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Erased, una caccia all’assassino fra passato e presente

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In fuga dai mille e uno shōnen raccomandati online e dai suggerimenti poco spot on di Netflix, mi sono imbattuta nell’anime thriller Erased. Diretta da Tomohiko Itō – lo stesso che ci ha regalato le prime due stagioni di Sword Art Online – questa miniserie del 2016 si è rivelata da subito avvincente e degna di nota, nonostante tenda spesso a passare sotto i radar.

Adattamento del manga Boku dake ga inai machi (La città in cui io non ci sono) di Kei Sanbe, Erased abbraccia i generi psicologico e paranormale, rendendo fin troppo facile scadere nel binge watching. Così, in soli dodici episodi, ci si ritrova catapultati in una realtà in cui il passato si intreccia al presente ed il destino è più che fallibile.

La vita come un film

Il protagonista della serie è il ventinovenne Satoru Fujinuma, un aspirante mangaka di scarso successo, che tira avanti lavorando come fattorino per una pizzeria. Prevenuto verso gli altri e con una lacuna interiore incolmabile, Satoru è rassegnato a condurre una vita mediocre, se non fosse che ogni volta che accade una disgrazia il tempo si riavvolge, permettendogli di evitare l’evento.

Questa sorta di déjà-vu, che Satoru chiama Revival, gli consente di salvare molte vite, ma tutto cambia quando è lui stesso a trovarsi sulla scena di un crimine, accusato a torto dell’uccisione di qualcuno a lui vicino. Con le spalle al muro e nel tentativo di salvarsi, Satoru fugge, scatenando un Revival che lo spedisce 18 anni nel passato.

Ritrovatosi ai tempi delle elementari, presto si rende conto che il delitto è connesso all’omicidio di tre bambini in quel periodo, tra cui la sua silenziosa compagna di classe Kayo Hinazuki, e che prevenire la loro sparizione è l’unico modo per evitare la tragedia nel suo presente.

Strutturata su due piani intercambiabili e interdipendenti, Erased è una serie in cui la suspense è sempre alta e ogni scelta è di vitale importanza. Nel corso degli episodi il ritmo della narrazione cambia, passando da essere inizialmente lento e scandito dai ricordi di Satoru, al farsi precipitato in un vortice di rivelazioni verso la fine, in una corsa contro il tempo per la sopravvivenza.

A livello visivo la serie è piacevole, ed il passaggio da un’epoca all’altra è reso dall’uso di bande nere per il passato, che riducono lo schermo ed emulano il formato cinematografico, dando la parvenza di un film dentro un film. I paesaggi e gli avvenimenti sono poi avvolti da un’atmosfera angosciante e un senso di quiete prima della tempesta, ben sottolineati dalla colonna sonora azzeccatissima di Yuki Kajiura.

La forza dei sentimenti

Nonostante la brevità della serie, i temi portanti sono molti e di non poco spessore. Solitudine, violenza, amicizia, coraggio vengono affrontati con sguardo intimo e introspettivo, così come viene indagata la dicotomia fra bene e male, il cui grado di separazione si fa spesso labile.

Diventa allora impossibile non immedesimarsi nei personaggi principali, realistici e caratterizzati da grande sensibilità, visibile specialmente nel racconto “La città in cui io non ci sono” di Kayo, che è una vera stretta al cuore.

Altro argomento cardine è quello del rimpianto, il pentimento verso il non aver agito quando se ne aveva l’occasione e doverne pagare lo scotto. Il tema del rimpianto pullula infatti l’intera serie, a partire dal fatto che uno degli obiettivi di Satoru è proprio liberarsi del senso di colpa per la morte di Kayo e rimediare ai propri errori, evitando una serie di tragici eventi.

Appare però chiaro anche che, mentre Satoru ha la possibilità di riscrivere il passato e rimarginare le proprie ferite emotive, questo è un privilegio riservato soltanto a lui. A partire da questa consapevolezza, emerge uno dei messaggi scomodi che Sanbe lancia ai suoi lettori: nella vita vera non possiamo cancellare i nostri rimpianti, ma solo lottare contro le nostre paure ed agire con coraggio e onestà, in modo tale da non averne.

Ultimo tasto su cui l’autore batte è l’importanza delle piccole cose. Ogni momento dell’infanzia che Satoru si trova a rivivere è infatti dolceamaro, una sorta di brutale reminder del fatto che quello che spesso diamo per scontato è in realtà ciò va custodito con più cura. Come anche il protagonista impara a proprie spese, sono le cose ordinarie e le persone che ci circondano a regalarci i ricordi più preziosi, ed è nostro compito riconoscerne il valore prima che sia troppo tardi.

Anche io ho vissuto momenti così, me n’ero forse dimenticato? No… la verità è che non me n’ero mai reso conto, li ho vissuti senza farci caso… sono una parte della mia vita che avevo perso.

Considerazioni finali

C’è da ammettere che questo non è un anime che consiglierei ad un amante dei viaggi nel tempo, e che ci sono alcune falle che impediscono ad Erased di essere all’altezza del manga. Ad esempio, viene liquidato troppo in fretta il fenomeno del Revival senza darne una vera spiegazione, inoltre la fretta nel concludere la serie in un numero limitato di episodi ha finito per pregiudicare l’intensità della narrazione, dandole un che di raffazzonato che lascia un po’ l’amaro in bocca.

Detto ciò, Erased è e resta una corsa frenetica contro il tempo ed il fato da cui è difficile staccarsi. Si tratta di un anime coinvolgente e delicato, capace di far rimanere col fiato sospeso e di toccare le corde dell’animo dello spettatore, a volte dolcemente, altre con la brutalità di uno schiaffo.

In contrasto con i suoi toni malinconici e nostalgici, ciò che la serie sottolinea e vuole trasmettere è l’importanza di celebrare i piccoli momenti di felicità quotidiana, e di costruire legami veri con le persone che ci circondano, forse l’unica cosa davvero in grado di salvarci dal mondo e da noi stessi.

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Studentessa (quasi) laureata in Scienze della Comunicazione. Mi piacciono la stand-up comedy, le band che nessuno conosce e le parole con significati intraducibili, in quest'ordine.

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Il Museo Ghibli rilascerà degli artbook delle opere di Miyazaki

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Il Museo Ghibli di Mitaka, a Tokyo, è una piccola perla per tutti gli amanti delle opere del premio Oscar onorario Hayao Miyazaki; aperto dal 2001 catapulta i visitatori nei mondi e nella magia creata dallo Studio Ghibli. Per portarsi a casa un pezzo di storia dell’animazione giapponese – anzi mondiale – chi vorrà potrà acquistare una serie di artbook delle opere di Miyazaki.

Il sito giapponese di Hypebeast riporta che gli artbook del Maestro saranno contenuti in un pacchetto unico (composto da due volumi) e che al loro interno si troveranno moltissime illustrazioni esclusive. Hayao Miyazaki e il Museo Ghibli, questo il nome della coppia di libri, contiene ben 900 disegni e sketch delle opere dello studio di Koganei; oltre a questi è presente un’intervista del braccio destro di Miyazaki: il produttore Toshio Suzuki.

Gli artbook assieme compongono un totale di 174 pagine che permettono al fruitore di ripercorrere la storia di 20 anni dello Studio Ghibli, dal 2001 al 2020. Ricordiamo alcune delle opere più importanti create in questo periodo di tempo: La Città Incantata (2001), Il Castello Errante di Howl (2004), Ponyo sulla Scogliera (2008), Si Alza il Vento (2013). Ma non solo lungometraggi e interviste, fra le pagine degli artbook si potrà prendere visione di quelle che sono state 18 esibizioni dedicate allo Studio Ghibli che si sono tenute in giro per il mondo nell’ultimo ventennio.

La bella notizia è che Hayao Miyazaki e il Museo Ghibli non sarà acquistabile solo da chi si recherà al Museo d’Arte Ghibli, anzi è già prenotabile sul sito Donguri Sora, al prezzo di 25.000 Yen – poco meno di 200 euro al cambio odierno. Un prezzo tutto sommato onesto, a nostro parere.

Che ne dite dell’idea di vendere dei compendi delle opere di Miyazaki e dello Studio Ghibli? Pensate di volerlo acquistare?

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Vivy-Fluorite Eye’s Song, il nuovo anime di Wit Studio

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Tutti ricorderemo che Wit Studio, quasi a sorpresa, aveva deciso di abbandonare la produzione de L’Attacco dei giganti, complici i ritmi di lavoro schizzofrenici, ma non è certo rimasta a non far nulla. Infatti si occuperà di Vivy-Fluorite Eye’s Song, serie originale che coinvolge due autori molto popolari: Tappei Nagatsuki sarà lo scrittore (Re:Zero) ed Eiji Umehara lo sceneggiatore (ChäoS;Child).

L’anime debutterà questo aprile, ma ancora non è trapelata alcuna informazione per quanto riguarda la trama. Di seguito vi lasciamo il tweet, che mostra una breve anteprima, nel quale è possibile leggere: “Questa è la storia di come io, Vivy, distruggerò la mia ‘me stessa’ digitale”. Potremmo pensare si tratti di un isekai?

Ecco di seguito una locandina promozionale di Vivy-Fluorite Eye’s Song, nella quale la protagonista di spalle volge lo sguardo a due mondi: uno al massimo della sua potenza e l’altro che si sgretola. Quale sarà il destino di Vivy?

Vivy

Cosa ne pensate di questo nuovo anime?

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Sakura, Saku: il nuovo shojo manga targato Io Sakisaka

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L’account Twitter di Bessatsu Margaret , rivista di Shueisha, ha rivelato lo scorso 10 gennaio l’uscita di un nuovo manga di Io Sakisaka, creatrice del famoso manga shoujo A un passo da te (Ao haru ride). Questa nuova storia si intitolerà Sakura, Saku (The Cherry Blossoms Bloom) e debutterà il 13 febbraio e sarà raccolto nell’uscita di marzo della rivista.

Trama

Il manga è incentrato su Saki, una ragazza che pensa sempre e solo a confondersi tra la folla. Alla cerimonia di apertura del liceo, ritrova Sakura, un ragazzo che l’aveva precedentemente salvata. Che sia stato il destino ad averli fatti nuovamente incontrare? Una nuova storia agrodolce per tutti i fan delle serie shojo mai scontate!

Le storie di Io Sakisaka

Proprio su Bessatsu Margaret, tra il 2007 e 2009, era stato serializzato Strobe Edge di Sakisaka, edito in Italia da Planet Manga. Dalla serie era anche stato tratto un film live-action uscito nel marzo 2015.

Il grande successo l’autrice l’ha raggiunto con Ao haru ride, da noi distribuito da Planet Manga con il titolo A un passo da te. Dal manga sono stati tratti infatti una serie anime, un DVD originale e un film live-action nel 2014.

Sempre su Bessatsu Margaret, da giugno 2015 a maggio 2019, Sakisaka ha pubblicato Amarsi, Lasciarsi (Omoi, Omoware, Furi, Furare), in Italia sempre publbicato da Planet Manga. Dal manga è stato tratto un film anime che è uscito nelle sale lo scorso settembre. Da agosto intanto stanno venendo trasmessi in Giappone gli episodi dell’adattamento live action. Chissà se la Planet si accaparrerà anche questa nuova serie.

Siete pronti a farvi travolgere da questa nuova storia d’amore?

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