosi e indistruttibili per quando avete bisogno di potenza e resistenza.
  • Sport: il nome parla da solo: velocità è la parola d’ordine in questo caso, i veicoli di questa classe sono dotati di un motore potente e hanno parti intercambiabili per agevolare le modifiche.
  • Hypercar: questa tipologia di macchine servirà ottimamente chi ha bisogno di velocità e una solida armatura, stiamo parlando del meglio del meglio in termini di materiali e prestazioni.

Vi ricordiamo che Cyberpunk 2077 sarà pubblicato dal 19 novembre 2020 per le console PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X, PC e Google Stadia. E voi quale dei veicoli di Cyberpunk 2077 guiderete?

Giurista appassionato di videogiochi che ama passare delle ore a guardare anime e serie tv, sembra una descrizione strampalata ma quando si aggiunge anche un sano amore per la palestra... il risultato è ancora peggio. Eppure una volta ero capace di vendermi bene.

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Nintendo batte Xbox e PlayStation, ha venduto più console

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La storia di Nintendo, lo sappiamo, è un susseguirsi di successi commerciali con qualche scivolone ogni tanto. Qualcuno ha provato a quantificare il successo della Grande N paragonando ne i risultati a quelli conseguiti da PlayStation e Xbox. Si tratta del sito Safe Betting Sites che ha messo uno accanto all’altro i dati di vendita di ogni console prodotta dalle tre maggiori aziende impegnate attualmente nel mondo delle macchine da gioco.

Ci sembra giusto precisare subito che i dati non servono a fare un confronto diretto sul successo dell’una o dell’altra azienda. Semmai, vanno presi come spunto di riflessione. Mancano infatti diversi elementi fondamentali per giungere ad una analisi esaustiva. Non vengono tenuti in considerazione, ad esempio, gli ‘scontri generazionali’ o il numero di competitor in un determinato momento.

Il compito di fare i dovuti distinguo spetta a noi che ci teniamo a ricordare come Nintendo abbia esordito nel mondo videoludico nel 1983, PlayStation nel 1994 e Xbox solo nel 2001. L’anzianità e il numero di console prodotte influisce ovviamente sul risultato finale.

Andiamo dunque a vedere i dati nel dettaglio. La casa di Super Mario, dal 1983 ad oggi ha venduto quasi 740 milioni di console. Il contributo principale a questo successo è arrivato dalle console portatili, campo in cui PlayStation ha osato poco e dove Xbox non si è mai avventurata. Il DS risulta essere il pezzo forte della classifica con 154 milioni di esemplari. Si tratta anche della handled console più venduta di sempre.

Il successo nel campo portatile è testimoniato, allo stesso modo, anche dal secondo posto in classifica. Il GameBoy mette sul piatto quasi 120 milioni di unità. Console iconica ha definito una generazione tra gli anni ’80 e ’90. Terzo posto, con poco più di 101 milioni di console, la sottovalutata Wii. L’attuale Switch? 62 milioni di esemplari, poco sopra il NES.

Spostandoci sul versante PlayStation la situazione risulta essere leggermente diversa. Il computo totale ci dice che le macchine Sony arrivano ad appena 540 milioni di esemplari. Bisogna sempre però tener conto che, in campo videoludico, l’esordio è arrivato solo nel ’94, 11 anni dopo Nintendo. Inoltre, il numero di modelli prodotti è quasi dimezzato rispetto ai rivali ed ex alleati. Cinque console per Sony, nove per la Grande N.

Anche nel caso di Sony, tre console hanno superato la soglia dei 100 milioni di unità vendute. PlayStation 2 si trova al primo posto assoluto con 157 milioni di esemplari e si prende anche la corona di console più venduta di sempre. Segue, subito dopo PlayStation 4 che sfonda la soglia dei 110 milioni. Ancora dietro, la prima PlayStation poco sopra i 100 milioni.

Ancora diverso il caso di Xbox. Il numero di console vendute da Microsoft fino ad adesso è pari a 158 milioni. Per raggiungere una cifra simile, Redmond ha dovuto attendere ben 3 generazioni mentre lo stesso risultato Sony e Nintendo lo hanno raggiunto con una console a testa. Curioso notare anche come metà del lavoro in casa Microsoft sia stato svolto da Xbox 360. La seconda generazione di Xbox ha raggiunto quota 86 milioni, poco sotto alla diretta concorrente di quella generazione: PlayStation 3.

Microsoft, comunque, merita una certa comprensione. Si tratta dell’ultima arrivata in un campo che, già da anni, era terreno di scontro per gli altri due colossi. Nel corso degli ultimi 19 anni, sono state prodotte 3 generazioni di console e nessuna handled. Inoltre il suo esordio a fine 2001 non poteva coincidere con un momento peggiore. Nel mercato delle home-console c’erano già Playstation 2 (che poi avrebbe dominato), Nintendo Game Cube (che a causa dei solo 7 milioni di esemplari venduti non è stata aggiunta nel computo) e Sega Dreamcast (9 milioni venduti).

Microsoft si è trovata dunque a combattere una guerra impari contro un totale di tre colossi già da tempo affermatisi nell’industria. Inoltre, il prezzo a cui Xbox era venduta, 299 Dollari, era certamente meno competitivo rispetto a Nintendo e Sega, 199 Dollari l’una. Per quanto riguarda la rivalità con Sony, invece, i giapponesi erano presenti in territorio USA da circa un anno. Mentre il prezzo al lancio di una PS2 era identico a quello di una Xbox, a inizio 2002 Sony si potè permettere di abbassare la cifra di 100 dollari allineandola ai prodotti dei connazionali.

La diffidenza dei mercati esteri nei confronti di Xbox fece il resto. Esistevano già altre console con le quali giocare. Nel sentire comune, Microsoft era sinonimo di produttività, non di svago. Xbox arrestò la sua corsa sui 25 milioni di unità vendute in tutto. L’attuale generazione, Xbox One, è purtroppo ferma a quota 46 milioni circa. Meno della metà dei 110 milioni della concorrente PlayStation 4.

Certo, ricordiamo ancora una volta che i numeri, se letti acriticamente, possono suggerire ben poco. Presi però in considerazione tenendo conto dei retroscena storici, dei contesti socioculturali e della storia di ognuna delle compagnie prese in esame, diventa interessante provare a ricostruire chi è andato meglio, facendo cosa, in quale momento e in rapporto a quale competitor.

E voi, avete una di queste console a casa? C’è anche quella che vi ha iniziato alla carriera da gamer?

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Spider-Man: Miles Morales, la nascita di un eroe con commento di Insomniac

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Spider-Man: Miles Morales è al centro di una campagna mediatica piuttosto tonica e decisa. Appena qualche giorno fa avevamo visto Miles Morales fare a botte con Rhino in un video, ma a quanto pare lo scontro fra lo scalamuri di New York e il possente villain dalle sembianze di pachiderma serberà altre sorprese. Siamo qui con un nuovo video che ci mostra un’altra parte dello scontro e alcuni poteri di Miles Morales, con commento di Insomniac.

Spoiler brutti e cattivi davanti a voi, siete avvertiti.

Il video è tratto dal canale YouTube di Game Informer, e lo trovate di seguito:

Anche i professionisti hanno bisogno di aiuto a volte. Unisciti a noi mentre osserviamo la nascita di un eroe mentre Brian Horton, creative e direttore ad Insomniac Games, ci accompagna nel momento in cui Miles Morales ruba la scena e diventa la sua versione di Spider-Man.

Il video ci mostra una scena di quello che sarà – all’apparenza – il primo scontro con un boss di Spider-Man: Miles Morales. Qui vediamo Peter Parker a terra, pieno di botte e lividi, e Morales che si cimenta nell’affrontare Rhino. Raccolto tutto il coraggio di cui è capace, nella consapevolezza che se non dovesse riuscire a sconfiggere l’enorme avversario anche l’originale Uomo-Ragno perirebbe, Morales attacca a testa bassa e sferra un pugno talmente potente da mettere al tappeto l’antagonista.

Questa è solo una scena dello scontro con uno dei tanti boss che ci attendono in Spider-Man: Miles Morales. Se le premesse sono queste, non stiamo più nella pelle. Appuntamento dal 19 novembre su PlayStation 4 e PlayStation 5.

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Xbox: presentatrice costretta a dimettersi per molestie ricevute

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Lei si chiama Isadora Basile. Il suo talento come streamer aveva convinto i vertici Microsoft a ingaggiarla come volto di Xbox News nel suo paese d’origine, il Brasile. Poteva e doveva essere una storia bellissima. Però è stata macchiata permanentemente a causa della tossicità di una parte della community. La peggior parte in assoluto. Questo rende questa storia quasi più grave di quella che ha coinvolto di recente Ubisoft.

Basile aveva firmato il suo contratto in settembre ma, dal momento della sua prima apparizione sui canali social di Xbox, sono stati in tanti, troppi, a inviare alla ragazza pesanti minacce. Dalla morte allo stupro, nulla le è stato risparmiato in una gogna social delle più infamanti in assoluto. A raccogliere la testimonianza della ragazza, ci ha pensato il sito The Enemy.

La pressione è stata insostenibile e, al 16 di ottobre, la ragazza ha annunciato il suo allontanamento dalla posizione lavorativa assunta fino a quel momento. A quanto si riesce a evincere dai suoi post social, pare che la decisione sia stata presa di comune accordo con Microsoft. Erano stati in tanti a pensare, in un primo momento, ad un licenziamento perpetuato da Microsoft stessa ai danni di Basile.

Così potrebbe non essere. La decisione della divisione sud-americana di Xbox potrebbe esser stata ancora più drastica di così. Stando ad un post apparso sul profilo twitter ufficiale di Xbox Brasil, Microsoft avrebbe deciso di tagliare ogni ponte informativo in America Latina. Tutto spento con l’unica eccezione del portale Xbox Wire.

La presentatrice, in coda al suo tweet ha scritto: rispetto la decisione presa da Microsoft. Il mio amore nei loro confronti rimane lo stesso di sempre.

Difficile ricostruire la vicenda in maniera esaustiva senza una testimonianza diretta da entrambe le parti. In molti si sono scagliati contro l’azienda di Redmond colpevole di non essersi schierata apertamente in difesa della sua dipendente ed essersi, invece, arresa alla parte più becera di Internet.

Non è nostra intenzione difendere Microsoft in questo caso. Ci sembra però ovvio che, schierarsi pubblicamente al fianco della propria dipendente sarebbe stato un forte segnale nei confronti degli odiatori del web.

Di sicuro sarebbe stato un segnale di supporto nei confronti di una ragazza già provata da continui messaggi minacciosi. Ecco, avremmo apprezzato una mossa alla Neil Druckmann che, dopo le minacce indirizzate a lui e al suo team, si è espresso con fermezza in diverse occasioni.

Come dicevamo, però, mancano alcuni elementi che ci aiutino a ricostruire il retroscena della faccenda. Primo tra tutti: quanto serie fossero queste minacce. Rimane sempre vero che un messaggio ove si augura la morte o lo stupro di qualcuno sia da condannare senza appelli. Ma se esiste il rischio che alle minacce seguano anche ‘i fatti’, allora può essere comprensibile la mossa dell’allontanamento.

Ripetiamo ancora una volta: gli elementi a nostra disposizione sono pochi. Difficile infatti anche stabilire se si sia trattato di dimissioni, licenziamento o di una decisione presa di comune accordo.

L’unico elemento di cui siamo assolutamente certi è la ferma condanna di quegli utenti che, ancora nel 2020, non riescono ad accettare le regole di un vivere civile e si permettono anche solo di pensare le parole che poi riversano sul web. C’è da preoccuparsi seriamente.

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