Connect with us
george-r-r-martin-coronavirus-the-winds-of-winter george-r-r-martin-coronavirus-the-winds-of-winter

Letteratura

George R. R. Martin, autore del Trono di Spade, dovrebbe essere in prigione

Published

on

No, non ha commesso qualche tipo di reato, a meno che essere estremamente lenti a scrivere non possa essere considerato tale. George R. R. Martin, autore della saga del Trono di Spade, un anno fa ha dichiarato che se non avesse finito The Winds of Winter entro il 29 luglio 2020 i fan sarebbero stati in pieno diritto a metterlo in prigione. Un’affermazione che all’epoca poteva sembrare esagerata, ma che ora conferma la fama dello scrittore: geniale ma discontinuo.

La sfida era stata lanciata dallo stesso autore sul suo blog parlando della sua presenza alla World Science Fiction Convention, cancellata a causa del coronavirus.

Per quanto riguarda il completamento del mio libro… temo che la Nuova Zelanda mi distrarrebbe troppo. Meglio lasciarmi qui a Westeros per il momento. Ma vi dico questo: se non avrò The Winds of Winter in mano quando arrivo in Nuova Zelanda per Worldcon, avete il mio permesso scritto formale di imprigionarmi in una piccola capanna a White Island (isola vulcanica della Nuova Zelanda n.d.a.), con vista su quel lago di zolfo acido, fino a quando ho finito. Finché i fumi acri non rovinano il mio vecchio elaboratore di testi DOS, starò bene.

The Winds of Winter, sesto capitolo della saga delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, è atteso dai fan ormai da anni. Molti speravano che sarebbe uscito dopo la fine della serie tv, per poi trovarsi smentiti. A quanto pare nell’ultimo periodo, complice la quarantena forzata, George R. R. Martin ha ricominciato a scrivere, e a quanto pare spera di finirlo prima del prossimo CoNZealand, che di solito si svolge a fine luglio o inizio agosto, rimandando quindi di un altro anno l’uscita.

George R. R. Martin al momento non ha accennato alla promessa, forse dimenticandosene, forse sperando che nessun fan lo abbia preso sul serio. Non ci resta che aspettare – di nuovo – e sperare che il libro sia pronto il prossimo anno.

Giornalista pubblicista e Laureata in Lingue e Culture per l’Editoria. Procrastinatrice seriale, vado avanti a forza di caffeina e ansia e in qualche modo sta funzionando. Mi piacciono la lettura, i Beatles, lo Spritz Campari e le maratone (Netflix). Non mi piacciono il caffè annacquato, scrivere biografie e fare liste.

Continue Reading
Advertisement
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Film e Serie TV

House of the Dragon: iniziano i casting per cercare i nuovi Targaryen

Published

on

house-of-the-dragon-casting

Non è un segreto, il finale di Game of Thrones ha deluso molti fan, nonostante questo la serie resta una delle più amate degli ultimi anni, ed è stata capace di rivoluzionare un genere e di rendere le serie tv fantasy veri e propri eventi internazionali. Non sorprende quindi che i produttori abbiano deciso di cavalcare l’onda del successo e di mettere in cantiere una nuova serie prequel: House of the Dragon.

L’attesissimo prequel, sempre prodotto da HBO, è ora in fase di casting, ma non sono ancora stati rivelati i nomi dei protagonisti né una trama definita. La serie è tratta dal libro Fire & Blood, che copre l’ascesa della casata Targaryen dall’arrivo a Westeros dopo il disastro di Valyria – il misterioso cataclisma naturale che è stato la causa del collasso della Libera Fortezza di Valyria – fino al creatore del trono di spade, Aegon il conquistatore. Probabilmente il focus si concentrerà sulla guerra civile, denominata Danza dei Draghi, tra Aegon II e la sua sorellastra Rhaenyra a seguito della morte di loro padre, Viserys I.

House of the Dragon dovrebbe debuttare nel 2022, lo showrunner è Ryan Condal in collaborazione con il regista Sapochnik.

Ecco la sinossi ufficiale del libro:

La storia della dinastia Targaryen, quando i draghi regnavano su Westeros. Finalmente anche il grande mondo fantasy di George R.R. Martin ha il suo legendarium, un compendio inesauribile di episodi e dettagli che riecheggia “Il Silmarillion” di J.R.R. Tolkien: un banchetto fastoso per tutti gli appassionati e un potente specchio delle grandezze e miserie della natura umana, nei bassifondi della carestia o assisa su un trono, nel fango d’una battaglia o sul dorso d’un drago. 

Continue Reading

Letteratura

È tutto un MANGA MANGA: arriva in libreria il manuale satirico sui mecha

Published

on

è-tutto-un-manga-manga

Da oggi in libreria potrete trovare È tutto un Manga Manga manuale satirico sui robottoni giapponesi! Gli autori di questo volume – edito EF edizioni, collana Reika Libri – sono Roberto Corradi (testi) e The Hand (disegni), con la prefazione di Piero Pelù.

Robot che abbiamo amato, robot che abbiamo odiato, robot che abbiamo ignorato e che, anche dopo aver letto queste pagine, continueremo a ignorare… esiste un’enciclopedia dei fiori… poteva non esisterne una dei robot/cartoni animati di qualche decennio fa? Certo che poteva, però noi abbiamo deciso che no e È tutto un Manga Manga è l’enciclopedia robottonica che mancava fatta alla nostra maniera e con un gran vantaggio per tutti: non verremo di domenica mattina a vendervela a casa. Ci sono dettagli, a volte, che fanno la differenza.

31 robot schedati, raccontati, smontati ed illustrati più un “fuori programma” gravido di scarabocchi eretici e annotazioni sul tema, per un totale di 150 pagg … spaziali!

Elenco dei 31 robot:

Boss Robot, il Grande Mazinga, Daitarn 3, Mazinga Z, Ufo Robot Goldrake, Gundam, Trider G7, Daltanious, Jeeg Robot d’acciaio, Gordian, Supercar Gattiger, Voltron, God Sigma, Zambot 3, Diapolon, Astrorobot, Gaiking, Gackeen, Astroganga, Getter robo, Bryger, Vultus V, Megaloman, Tekkaman, Ultraman, Baldios, Spectreman, Godam, Daikengo, Danguard, Afrodite A

Gli autori

Roberto Corradi (1976)

Romano, deve i suoi inizi a Corrado Mantoni. Ha lavorato con Alberto Sordi, ha inspiegabilmente diretto quattro settimanali umoristici, ha fatto un po’ di personaggi a 610 e al Ruggito del Coniglio, ha pubblicato dei libri e scritto spettacoli per il teatro, la tv… cose così. Sa fare anche il pandoro che quando uno legge questa bio, è l’unica cosa che poi si ricorda.

Maurizio Di Bona – The Hand (1971)

È un disegnatore napoletano noto come “The Hand”. Si occupa di rockstar, fumetto, filosofia e satira. Ha collaborato con Beppe Grillo, Gillian Anderson e la compianta Dolores O’Riordan dei Cranberries. Ha scritto e disegnato Cose da Runners (Becco Giallo 2016) e Chi ha paura di Giordano Bruno (Mimesis 2006). Quando non disegna va a correre per trovare le giuste ispirazioni.

Continue Reading

Eventi

Da Rushdie a J. K. Rowling, intellettuali contro l’intolleranza del “politically correct”

Published

on

lettera-politically-correct

Oltre 150 intellettuali e personalità internazionali, tra cui spiccano il saggista Ian Buruma, il linguista e attivista Noam Chomsky e la scrittrice J. K. Rowling, hanno firmato una lettera aperta pubblicata su “Harper’s Magazine”, un appello a non trasformare le proteste per la giustizia razziale “in un brand dogmatico e coercitivo” che spesso sfocia in un’estremizzazione del politically correct.

Tra chi ha sottoscritto la lettera c’è pure la romanziera Margaret Atwood e afroamericani come il jazzista Wynton Marsalis e paladini della libertà di espressione come Salman Rushdie, tutti insieme per combattere il clima da oscurantismo medievale che domina nel mondo della cultura e dei media dopo l’uccisione di George Floyd.

Attenzione, sono tutti concordi che quello che è successo sia un fatto gravissimo e deprecabile, ma quello che è seguito a quel triste 25 maggio ritengono abbia fatto dilagare una nuova forma di intolleranza, quella degli estremisti dell’anti-razzismo e dei demolitori di statue, di tutti coloro che in nome del politically correct censurano le opinioni diverse e impongono un pensiero unico.

I firmatari della lettera sostengono che le reazioni violente che si sono susseguite in tutto il Mondo abbiano soffocato il libero dibattito e che:

Questa atmosfera soffocante alla fine danneggerà le cause più vitali del nostro tempo. La restrizione del dibattito, da parte di un governo repressivo o di una società intollerante, fa invariabilmente male a chi manca di potere e rende tutti meno capaci di partecipazione democratica.

Quello che denunciano i firmatari è poi il “public shaming” (la gogna pubblica), una tendenza che va aumentando senza freni e che cancella il dibattito, mettendo all’angolo ogni opinione diversa dalla propria.

Nella lettera si legge:

Le cattive idee si sconfiggono attraverso la loro esposizione, l’argomentazione e la persuasione, non cercando di zittire o allontanarle. Rifiutiamo qualsiasi falsa scelta tra giustizia e libertà, che non possono esistere l’una senza l’altra

Di certo in questo ultimo periodo abbiamo visto troppo spesso censurare contenuti – ricordiamo il caso di HBO con Via col vento – o trovare soluzioni “creative” per spiegare che il razzismo è un atteggiamento sbagliato. Vi abbiamo pure parlato delle 7 carte da gioco rimosse da Magic: The Gathering a causa di questa cieca e spesso illogica epurazione.

Eppure a nessuno è venuta in mente la cosa più semplice: confrontarsi in modo chiaro, aperto e inclusivo e ascoltare le ragioni dell’una e dell’altra parte per trovare un accordo, una convivenza pacifica, se non per capirsi, almeno per rispettarsi.

Continue Reading

Trending